Cinque sedute sono bastate per cambiare completamente il quadro tecnico delle azioni STMicroelectronics. Il titolo ha archiviato la scorsa settimana con un pesante passivo del 14%, una correzione che ha portato il bilancio mensile a un rosso di circa -26%. Un movimento che, inevitabilmente, ha riacceso il dibattito tra gli investitori: dopo una settimana da incubo, per le azioni STM peggio è ormai alle spalle oppure le vendite non hanno ancora esaurito la loro forza?
La prima risposta del mercato non è stata incoraggiante. Dopo il crollo di giovedì, quando le azioni avevano lasciato sul terreno circa il 18% in una sola seduta in seguito alla trimestrale, venerdì i più ottimisti già attendevano almeno un rimbalzo tecnico. Quel tentativo, però, non si è mai concretizzato e il titolo ha chiuso nuovamente in ribasso, segnale che la pressione dei venditori era ancora elevata.
Tornando al presente, la nuova ottava si aprirà STM a 46,78 euro, livello che resta lontanissimo dai massimi recenti ma che continua comunque a collocarsi in un contesto molto particolare. Non bisogna infatti dimenticare che, nonostante il crollo delle ultime sedute, il titolo dei microchips mantiene ancora un rialzo di circa il 100% da inizio anno. Un aspetto che spiega perché molti investitori abbiano preferito prendere profitto dopo una corsa tanto sostenuta e perché il mercato stia ora cercando di capire quale possa essere il nuovo prezzo di equilibrio.
In questa fase il grafico suggerisce prudenza. Le storie di borsa insegnano che dopo un ribasso così violento non è raro assistere a rimbalzi tecnici anche consistenti, ma affinché questi possano trasformarsi in una vera inversione di tendenza serve un ritorno della fiducia sui fondamentali. Ed è proprio qui che, almeno per il momento, si concentra il principale ostacolo.
Guidance STM delude, ma analisti non cambiano idea sul titolo
Il motivo della brusca correzione delle azioni STM è ormai noto. A pesare non sono stati tanto i risultati trimestrali quanto la guidance, giudicata troppo prudente rispetto alle aspettative del mercato. Le indicazioni fornite dal management hanno costretto gli analisti a rivedere le stime sugli utili futuri e, di conseguenza, a ricalcolare i prezzi obiettivo.
C’è però un elemento che emerge con chiarezza dalle revisioni pubblicate nelle ore successive alla trimestrale. Pur abbassando i target price, quasi nessuna casa d’affari ha modificato la propria impostazione di fondo sul titolo. In altre parole, chi aveva una visione positiva continua ad averla, mentre chi manteneva un atteggiamento più prudente non ha cambiato orientamento. È cambiata la valutazione economica, non il giudizio strategico.
Tutto è avvenuto nella giornata di venerdì. Jefferies ha confermato il rating buy, riducendo però il target price a 68 euro dagli 82 precedenti. Stessa impostazione per Deutsche Bank, che mantiene il consiglio di acquisto ma abbassa il prezzo obiettivo a 70 euro. Anche Equita SIM conferma il giudizio buy, portando il target a 68 euro, mentre Barclays mantiene il rating equal weight, tagliando il target price a 60 euro.
Anche Intermonte ha rivisto le proprie valutazioni. La SIM ha confermato il rating neutral prudenziale ma ha ridotto il target price a 54,5 euro dai precedenti 70 euro. Morlae: il caso d’investimento non viene messo in discussione, ma la traiettoria degli utili appare meno favorevole di quanto il mercato immaginasse solo poche settimane fa.
Nel complesso, quindi, il consensus non suggerisce un peggioramento strutturale della società, bensì una revisione delle aspettative di breve e medio periodo. Proprio questa distinzione che potrebbe diventare decisiva nelle prossime settimane.
L’intelligenza artificiale resta motore della crescita di STM
Se la guidance di STM ha deluso il mercato, dalla conference call sono comunque emersi diversi elementi che invitano a guardare oltre il breve periodo. Secondo l’analisi di Intermonte, il messaggio più importante riguarda proprio il business legato all’intelligenza artificiale, che continua a rappresentare il principale driver di crescita del gruppo.
Il management vede infatti nell’AI il motore dell’espansione prevista per il 2027. Le stime indicano ricavi superiori a 1 miliardo di dollari già nel 2026, destinati a superare i 2 miliardi nel 2027, contribuendo in misura significativa all’incremento complessivo del fatturato atteso dal mercato.
Restano inoltre indicatori operativi molto solidi. Il book-to-bill si mantiene vicino a 2 volte, con oltre la metà degli ordini già riferiti al 2027, mentre il backlog garantisce una visibilità di circa 4,5-5 trimestri, equivalente a circa 16,6 miliardi di dollari di ordini. La società ha inoltre ribadito l’obiettivo di raggiungere 18 miliardi di dollari di ricavi nel 2028, segnale che il management continua a credere nel proprio piano industriale.
Accanto ai punti di forza, però, emergono anche le criticità che spiegano la prudenza degli analisti. La domanda nei comparti tradizionali sta recuperando più lentamente del previsto e questo limita la crescita degli utili nel breve termine. Intermonte ha infatti rivisto al ribasso le stime sull’EBIT adjusted 2026, ora previsto intorno a 1,4 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 1,65 miliardi.
In sostanza, l’AI continua a rappresentare una storia di crescita convincente, ma il resto del portafoglio prodotti non sta ancora offrendo un contributo sufficiente per compensare completamente il rallentamento di alcuni mercati storici.
Azioni STM: quanto è possibile un rimbalzo?
Nel brevissimo periodo, le azioni STM potrebbe anche tentare un recupero tecnico dopo una discesa tanto accentuata. Una flessione del 14% in cinque sedute e del 26% nell’ultimo mese ha inevitabilmente riportato le quotazioni su livelli molto diversi rispetto a quelli di poche settimane fa e potrebbe favorire l’ingresso di investitori interessati alle valutazioni.
Perché il recupero possa consolidarsi, tuttavia, servirà qualcosa di più di un semplice rimbalzo tecnico. Al momento il mercato continua infatti a fare i conti con una guidance che ha ridimensionato le aspettative di crescita degli utili e, in assenza di nuovi elementi, difficilmente questo tema passerà in secondo piano.
Sul fronte industriale qualche segnale positivo continua comunque ad arrivare. L’amministratore delegato Jean-Marc Chery ha confermato un importante piano di investimenti in Italia. Il gruppo investirà infatti circa 2,4 miliardi di euro a Catania tra il 2026 e il 2028 per rafforzare la produzione nel carburo di silicio su wafer da 8 pollici, mentre 1,4 miliardi di euro saranno destinati allo stabilimento di Agrate Brianza il Lombardia
Si tratta di indicazioni che rafforzano la strategia industriale di lungo periodo, ma stando a quello che si è visto venerdì non sembrano essere state sufficienti a modificare il sentiment degli investitori. Per questo motivo, anche in avvio della nuova ottava su Borsa Italiana, le azioni STM potrebbero continuare a muoversi in modo volatile. Staremo a vedere.
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