L’andamento negativo che caratterizza le azioni Telecom Italia nella seduta di metà settimana non rende “giustizia” ai tanti spunti di tipo fondamentale con cui il titolo dell’ex monopolista si è ritrovato a fare i conti. Almeno tre diversi driver avrebbero potuto condizionare la prestazione odierna di Telecom Italia che invece ignora tutto e prosegue nella fase interlocutoria già in atto da alcune sedute.
Pur registrando nel primo pomeriggio un calo dello 0,66% a quota 0,72 euro, TIM resta sostanzialmente sui livelli battuti da oltre due settimane a questa parte che poi altro non sono che i massimi. Quotazioni rigorosamente sopra 0,7 euro, quindi, e una impostazione che, pur con fasi di realizzo fisiologica come quella in atto proprio oggi, resta comunque rialzista. Quando si parla di Telecom Italia, infatti, va sempre tenuto conto delle prestazioni monstre di medio e lungo termine (+10% nell’ultimo mese e addirittura +90% anno su anno).
Detto questo, in una pura ottica investing (quindi non di tipo speculativo), i tre driver cui accennavamo in precedenza dovrebbero comunque essere considerati. Non saranno forse delle grandi novità, e quindi verrebbe da pensare che il loro effetto fosse stato già ampiamente scontato dal mercato, ma comunque vanno a rafforzare una narrativa sul titolo TIM improntata all’ottimismo.
Di cosa si tratta? Del piano di acquisto di azioni proprie, dell’OPAS lanciata da Poste Italiane e in ultimo del piano industriale.
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Buyback Telecom Italia: focus sulla remunerazione agli azionisti
Il primo dei tre potenziali driver di oggi è l’avvio del programma di riacquisto di azioni proprie. Il consiglio di amministrazione di TIM ha infatti dato il via alla prima tranche del buyback approvato dall’assemblea degli azionisti dello scorso 15 aprile.
L’operazione rientra in un programma complessivo da 400 milioni di euro, con possibilità di acquistare fino a 700 milioni di azioni. La prima fase si concentrerà su un massimo di 140 milioni di titoli, pari a circa lo 0,7% del capitale sociale. Considerando gli attuali corsi di borsa di TIM, il controvalore della tranche iniziale si aggira intorno ai 100 milioni di euro.
Dal punto di vista finanziario, il buyback di TIM pesa tantissimo. Dopo anni caratterizzati da forte leva finanziaria e processi di ristrutturazione, il gruppo torna a utilizzare strumenti tipici delle società che puntano a valorizzare il capitale azionario. Un segnale della maggiore stabilità della struttura patrimoniale dopo la cessione della rete e in vista del closing relativo a Sparkle.
Dopo la prima, il buyback proseguirà con ulteriori tranche, mantenendo l’obiettivo di distribuire agli azionisti circa il 50% del valore atteso dalla cessione di Sparkle. Per quello che riguarda quest’ultima, l’enterprise value viene stimato intorno ai 700 milioni di euro e il closing è atteso entro la fine del trimestre.
Proprio alla luce di questa correlazione, il piano di acquisto di azioni proprie di TIM non è solo supporto tecnico alle quotazioni, ma anche come indicatore della volontà del management di introdurre una politica di remunerazione più stabile e prevedibile nel medio termine. Insomma tante implicazioni positive dalle novità sul buyback di TIM ma niente reazione in borsa e questo perchè, in realtà, era tutto già noto.
Ma andiamo avanti.
Piano industriale 2026-2028: visibilità sulla nuova TIM
Il secondo driver chiave riguarda l‘anticipazione della presentazione del nuovo piano industriale. Il consiglio di amministrazione ha infatti deciso di spostare dal 5 agosto al 29 luglio la riunione dedicata ai risultati semestrali, data in cui verrà approvato anche il piano industriale 2026-2028.
La scelta non appare casuale. In questa fase il mercato vuole comprendere quale sarà il profilo industriale della nuova TIM dopo le profonde trasformazioni degli ultimi anni. L’attenzione si concentra soprattutto sulla sostenibilità della crescita, sulla generazione di cassa e sull’evoluzione dei margini operativi. Gli istituzionali guardano con particolare interesse alla capacità del gruppo di consolidare il percorso di riduzione del debito e contemporaneamente sostenere gli investimenti nelle aree considerate strategiche, come servizi enterprise, cloud, cybersecurity e infrastrutture digitali.
Dal punto di vista delle valutazioni, il nuovo business plan potrebbe diventare il vero spartiacque per il titolo. Se il management riuscirà a mostrare una traiettoria credibile di crescita dell’Ebitda e di miglioramento della generazione di cassa, il mercato potrebbe iniziare a riconoscere multipli più elevati rispetto al recente passato.
Inoltre, la concomitanza tra risultati trimestrali e presentazione del piano potrebbe aumentare la volatilità sul titolo.
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OPAS di Poste Italiane: il fattore strategico resta centrale
E infine il terzo catalizzatore che tiene alto l’hype sulle azioni TIM riguarda l’OPAS volontaria promossa da Poste Italiane.
Nel corso di un incontro con amministratori e sindaci della società, il management di Poste Italiane ha illustrato i termini dell’operazione già comunicati al mercato nei mesi scorsi, confermando che il completamento dell’operazione è atteso entro il terzo trimestre dell’esercizio in corso.
Anche se durante l’incontro non sono stati comunicati nuovi dettagli sostanziali, e infatti non c’è stata reazione sul titolo, è chiaro che la comunità finanziaria monitori con estrema attenzione le tempistiche dell’offerta.
Non è un mistero che l’operazione di Poste Italiane rappresenti il più importante fattore di supporto strategico per le azioni TIM. La presenza di un soggetto con forte partecipazione pubblica viene letta come un fattore in grado di aumentare la stabilità dell’azionariato e favorire una nuova fase di consolidamento industriale.
E poi da non trascurare il fatto che, lato speculativo, c’è sempre la convinzione che eventuali evoluzioni dell’OPAS possano incidere direttamente sul repricing del titolo. In questo contesto ogni aggiornamento relativo alle autorizzazioni, alle condizioni dell’offerta o alle adesioni potrebbe diventare un driver di volatilità. Ovviamente se inatteso e non scontato.
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