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BOT in asta il 28 aprile 2026 (www.risparmioggi.it)
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In asta il 28 aprile 2026 vanno due BOT originariamente a 3 e a 6 mesi ma in realtà, trattandosi di riaperture e non di nuove emissioni, la durata è compresa, 2 mesi nel caso del triennale e 3 mesi nel caso del semestrale. Sarà questo l’ultimo appuntamento con le aste BOT di aprile. Tradizionalmente la seconda finestra del mese con gli zero coupon è riservata a un semestrale di nuova emissione. Non è infrequente, però, che, a causa delle solite esigenze di cassa, il MEF alla fine opti per collocamenti di nuove tranche. La particolarità nel caso dell’asta BOT di domani 28 aprile sta nella presenza di una seconda tranche del Buono Ordinario del Tesoro a 3 mesi che aveva debuttato sul primario appena un mese fa nell’ambio di una emissione che già allora aveva destato interesse.

Vediamo quindi subito le caratteristiche dei due BOT protagonisti della seconda asta di aprile, il calendario dell’emissione con tutte le date calde e infine se sulla base dei rendimenti presenti sul secondario vale la pena comprare al collocamento.

I dettagli dei due BOT in asta il 28 aprile 2026

Come accennato il titolo con scadenza più prossima in asta a fine aprile è il trimestrale identificato dal codice ISIN IT0005704454. Dopo il debutto di marzo questo BOT è giunto alla terza tranche. Si tratta di una riapertura con vita residua di circa due mesi, considerando che la data di emissione originaria è il 14 aprile 2026 e la scadenza è fissata al 14 luglio 2026. Per questa lunghezza l’importo offerto dal MEF è pari a 2,5 miliardi di euro, con una durata complessiva di 75 giorni. Sul mercato secondario il BOT 14 luglio 2026 viaggia su un rendimento lordo del 2,16% e netto dell’1,89%, livello coerenti con l’attuale configurazione della curva dei tassi a breve termine.

Il secondo BOT in emissione è invece semestrale. Identificato dall’ISIN IT0005702656, anche esso è alla terza tranche. La data di emissione iniziale risale al 31 marzo 2026, mentre la scadenza è prevista per il 30 settembre 2026. L’importo offerto ammonta a 2 miliardi di euro, con una durata di 153 giorni. Il rendimento sul secondario risulta leggermente più elevato rispetto al trimestrale, attestandosi al 2,35% lordo e al 2,03% netto ovviamente per effetto della maggiore esposizione temporale e del conseguente premio per la durata.

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Entrambi i titoli verranno collocati tramite asta competitiva, sistema in cui gli operatori istituzionali presentano le proprie richieste indicando il rendimento desiderato. Il prezzo di aggiudicazione deriva quindi dall’interazione tra domanda e offerta, con un processo che tende a riflettere in modo efficiente le condizioni di mercato al momento dell’emissione.

Il lotto minimo sottoscrivibile è pari a 1.000 euro. È previsto anche un collocamento supplementare fino al 10% dell’ammontare offerto nell’asta ordinaria, riservato agli operatori specialisti in titoli di Stato, secondo le modalità definite nei decreti di emissione.

L’asta BOT del 28 aprile 2026 arriva in un momento in cui non risultano titoli zero coupon in emissione. Le due riaperture porteranno quindi ad un incremento della massa totale rispetto al dato di metà aprile quando risultavano in circolazione BOT pari a oltre 137 miliardi di euro con una netta prevalenza delle scadenze annuali.

Calendario asta BOT 28 aprile 2026: tutte le date sensibili

Come di consueto anche l’asta BOT del 28 aprile seguirà una tempistica consolidata, articolata su più giornate operative che scandiscono le diverse fasi del collocamento.

Il primo passaggio rilevante è fissato al 27 aprile 2026, termine ultimo per la prenotazione da parte del pubblico. Entro questa data, gli investitori retail devono comunicare al proprio intermediario l’intenzione di sottoscrivere i titoli, indicando l’importo desiderato.

Il giorno successivo, 28 aprile, si svolge l’asta vera e propria. Le domande degli operatori devono essere presentate entro le ore 11:00. In questa fase si determina il rendimento di aggiudicazione, che rappresenta il riferimento per tutte le sottoscrizioni.

Il 29 aprile, entro le 15:30, è prevista la finestra per le domande supplementari, riservata agli specialisti. Questo ulteriore step, poco interessante per i retail, in realtà pesa molto per il MEF visto che consente di assorbire eventuali eccessi di domanda e di stabilizzare il collocamento.

Infine, il 30 aprile si conclude il processo con il regolamento delle sottoscrizioni. In questa data avviene il trasferimento dei titoli e il pagamento del corrispettivo.

Comprare all’emissione nell’asta BOT di fine aprile?

La decisione di partecipare all’asta primaria o di acquistare successivamente sul mercato secondario dipende da una serie di variabili, tra cui il livello atteso dei rendimenti, la volatilità attesa dei tassi e l’orizzonte temporale dell’investitore.

Gli investitori privati non accedono direttamente all’asta, ma operano tramite intermediari autorizzati come banche, uffici postali o piattaforme di trading. Serve disporre di un conto titoli e rispettare la scadenza del giorno precedente per la prenotazione. Il prezzo di acquisto è quello determinato in asta, senza possibilità di negoziazione individuale.

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Investire comporta un rischio di perdita

Questa modalità garantisce trasparenza e uniformità di trattamento, ma limita la flessibilità operativa. L’investitore accetta il rendimento risultante dall’asta, che potrebbe differire dalle aspettative formulate nei giorni precedenti. Nel caso dell’asta del 28 aprile trattandosi di riaperture l’esito è molto più semplice da prevedere sulla base del trend alla vigilia sul secondario.

In alternativa, i BOT possono essere acquistati sul mercato secondario. In questo contesto, il prezzo varia continuamente in funzione della domanda e dell’offerta e delle aspettative sui tassi di interesse. Ciò consente una maggiore flessibilità, ma introduce anche il rischio di acquistare a condizioni meno favorevoli rispetto all’asta stessa.

Centrale è la relazione inversa tra prezzo e rendimento. Se i tassi di mercato scendono dopo l’emissione, il prezzo del BOT aumenta, generando una potenziale plusvalenza in caso di vendita anticipata. Viceversa, un aumento dei tassi comporta una riduzione del prezzo.

Nel contesto attuale, i rendimenti dei BOT a breve termine si collocano su livelli moderatamente elevati rispetto agli anni precedenti e questo per effetto delle maggiore attese di inflazione a causa della crisi in Medio Oriente. Per questo l’acquisto in asta può risultare conveniente per chi intende mantenere il titolo fino a scadenza, beneficiando del rimborso alla pari e di un rendimento certo.

Per gli investitori con orizzonte più flessibile, il mercato secondario offre opportunità tattiche, ma richiede una maggiore capacità di lettura delle dinamiche dei tassi. La scelta tra acquisto in asta o secondario non è quindi neutrale, ma deve essere coerente con la strategia complessiva di gestione del portafoglio e con la propensione al rischio.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.