Oramai sembra un film in continua replica. Borsa Italiana si prepara ad aprile la seduta di oggi 28 maggio 2026 come minimo nel segno della cautela dopo le nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Nella notte, infatti, gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi contro un sito militare iraniano ritenuto una minaccia per le truppe americane e per la navigazione commerciale nell’area del Golfo Persico. L’episodio va a riaccendere immediatamente il rischio di una possibile escalation della guerra in Iran, scenario che i mercati finanziari avevano iniziato ad escludere alla luce della convinzione che le trattative in corso tra le parti potessero portare ad una intesa risolutiva e che ora invece torna ad essere ritenuto probabile.
Semplice immaginare quello che possa succedere adesso visto che, ogni qualvolta in questi mesi di “tregua” c’è stata una accelerazione bellicista, gli investitori sono tornati puntualmente a prezzare il ritrovato rischio con vendite sugli asset più rischiosi e acquisti difensivi su petrolio e comparto energetico.
Ftse Mib sopra 50.000 punti: terreno fertile per prese di profitto
L’eventuale apertura in rosso di Borsa Italiana arriverebbe dopo una lunga fase rialzista che ha spinto il Ftse Mib oltre la soglia psicologica dei 50.000 punti, livello record che ha inevitabilmente aumentato il rischio di prese di profitto. Dopo settimane di rally quasi continuo, il mercato italiano si trova infatti in una posizione tecnica vulnerabile a qualsiasi shock esterno.
La combinazione tra valutazioni elevate, forte ipercomprato di breve periodo e improvviso deterioramento dello scenario geopolitico crea tutte le condizioni per un avvio di scambi negativo. In questo contesto molti operatori potrebbero sfruttare le tensioni internazionali come occasione per alleggerire posizioni accumulate durante il rally delle ultime settimane.
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Non va dimenticato che il mercato italiano è particolarmente sensibile ai movimenti del comparto bancario e industriale, due settori che tendono a soffrire nelle fasi di aumento dell’avversione al rischio. Per questo motivo l’impatto della crisi iraniana potrebbe risultare più marcato sul listino milanese rispetto a quello fin qui visto sul mercato asiatico.
Un forte allontanamento dai 50.000 punti potrebbe innescare vendite più consistenti nel breve termine, soprattutto da parte degli operatori speculativi che hanno cavalcato il rally recente.
Queste sono ipotesi. Il solo dato reale in vista dell’apertura di Borsa Italiana è quello dei futures: -0,6% quelli sul Ftse Mib quasi a voler tracciare una rotta.
Petrolio in rialzo: possibili benefici per Eni e comparto energy
Se da una parte la geopolitica rischia di penalizzare l’azionario europeo, dall’altra emergono possibili benefici per il comparto energetico. Anche qui come una riedizione di un film che oramai dura da tempo, i prezzi del petrolio sono infatti tornati a salire (futures sul Brent di luglio in aumento dell’1,9% a 96,03 dollari al barile e futures sul West Texas Intermediate in rialzo dell’1,9% a 90,36 dollari al barile) dopo i nuovi attacchi Usa in Iran, cancellando gran parte delle perdite registrate nella seduta precedente.
Il mercato teme che un aggravarsi della situazione possa compromettere ulteriormente la sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per le esportazioni mondiali di greggio. La ratio è sempre la solita: basta un semplice aumento del rischio geopolitico per spingere gli operatori a rivedere al rialzo il premio sul petrolio.
In questo scenario, titoli come Eni potrebbero muoversi in controtendenza rispetto al resto del mercato italiano. Questa crisi ha dimostrato che nelle fasi di maggiore tensione in Medio Oriente, le quotazioni delle major petrolifere tendono ad impennarsi grazie alle prospettive di prezzi energetici più elevati.
Oltre a Eni, attenzione anche alle società legate alla filiera oil & gas e ai titoli difensivi del comparto utilities, che potrebbero beneficiare di una rotazione settoriale da parte degli investitori in cerca di asset meno esposti alla volatilità ciclica.
Tokyo in calo, Wall Street resiliente: segnali contrastanti per l’Europa
Il quadro internazionale in vista dell’apertura di oggi di Borsa Italiana, offre segnali misti. Da una parte, la Borsa di Tokyo ha chiuso le contrattazioni in ribasso con il Nikkei in calo di circa mezzo punto percentuale. La flessione della piazza nipponica conferma come i mercati asiatici stiano reagendo negativamente al ritorno delle tensioni in Medio Oriente.
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Dall’altra parte, Wall Street ha archiviato la seduta del 27 maggio con rialzi moderati. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,36% a 50.644 punti dopo aver aggiornato i massimi storici a 50.830 punti. Più contenuti i progressi di S&P 500 (+0,02%) e Nasdaq (+0,07%).
La tenuta dei listini americani mostra come il mercato Usa continui a beneficiare di una forte fiducia di fondo sostenuta dalla liquidità ancora abbondante. Inutile dire che anche qui, però, il clima potrebbe cambiare rapidamente qualora il conflitto tra Stati Uniti e Iran dovesse intensificarsi ulteriormente nelle prossime ore.
Cosa ricordare in vista della seduta di oggi di Borsa Italiana
Per la seduta europea odierna, il focus sarà quindi concentrato sull’evoluzione geopolitica e sulla reazione del petrolio.
In presenza di nuove escalation, il mercato potrebbe aumentare la pressione ribassista sui listini azionari. Al contrario, eventuali segnali distensivi potrebbero limitare le vendite e trasformare il calo iniziale in una semplice presa di profitto tecnica dopo i record storici raggiunti dal Ftse Mib.
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