insegna di Leonardo
Conti primo trimestre 2026 di Leonardo (www.risparmioggi.it)
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Riflettori subito accesi sulle azioni Leonardo nel pre-market di Borsa Italiana. Con la pubblicazione dei conti trimestrali, il titolo del colosso della difesa potrebbe infatti registrare movimenti di prezzo significativi fin dal primo minuto di scambi. Leonardo parte oggi da 53,28 euro i ribasso di quasi 7 punti percentuali rispetto a un mese fa ma sempre in verde del 4% da inizio anni. L’idea React non può non riguardare l’impatto della trimestrale sull’andamento del titolo. Che direzione prenderanno le azioni Leonardo in borsa?

Come sempre l’esame dei conti nel dettaglio e la comparazione con quelle che erano le previsioni potrebbe contribuire a dare una risposta a questa domanda. Il punto non è se la trimestrale Leonardo è stata migliore rispetto a quella dello scorso anno (primo trimestre 2025) ma se ha centrato o meno le stile degli analisti.

La trimestrale di Leonardo nel dettaglio

Nel primo trimestre 2026 Leonardo ha registrato ricavi pari a 4,45 miliardi di euro, in aumento del 6,9% rispetto ai 4,16 miliardi dello stesso periodo del 2025. Questo dato migliora ulteriormente se si esclude l’effetto cambio negativo legato alle attività statunitensi (in particolare Leonardo DRS): in questo caso la crescita sarebbe stata del 10%.

Ancora più significativo il progresso sul fronte della redditività. L’EBITA è salito a 281 milioni di euro, rispetto ai 211 milioni dell’anno precedente, con un incremento del 33,2%. La marginalità operativa si è quindi attestata al 6,3%, in deciso miglioramento.

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Il gruppo della difesa continua quindi a beneficiare di efficienze operative e di un mix di business più favorevole, entrambi fattori chiave per la creazione di valore nel medio periodo.

Scendendo nel conto economico, l’utile netto reported è sceso a 162 milioni di euro, rispetto ai 377 milioni del primo trimestre 2025. Niente di drammatico perchè il dato dello scorso anno includeva un provento straordinario di 281 milioni, che altera il confronto.

E infatti, guardando all’utile netto adjusted, il dato sale a 184 milioni con un incremento del 60%. Per una lettura corretta, è questo il numero da considerare: la crescita sottostante di Leonardo è stata imponente.

Per quello che riguarda il debito, a fine marzo 2026 l’indebitamento netto è salito a 3,05 miliardi di euro, con un assorbimento di cassa operativa di 411 milioni nel trimestre.

Questo dato non sorprende: il primo trimestre è storicamente debole in termini di cassa per Leonardo. Inoltre, ha pesato l’esborso legato all’acquisizione del business IDV. Quindi anche in questo caso niente di drammatico.

Per finire, molto forte il dato sugli ordini: nel trimestre Leonardo ha registrato nuovi ordini per 9 miliardi di euro, con un book-to-bill pari a circa 2. Con questo up, il portafoglio ordini complessivo ha raggiunto 56,81 miliardi, garantendo una copertura produttiva superiore a 2,5 anni. Questo è uno degli indicatori più importanti per gli investitori: la visibilità sui ricavi futuri di Leonardo resta elevata.

Trimestrale Leonardo meglio o peggio delle attese della vigilia?

Meglio o peggio delle attese? Per saperlo è sufficiente un rapido raffronto con il consensus della vigilia.

Gli analisti si attendevano ordini pari a 7,79 miliardi, ricavi in area 4,43 miliardi e un EBITA a 256 milioni. Tutti e tre i target sono stati ampiamente superati dai risultati effettivi. Soprattutto sugli ordini lo scarto è stato imponente e rafforza la narrativa di forte domanda nel settore difesa e sicurezza. Lato operativo potrebbe proprio questo uno dei segnali più bullish dell’intera trimestrale di Leonardo (Intermonte vedeva ordini ancora più bassi del consensus a 7,78 miliardi di euro).

Sempre sul raffronto con le previsioni, le stime di flusso di cassa operativo (Free Operating Cash Flow) erano a -450 milioni) mentre quelle sull’indebitamento netto a 3,17 miliardi. In questo caso i risultati sono stati leggermente più bassi delle attese ma, in fin dei conti, non c’è stata una sorpresa visto che comunque si è trattato di dinamiche coerenti alla stagionalità del business della difesa.

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Che direzione per le azioni Leonardo dopo la trimestrale?

Nel complesso la trimestrale di Leonardo è stata moderatamente migliore delle attese, con alcuni punti di forza evidenti a partire dalla crescita solida dei ricavi, dalla forte espansione dei margini e dagli ordini nettamente sopra il consensus che potrebbero accendere l’hype su un titolo che, come abbiamo accennato ad inizio analisi, nell’ultimo mese si è deprezzato non sfruttando la guerra in Iran per come a suo tempo seppe sfruttare la guerra tra Russia a Ucraina.

Nella trimestrale di Leonardo ci sono alcuni elementi più neutri (indebitamento e dinamica della cassa) ma il loro peso non è preponderante (anzi la cassa risente dalla dinamica stagionale).

Da qui la direzione che le azioni Leonardo potrebbero prendere in borsa per effetto della trimestrale. Per gli analisti di Intermonte i conti del primo trimestre non erano un catalizzatore di rilievo per il titolo. E a conti fatti la prestazione, ripetiamolo su alcuni punti decisamente migliore delle stime, è stata positiva ma quasi scontata. Anche il fatto che il management della quotata abbia confermato le stime finanziarie per tutto l’esercizio 2026 (assumendo un cambio euro/dollaro a 1,18 e senza modifiche nel perimetro societario) non aggiunge nulla.

Come ben poche novità dovrebbero esserci domani quando è chiamata la convocazione dell’assemblea degli azionisti per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione che sarà guidato da Mariani.

Occhio sul timing di oggi perchè la reazione alla trimestrale ci potrebbe essere fin dall’avvio degli scambi ma dalla conference call in agenda per le 15,30 potrebbero arrivare altri spunti.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.