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Previsioni trimestrale Intesa Sanpaolo (www.risparmioggi.it)
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Le azioni Intesa Sanpaolo si avvicinano alla trimestrale del prossimo 3 novembre (data aggiornata rispetto al al 30 ottobre indicato all’inizio e riportato nel calendario degli eventi societari) con un tono non particolarmente brillante. Nella seconda parte dell’ottava che precede i conti trimestrali, la big del settore bancario sotto i 6 euro dopo aver ceduto oltre l’11% nell’ultimo mese. Una flessione da imputare al sentiment generale del settore bancario e non certo alle previsioni in vista della trimestrale analisti che restano tutte improntate all’ottimismo con accento soprattutto sulla prospettiva di redditività robusta. Con le stime positive in sacca, inevitabile che l’attenzione, in vista dell’appuntamento con i conti, si sposti più che altro alla capacità del gruppo di confermare gli obiettivi per il 2026, dopo il rialzo delle previsioni sull’utile di esercizio annunciato dal management in occasione dei risultati semestrali.

La riunione del consiglio di amministrazione avrà anche un secondo punto all’ordine del giorno oltre alla trimestrale: la decisione sull’acconto sul dividendo Intesa Sanpaolo 2027, relativo all’esercizio 2026, che andrà in stacco a fine novembre.

Previsioni trimestrale Intesa Sanpaolo: il contesto generale

Con lo slittamento dell’approvazione della trimestrale al 3 novembre, si allunga il periodo di “riflessione” degli investitori durante il quale a tenere banco sono le previsioni degli analisti. In ballo non tanto cosa è successo nel periodo luglio – settembre ma l’impatto che i trend del trimestre chiuso al 30 settembre possono avere su tutto l’esercizio.

Sul fronte operativo, il riferimento è l’obiettivo di utile netto superiore a 10 miliardi di euro per l’intero esercizio, indicato dal management dopo la revisione al rialzo delle previsioni nel corso della conference call del secondo trimestre. La trimestrale sarà quindi chiamata a fornire ulteriori elementi sulla sostenibilità di questo target, in un quadro nel quale la banca continua a fare affidamento sulla diversificazione dei ricavi, sulla disciplina dei costi e sul contenimento del costo del rischio.

Le previsioni degli analisti sono favorevoli, ma il confronto con il trimestre precedente richiederà cautela. Il secondo trimestre aveva registrato risultati particolarmente elevati e la componente stagionale potrebbe rendere meno brillante il confronto sequenziale. Più significativo sarà dunque verificare la dinamica anno su anno degli aggregati economici e l’eventuale presenza di elementi in grado di rafforzare o indebolire le indicazioni per la chiusura di tutto l’esercizio 2026.

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Le previsioni sulla trimestrale Intesa Sanpaolo nel dettaglio

Per quello che riguarda la sola trimestrale, le previsioni di Equita indicano per il terzo trimestre di Intesa Sanpaolo un utile netto di 2,493 miliardi di euro, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La progressione attesa si estende ai ricavi, stimati a 6,969 miliardi, e al margine di interesse, per il quale la Sim prevede un incremento annuo del 5%, fino a 3,880 miliardi di euro.

Il quadro trova riscontro nelle valutazioni di un’altra Sim italiana: Intermonte. La casa di analisi si attende una trimestrale solida e coerente con le indicazioni fornite dal management dopo il primo semestre. Il punto centrale sarà verificare quanto la crescita dei ricavi riuscirà a tradursi in maggiore redditività, tenendo conto dell’evoluzione delle diverse componenti del conto economico.

Spostandoci dai risultati finanziari al possibile impatto degli stessi in borsa, per le azioni Intesa Sanpaolo un risultato in linea con le indicazioni delle sue Sim contribuirebbe a confermare la capacità della banca di mantenere livelli di utile elevati. Un eventuale scostamento, invece, andrebbe analizzato distinguendo tra fattori temporanei e dinamiche più strutturali, soprattutto per quanto riguarda il margine di interesse e il contributo delle attività commissionali e assicurative.

Margine di interesse e commissioni attese: qui si gioca la crescita

Scendendo con l’analisi delle previsioni, secondo Intermonte, commissioni e proventi assicurativi di Intesa Sanpaolo dovrebbero continuare a sostenere i ricavi, pur in presenza di una stagionalità meno favorevole rispetto al secondo trimestre. La diversificazione delle fonti di reddito è sempre un elemento importante per la tenuta della redditività, soprattutto in una fase in cui l’evoluzione dei tassi d’interesse può modificare il contributo dell’attività bancaria tradizionale.

Il margine di interesse dovrebbe beneficiare delle coperture sui depositi core e di una crescita costante dei prestiti. Proprio la sua evoluzione resta uno degli indicatori più significativi per valutare la capacità di Intesa Sanpaolo di preservare i ricavi caratteristici, anche al netto degli effetti derivanti dalle variazioni del costo della raccolta.

Per finire, Intermonte prevede icosti sostanzialmente stabili e perdite su crediti contenute. Se confermate, queste dinamiche contribuirebbero a proteggere la redditività operativa e a sostenere il risultato netto. La verifica sui conti riguarderà pertanto non soltanto la crescita degli aggregati principali, ma anche la qualità della loro composizione e la capacità di mantenere sotto controllo le principali voci di costo.

Acconto dividendo Intesa Sanpaolo 2027: c’è già la data di stacco

Come accennavamo nella premessa, la trimestrale sarà accompagnata dalle decisioni sulla remunerazione degli azionisti. Il consiglio di amministrazione esaminerà infatti la distribuzione di un acconto sul dividendo Intesa Sanpaolo 2027, in linea con il calendario finanziario aggiornato dalla banca.

Se per conoscere l’ammontare della prima tranche della cedola sarà necessario attendere il 3 novembre, per le tempistiche della remunerazione il calendario è già fissato: lo stacco della cedola è calendarizzato al 23 novembre, la record date al 24 novembre e il pagamento al 25 novembre. L’acconto di Intesa Sanpaolo, quindi, farà pare parte di quel gruppo di dividendi di novembre originariamente previsti in deliberazione a ottobre.

La politica di distribuzione è uno dei punti di forza del profilo finanziario del gruppo guidato da Messina. Secondo le indicazioni riportate da Intermonte, la remunerazione complessiva attraverso dividendi e buyback è attesa intorno a 9,4 miliardi di euro entro la fine del 2026. La decisione sull’acconto fornirà quindi un aggiornamento concreto sul percorso di distribuzione del capitale, da leggere insieme ai risultati del trimestre e alle prospettive di generazione degli utili.

Azioni Intesa Sanpaolo sotto i 6 euro: quali indicazioni verso trimestrale?

Il calo superiore all’11% nell’ultimo mese colloca la pubblicazione dei conti trimestrali in un momento delicato per le azioni Intesa Sanpaolo. Come abbiamo visto nell’articolo, le previsioni degli analisti non evidenziano, allo stato delle informazioni disponibili, un deterioramento atteso dei principali indicatori economici. Resta tuttavia da capire se la crescita prevista sarà sufficiente a sostenere una rivalutazione del titolo dopo la recente correzione.

La reazione del mercato dipenderà dal rapporto tra risultati effettivi e aspettative, oltre che dalle indicazioni del management sulla traiettoria dell’utile annuale. Particolare attenzione sarà riservata alla tenuta del margine di interesse, al contributo delle commissioni e alla conferma di un costo del rischio contenuto. Anche la decisione sull’acconto dividendo potrà incidere sulla valutazione della remunerazione attesa per gli azionisti.

Sul quadro complessivo resta inoltre da monitorare l’evoluzione dell’operazione su Banca Monte dei Paschi di Siena non a caso indicata da Intermonte tra i temi rilevanti della conference call. Gli sviluppi dell’offerta potrebbero aggiungere elementi di valutazione sul piano strategico e sulle implicazioni per gli azionisti.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.