Certificati a cedola alta per sfruttare la forte volatilità in atto sui mercati azionari? La nuova emissione Marex Autocallable Barrier Worst-of IT0006774183 sembra proprio essere stata pensata con questo obiettivo. Con un premio annuale potenziale del 23,51% e un decreasing mensile del -5%, il nuovo prodotto è destinato a farsi spazio nel segmento ultra-competitivo dei certificati con cedola alta, segmento Phoenix autocallable. Costruito su un basket azionario europeo (tra i quattro titoli ci sono anche due italiani), punta a generare flussi cedolari mensili elevati in un contesto di mercato ancora sotto shock per la recente correzione innescata dalla guerra in Medio Oriente che ha avuto ripercussioni pesanti soprattutto sul comparto ciclico e su quello bancario.
Il certificato paga infatti una cedola mensile di 19,59 euro lordi su valore nominale di 1.000 euro. Il flusso cedolare mensile è condizionato alla tenuta di una barriera posta al 60% del livello iniziale del titolo peggiore del basket (worst of).
Un livello simile di barriera cedolare implica un discreto margine di protezione: il sottostante peggiore del basket può perdere fino al 40% dal livello iniziale senza compromettere lo stacco della cedola prima e poi il rimborso del capitale a scadenza (il livello barriera coincide). In altre parole, il certificato IT0006774183 è progettato per tollerare correzioni consistenti delle azioni sottostanti prima che il capitale venga effettivamente messo a rischio.
Un ultimo aspetto prima di analizzare il prodotto: nel basket sottostante del certificato Marex quasi tutte le azioni risultano attualmente in ribasso dai valori di inizio anno. L’unica eccezione è STMicroelectronics, mentre gli altri componenti del paniere mostrano performance negative.
Il prodotto si rivolge quindi a investitori che vogliono tornare a posizionarsi in modo aggressivo sul mercato, sfruttando l’attuale fase di volatilità per ottenere rendimenti elevati, accettando al tempo stesso il rischio legato alla struttura worst-of.
Struttura del certificato Marex: basket azionario e meccanismo worst-of
Tecnicamente il certificato Marex ISIN IT0006774183 è un Phoenix Autocallable Barrier Worst-of con scadenza fissata al 30 marzo 2027, salvo eventuale rimborso anticipato (c’è l’autocall).
Il basket sottostante è composto da quattro azioni europee appartenenti a settori differenti:
- Société Générale
- Thyssenkrupp
- Banca Monte dei Paschi di Siena
- STMicroelectronics
La struttura worst-of significa che l’andamento del certificato dipende dal titolo con la performance peggiore tra quelli presenti nel basket. In ogni data di osservazione viene quindi considerato il sottostante più debole.
Il certificato ha valore nominale di 1.000 euro ed è stato emesso al 100% del valore nominale. La data di valutazione iniziale è fissata al 17 marzo 2026, mentre la valutazione finale avverrà il 17 marzo 2027.
Il funzionamento della cedola è tipico dei Phoenix: ogni mese viene verificato il livello del worst of rispetto alla barriera cedolare del 60% del prezzo iniziale.
- Se il titolo peggiore è sopra il 60%, l’investitore incassa la cedola mensile di 19,59 euro.
- Se invece il worst-of scende sotto la barriera, la cedola non viene pagata in quel mese.
In termini annualizzati, il flusso cedolare potenziale raggiunge appunto il 23,51%.
Effetto memoria e autocall: come funzionano i due meccanismi chiave
Uno degli elementi più interessanti del certificato Marex è la presenza dell’oramai classico effetto memoria, che migliora la probabilità di incassare le cedole nel tempo. Se in una determinata data mensile il worst-of si trova sotto la barriera del 60%, la cedola non viene pagata. Tuttavia, non viene persa definitivamente ma rimane memorizzata.
Quando, in una successiva data di osservazione, il titolo peggiore torna sopra la barriera del 60%, l’investitore riceve:
- la cedola corrente
- tutte le cedole precedenti non pagate.
Il meccanismo consente quindi di recuperare flussi cedolari anche dopo fasi temporanee di debolezza dei mercati.
Il certificato integra inoltre la funzione autocall, ovvero il rimborso anticipato automatico che scatta se il basket soddisfa determinate condizioni.
Le date di osservazione per l’autocall partono dal 18 maggio 2026. In quella data il certificato può essere richiamato se il titolo peggiore si trova sopra il 97% del livello iniziale.
Se la condizione è soddisfatta:
- il certificato si estingue anticipatamente
- l’investitore riceve 1.000 euro di capitale oltre all’eventuale cedola maturata (e a quelle eventualmente portate in memoria).
Se invece la condizione non viene rispettata, il certificato prosegue la sua vita. Nei mesi successivi la soglia di autocall si riduce progressivamente del 5% al mese (tantissimo):
- 92% a giugno 2026
- 87% a luglio 2026
- 82% ad agosto 2026
- 77% a settembre 2026
- 72% a ottobre 2026
- 67% a novembre 2026
- 62% a dicembre 2026
- 60% da gennaio 2027 in poi
Lo schema rende progressivamente più probabile il rimborso anticipato, soprattutto se il mercato recupera dopo una fase correttiva. Il -5% mensile è tra i decreasing più consistenti per questa tipologia di certificati.
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Scenari a scadenza: quando si guadagna e quando si perde capitale
Se il certificato non viene richiamato anticipatamente, si arriva alla scadenza del 30 marzo 2027, momento in cui si determina il rimborso finale. Qui gli scenari possibili sono due.
Scenario positivo o neutrale
Se alla data di valutazione finale il titolo con la performance peggiore del basket si trova sopra la barriera del 60%, l’investitore riceve:
- 1.000 euro di capitale,
- oltre alle eventuali cedole maturate.
In questo caso l’investitore beneficia delle cedole elevate anche se il mercato ha registrato una discesa significativa, fino a un massimo del 40% rispetto al livello iniziale.
Scenario negativo
Se invece il worst-of scende sotto il 60% del livello iniziale, la protezione viene meno. Il rimborso diventa allora lineare rispetto alla performance del titolo peggiore. Questo significa che l’investitore subisce la stessa perdita percentuale del sottostante peggiore.
Facciamo un esempio:
- se il worst-of perde 50%, il certificato rimborsa circa 500 euro
- se perde 60%, il rimborso scende a circa 400 euro
La struttura worst-of amplifica quindi il rischio legato al titolo più debole del paniere.
A chi si rivolge il certificato Marex con cedola 23,51% annuo
Fermo restando che non diamo consigli finanziari, il nuovo certificato Marex IT0006774183 è il classico strumento derivato che si rivolge agli investitori orientati alla generazione di reddito elevato in mercati volatili.
La cedola del 23,51% annuo, la barriera al 60% e il meccanismo memoria + autocall decrescente rendono il prodotto adatto a chi vuole sfruttare fasi di correzione del mercato per ottenere premi elevati, accettando al contempo il rischio legato alla struttura worst-of e alla possibile perdita di capitale nel caso di ribassi estremi del sottostante peggiore. Non è un prodotto per tutti.
Messaggio promozionale – I certificati sono prodotti complessi. Questo contenuto è stato realizzato con il contributo di un collaboratore esterno. Le informazioni riportate non costituiscono in alcun caso consulenza finanziaria. Opinioni e considerazioni non vanno intese come raccomandazioni di investimento. Prima di investire, si invita a consultare la documentazione ufficiale dell’emittente (KID) e a rivolgersi a un consulente abilitato. Gli utenti sono liberi di prendere le proprie decisioni, assumendosene la piena responsabilità.
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