L’11 febbraio 2026 il Ministero dell’Economia e delle Finanze torna sul mercato con una nuova emissione di BOT a 12 mesi. Dopo quello di gennaio, si tratta del secondo appuntamento dell’anno per questa tipologia di titoli di stato. Collocamento ordinario, inserito nella gestione della liquidità del debito pubblico, avverrà attraverso il consueto meccanismo dell’asta competitiva. L’operazione è rivolta agli operatori istituzionali, ma coinvolge, sia pure indirettamente, anche i risparmiatori privati che intendono sottoscrivere il titolo tramite intermediari autorizzati.
Prima dell’asta stessa, il focus è soprattutto sulla durata, sul contesto dei tassi e sulle modalità di partecipazione al collocamento mentre dopo l’emissione, l’attenzione sarà sul livello puntuale del rendimento, che verrà appunto determinato al termine del collocamento sulla base di domanda e prezzo esitato.
Asta BOT 11 febbraio 2026: caratteristiche del titolo in emissione
Al centro dell’asta BOT dell’11 febbraio 2026 ci sarà un Buono ordinario del Tesoro con durata di 12 mesi. Il titolo ha codice ISIN IT0005695256, verrà emesso il 13 febbraio 2026 e giungerà a scadenza il 12 febbraio 2027, per una durata complessiva di 364 giorni.
L’importo nominale offerto dal Tesoro è pari a 8,5 miliardi di euro, una cifra in linea con le precedenti emissioni annuali. Alla stessa data del regolamento risultano in scadenza BOT a 12 mesi per 8,8 miliardi, il che implica che l’operazione avrà un impatto netto leggermente negativo sul fabbisogno di cassa, salvo un eventuale ricorso all’asta supplementare.
Come tutti i BOT, anche questo titolo è zero coupon: non prevede il pagamento di cedole periodiche e il rendimento per l’investitore deriva esclusivamente dalla differenza tra il prezzo di sottoscrizione e il rimborso a 100 alla scadenza. Il prezzo effettivo di emissione sarà determinato dall’asta, sulla base delle richieste espresse in termini di rendimento dagli operatori partecipanti.
Il contesto di mercato appare relativamente stabile rispetto all’inizio dell’anno. Nella precedente asta di gennaio, il BOT annuale era stato collocato con un rendimento intorno al 2,1% e un prezzo inferiore alla pari. Questo tratto della curva dei rendimenti risente in modo diretto delle scelte di politica monetaria, con la Banca Centrale Europea che ha mantenuto invariati i tassi di riferimento, lasciando il mercato in una fase di attesa.
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Il calendario del collocamento BOT di febbraio
Il calendario dell’asta BOT dell’11 febbraio 2026 seguirà una scansione ben definita, che è importante conoscere soprattutto per i risparmiatori che intendono prenotare il titolo tramite banca o intermediario.
Il termine per la prenotazione da parte del pubblico è fissato a martedì 10 febbraio 2026. Entro questa data, chi è interessato deve comunicare al proprio intermediario la quantità di BOT che intende sottoscrivere.
L’asta principale si svolgerà mercoledì 11 febbraio 2026, con la presentazione delle domande da parte degli operatori abilitati entro le ore 11:00. Il giorno successivo, giovedì 12 febbraio, è previsto un eventuale collocamento supplementare, riservato esclusivamente agli operatori che hanno partecipato all’asta ordinaria e qualificati come Specialisti in titoli di Stato.
Infine la data di regolamento è fissata per venerdì 13 febbraio 2026 e quello sarà il giorno in cui gli investitori dovranno versare l’importo relativo ai titoli assegnati e in cui avverrà anche il rimborso dei BOT in scadenza.
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Come partecipare all’asta BOT 11 febbraio 2026
I risparmiatori privati non partecipano direttamente alle aste del Tesoro. L’accesso avviene tramite banche, Poste Italiane o intermediari finanziari autorizzati, a condizione di disporre di un conto titoli.
L’importo minimo sottoscrivibile è pari a 1.000 euro, o multipli di tale cifra. Per i BOT con durata di 364 giorni, la commissione massima applicabile alla clientela retail è dello 0,15%, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Dal punto di vista tecnico, all’asta partecipano esclusivamente gli Specialisti in titoli di Stato e gli Aspiranti Specialisti, che possono presentare fino a cinque richieste per ciascuna asta, espresse in termini di rendimento con variazioni minime di un millesimo di punto percentuale. La gestione delle operazioni di asta e regolamento è affidata alla Banca d’Italia.
Il prezzo fiscale di riferimento per il pubblico coincide con il prezzo medio ponderato risultante dall’asta, che viene utilizzato anche per il calcolo della tassazione sul rendimento.
Il possibile collocamento supplementare
Come avviene di consueto, il Tesoro ha previsto anche un collocamento supplementare, riservato agli operatori istituzionali che hanno partecipato all’asta principale. L’ammontare massimo di questa tranche aggiuntiva è pari al 10% dell’importo offerto, quindi fino a 850 milioni di euro.
L’assegnazione dei titoli supplementari avviene allo stesso rendimento medio ponderato emerso dall’asta ordinaria, senza riaprire il processo di formazione del prezzo. Questa opzione consente al Tesoro di modulare l’emissione in funzione della domanda effettiva.
I BOT annuali restano uno strumento chiave per tutti
I BOT continuano a rappresentare uno strumento centrale per la gestione della liquidità, sia per il Tesoro sia per gli investitori più prudenti. Al 30 gennaio 2026, il totale dei BOT in circolazione superava i 131 miliardi di euro, di cui oltre 106 miliardi riferiti a titoli annuali.
Per chi intende mantenere il titolo fino alla scadenza, il rendimento è prevedibile e non soggetto alla volatilità dei prezzi di mercato. In alternativa, i BOT possono essere negoziati sul mercato secondario, dove il prezzo varia in funzione dei tassi e delle condizioni di liquidità.
In questo quadro, l’asta BOT dell’11 febbraio 2026 si inserisce come un appuntamento rilevante per chi cerca un’esposizione a breve termine sul debito italiano, con caratteristiche semplici, durata definita e un profilo di rischio contenuto.
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