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Azioni Stellantis sotto ai riflettori (www.risparmioggi.it)
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Il balzo di oltre il 15% registrato nella “gloriosa” sessione di borsa di ieri sembra già appartenere al passato delle azioni Stellantis. Dopo l’euforia seguita alla pubblicazione della trimestrale, le vendite sono tornate a prevalere sul colosso automotive fin dall’apertura delle contrattazioni odierne allargandosi progressivamente nel corso della mattinata. Al giro di boa di metà seduta, le azioni Stellantis perdono così il 3,9% a 4,11 euro, dopo aver toccato un minimo intraday a 4,10 euro, livello che, almeno per adesso, sembra contenere la discesa.

I realizzi arrivano dopo una seduta eccezionale, ma anche mentre gli analisti cominciano a rivedere le proprie valutazioni sui conti del gruppo automobilistico. Jefferies e Oddo BHF hanno tagliato i rispettivi target price, pur mantenendo invariate le raccomandazioni (come vedremo dopo, una bullish e una più improntata alla prudenza). Immaginiamo la situazione a dir poco singolare in cui si trova chi è investito sul titolo STLA: da una parte l’euforia scatenata da risultati trimestrali migliori rispetto alle attese; dall’altra, dubbi ancora aperti sulla solidità della ripartenza.

Intendiamoci: prese di profitto anche forti dopo un rialzo tanto ampio non sorprendono. Chi ha acquistato prima della pubblicazione dei conti può aver scelto di monetizzare una parte dei guadagni, soprattutto considerando che la trimestrale non ha cancellato le criticità operative e finanziarie del gruppo.

Il punto da osservare è la capacità delle azioni Stellantis di trovare una base di prezzo dopo il primo arretramento. Se le vendite dovessero esaurirsi senza intaccare i supporti più importanti, il movimento potrebbe rientrare in una normale fase di consolidamento. Una discesa più profonda, invece, metterebbe in discussione la tenuta del rimbalzo.

Trimestrale Stellantis: migliorano i numeri, ma la redditività resta fragile

Fuori dubbio che l’exploit di Stellantis nella sessione di borsa di ieri sia stato sostenuto dal miglioramento evidenziato dai conti trimestrali su base annua. Tra luglio e settembre 2026, i ricavi netti della quotata automotive sono aumentati dell’1% a 37,61 miliardi di euro, sostenuti dalla crescita del 3% delle vendite in Europa e Sud America. Il Medio Oriente e l’Africa hanno invece registrato una contrazione del fatturato del 19%.

Anche il risultato operativo adjusted ha mostrato un miglioramento, passando da 90 a 256 milioni di euro. Ancora il margine operativo è salito dallo 0,2% allo 0,7%, mentre la perdita netta si è ridotta a 453 milioni di euro dai 4,53 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente.

Sono tutti segnali di recupero che spiegano l’entusiasmo iniziale, ma non bastano ancora a certificare il ritorno a una redditività soddisfacente. Un margine operativo dello 0,7% lascia Stellantis particolarmente esposta a variazioni dei prezzi, dei volumi e dei costi: anche scostamenti relativamente contenuti possono avere un impatto significativo sul risultato finale. Sul fronte della liquidità, il flusso di cassa industriale è rimasto negativo per 4,01 miliardi di euro, in miglioramento rispetto ai 4,30 miliardi del terzo trimestre 2025. Il dato è risultato migliore delle previsioni di Equita Sim, ma resta un elemento da monitorare per valutare la sostenibilità del recupero.

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Cosa pensano gli analisti della trimestrale Stellantis

Nel day after, a rendere più cauta la lettura della trimestrale sono arrivate le prime revisioni dei prezzi obiettivo. Jefferies ha ridotto il target price da 9,50 a 8 euro, confermando la raccomandazione buy. Oddo BHF ha invece abbassato la propria valutazione da 5,50 a 4,50 euro, mantenendo il giudizio neutral.

I due interventi non sono da intendere come una bocciatura del titolo: entrambi gli intermediari hanno conservato le raccomandazioni precedenti. Tuttavia, la riduzione dei target price segnala che il miglioramento dei conti non ha eliminato tutte le riserve sulle prospettive di Stellantis.

Sia pur riviste al ribasso, le valutazioni restano comunque molto distanti dalle quotazioni attuali, soprattutto nel caso di Jefferies. Resta quindi un forte potenziale di upside rispetto ai prezzi correnti.

Anche i commenti degli altri operatori invitano alla prudenza. Equita Sim ha giudicato leggermente superiori alle attese i risultati relativi a ricavi e utile operativo, mentre Intermonte ha rilevato un risultato operativo adjusted lievemente inferiore alle proprie stime. La conferma delle indicazioni per il 2026, secondo quest’ultima lettura, non è sufficiente per giustificare una revisione al rialzo delle aspettative. Morningstar ha inoltre richiamato l’attenzione sui rischi di esecuzione della strategia aziendale: con una redditività ancora vicina al punto di pareggio, eventuali difficoltà sul fronte dei prezzi o dei risparmi sui costi potrebbero pesare sensibilmente sui risultati.

Azioni Stellantis: 4,10 euro finiscono sotto osservazione

E ora vediamo quale è la situazione tecnica di Stellantis. La seduta odierna porta quindi il titolo a testare nuovamente i livelli inferiori del movimento di recupero. La tenuta di quota 4,10 euro è il primo elemento da seguire nel brevissimo periodo, ma il quadro tecnico di fondo resta condizionato dalla struttura ribassista che ha accompagnato Stellantis fino ai recenti minimi.

Dal punto di vista della struttura tecnica primaria, il quadro di medio-lungo termine resta improntato alla cautela e inserito in un canale strutturalmente ribassista, pesantemente condizionato dai minimi registrati di recente a 3,50 euro. Tuttavia, nel brevissimo termine, la capacità di reazione espressa dal titolo dai minimi stagionali ha aperto la strada a una fase di consolidamento volatile. La tenuta dei livelli attuali è cruciale per evitare il riassorbimento del più recente rimbalzo, con gli indicatori di forza e di quantitativa volatilità che mostrano ancora un mercato privo di un chiaro segnale di inversione strutturale ma orientato alla ricerca di una base di accumulazione.

In ottica strategica si delineano due scenari principali.

Nel primo scenario rialzista, la tenuta del supporto chiave in area 3,80-4,00 euro rappresenterebbe la premessa necessaria per stabilizzare i prezzi e consentire una ripartenza dell’impostazione di breve. In tale eventualità, un primo segnale di forza arriverebbe con il superamento del livello resistenziale di quota 4,30 euro, ostacolo che aprirebbe la strada verso l’obiettivo successivo posizionato in area 4,50-4,52 euro. Un’eventuale rottura con decisione di questo secondo blocco grafico estenderebbe il rimbalzo verso target più ambiziosi, stimabili fino alla soglia psicologica e tecnica dei 5,20 euro.

Nel secondo scenario ribassista, il cedimento della soglia dei 4,10 euro – con successiva violazione del supporto fondamentale a 3,80 euro – riattiverebbe con forza il trend ribassista di fondo. Una simile flessione condurrebbe i prezzi a testare direttamente i minimi dell’anno a 3,50 euro, con il concreto rischio di ulteriori estensioni al ribasso verso nuovi minimi storici qualora i flussi di vendita sul settore automobilistico continuassero a prevalere nei volumi di scambio quotidiani.

Per ora, dunque, il calo dopo il rally può essere letto come una presa di beneficio coerente con l’ampiezza del rialzo precedente. La tenuta dei supporti e il recupero di quota 4,30 euro saranno però decisivi.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.