Da un paio di settimane le borse mondiali stanno attraversando una fase di volatilità estrema. La causa principale è l’escalation geopolitica tra Stati Uniti e Iran, un conflitto che nelle ultime settimane sta influenzando pesantemente il sentiment degli investitori.
Magari fosse una questione di cambi direzionali da un giorno all’altro ossia prima un crollo, poi un rimbalzo. Siamo in una situazione ancora più estrema perchè nel giro di poche ore — a volte anche di pochi minuti — indici e azioni cambiano direzione, seguendo il flusso continuo di notizie che arrivano dal Medio Oriente. Basta una dichiarazione politica o una notizia su nuovi raid militari per innescare movimenti violenti sui mercati.
Se Donald Trump manda segnali di apertura diplomatica, le borse recuperano rapidamente terreno. Ma quando la retorica torna a farsi più aggressiva o arrivano news su nuovi attacchi o peggio ancora su un allargamento del conflitto, ecco che i listini riprendono a scendere.
In un contesto simile è normale che ogni piccolo investitore si senta disorientato. Comprare azioni quando il mercato cambia direzione ogni ora non è semplice. Ma restare completamente fuori dai mercati potrebbe significare perdere eventuali rimbalzi.
È proprio in momenti come questi che gli ETF alternativi o multi-strategia possono diventare strumenti interessanti. Grazie alla loro flessibilità, alcuni fondi quotati sono progettati per ridurre il rischio nei momenti di turbolenza, senza rinunciare completamente al potenziale di rendimento.
In questo articolo parleremo proprio di alcuni ETF che possono aiutarti ad affrontare questa fase di alta volatilità.
Indice
Perché la volatilità è tornata protagonista in borsa
Prima di analizzare gli ETF, vale la pena mettere ben a fuoco quello che sta succedendo sui mercati.
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha riacceso una delle aree geopolitiche più delicate del pianeta. I mercati reagiscono in tempo reale alle notizie che arrivano dal Medio Oriente.
Da due settimane gli investitori ogni giorno si ritrovano ad operare in un ambiente dominato da:
- notizie geopolitiche imprevedibili
- oscillazioni rapide degli indici
- movimenti improvvisi delle materie prime energetiche
- cambi di sentiment nel giro di poche ore
Non è necessario essere degli esperti di comportamento per capire che contesto rende difficile prendere decisioni di investimento tradizionali. Il classico approccio compra e dimentica quello che avviene ogni giorno può diventare psicologicamente complesso quando il mercato alterna rally e correzioni nello stesso giorno.
Ecco perché gli ETF flessibili che combinano diverse strategie si stanno rivelando sempre più attenzionati.
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CANQ: esposizione al Nasdaq con un cuscinetto obbligazionario
Il primo ETF che andiamo a considerare in una fase di volatilità elevata come quella in corso è il Calamos Nasdaq Equity & Income ETF (CANQ).
Molti investitori non vogliono rinunciare all’esposizione verso il Nasdaq-100, l’indice che racchiude alcune delle principali società tecnologiche del mondo. Tuttavia, lalta volatilità dei mercati azionari può rendere questa esposizione difficile da gestire.
L’ETF CANQ prova a risolvere il problema con un approccio ibrido combinando:
- esposizione alle azioni del Nasdaq-100
- una strategia opzionale disciplinata
- una componente di reddito fisso
Una parte del portafoglio è investita in strumenti obbligazionari e ciò permette di ridurre l’impatto delle eventuali correzioni azionarie. In altre parole, l’ETF CANQ cerca di mantenere il potenziale di crescita del Nasdaq, ma con una struttura pensata per limitare le perdite nelle fasi di mercato difficili.
Se sei un investitore che vuole restare esposto alla tecnologia ma senza sopportare tutta la volatilità del settore, una soluzione di questo tipo può avere senso in un portafoglio diversificato. Poi sta a te ovviamente.
CCEF ETF pensato per generare reddito
Il secondo ETF che prendiamo in considerazione per meglio affrontare la volatilità estrema di borsa è Calamos CEF Income & Arbitrage ETF CCEF.
Capita che in una fase di forte volatilità azionaria, molti investitori cambiano obiettivo: invece di cercare solo crescita del capitale, puntano a generare reddito dal portafoglio. Ecco l’ETF CCEF segue proprio questa logica.
Il fondo investe principalmente in closed-end funds (CEF), particolare categoria di fondi che spesso distribuisce redditi mensili competitivi.
Ma non è tutto.
Molti closed-end funds vengono scambiati sul mercato a sconto rispetto al valore reale del loro portafoglio. CCEF cerca di sfruttare proprio queste inefficienze di prezzo.
Il risultato è una strategia che combina due possibili fonti di rendimento:
- reddito periodico
- potenziale apprezzamento del capitale
Siamo in una fase in cui i mercati azionari sono imprevedibili (perchè è la geopolitica ad esserlo) e un ETF focalizzato sul reddito può rappresentare una valida alternativa alla pura esposizione azionaria.
CVRT: crescita con le obbligazioni convertibili
Infine Calamos Convertible Equity Alternative ETF (CVRT), terzo ETF su cui accendere un faro vista la situazione attuale.
Questo fondo investe in obbligazioni convertibili, strumenti finanziari particolari che si trovano a metà strada tra azioni e bond.
Le convertibili offrono infatti una componente obbligazionaria (che tende a limitare il rischio) e una componente azionaria (che consente di partecipare alla crescita dei titoli)
L’ETF CVRT seleziona convertibili statunitensi con elevata sensibilità ai movimenti azionari, cercando quindi di catturare il potenziale di crescita dei mercati.
Allo stesso tempo, la struttura delle convertibili può offrire una certa protezione nelle fasi di ribasso.
Un ETF di questo tipo può essere particolarmente utile se vuoi restare esposto alla crescita del mercato ma con un approccio più prudente rispetto alle azioni pure.
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Come affrontare davvero un mercato volatile
La volatilità che imperversa da due settimane non è una novità sui mercati finanziari. E’ palese che la guerra Usa Iran sta amplificando molto le oscillazioni dei prezzi.
Se ti trovi indeciso su cosa fare, è importante ricordare una cosa: non esiste una soluzione unica.
Alcuni investitori preferiscono ridurre l’esposizione azionaria. Altri scelgono invece strumenti che permettono di restare investiti ma con strategie più sofisticate. Gli ETF come CANQ, CCEF e CVRT di cui abbiamo parlato rappresentano proprio questo tipo di approccio. Ognuno utilizza una struttura diversa per affrontare la volatilità:
- strategie opzionali e obbligazioni
- reddito da fondi chiusi
- convertibili con sensibilità azionaria
Visto che se la guerra non si dovesse risolvere presto il contesto macroeconomico potrebbe restare complesso ancora a lungo, strumenti di questo tipo possono aiutarti a navigare l’incertezza senza rinunciare completamente alle opportunità di mercato.
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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















