tricolore con martelletto asta
Asta BOT 9 gennaio 2026 (www.risparmioggi.it)

L’asta BOT del 9 gennaio 2026 sarà il primo appuntamento dell’anno per il mercato primario dei titoli di Stato italiani. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze inaugurerà la nuova stagione delle emissioni con un BOT a 12 mesi per un ammontare pari a 8 miliardi di euro che, di fatto, segnerà la ripresa ordinata delle operazioni dopo un dicembre insolitamente leggero.

Il mese scorso, infatti, il calendario delle aste aveva subito un ridimensionamento: a dicembre si era svolta unicamente l’asta di inizio mese, mentre quella di fine dicembre – tradizionalmente dedicata ai BOT semestrali – era stata cancellata per assenza di fabbisogni di cassa. Una situazione che rende l’asta BOT del 9 gennaio il vero spartiacque tra la chiusura del 2025 e l’avvio del nuovo esercizio.

E allora vediamo subito quali saranno le caratteristiche del BOT annuale in emissione, il calendario del collocamento e le modalità di partecipazione. Rispetto al trend degli ultimi anni c’è una novità: l’ISIN è già noto.

Un BOT annuale per riavviare il mercato

L’asta BOT annuali del 9 gennaio assume un valore che va oltre la semplice operazione di rifinanziamento. Si tratta a tutti gli effetti di un’emissione “di ripartenza”, destinata a fornire un primo segnale sulle aspettative degli investitori in merito ai rendimenti a breve termine e all’evoluzione del contesto monetario nei prossimi mesi.

In collocamento andrà un BOT a 12 mesi (365 giorni la durata) per un importo, 8 miliardi di euro, che rispecchia perfettamente il volume dei BOT in scadenza il 14 gennaio 2026. La coincidenza dei due dati significa solo una cosa: neutralità dello stock e quindi stabilità del debito pubblico.

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Asta BOT 9 gennaio 2026: tutte le caratteristiche

Il BOT in asta il 9 gennaio ha data di emissione il 14 gennaio 2026 e data diu scadenza al 14 gennaio 2027. Come abbiamo accennato all’inizio, l’elemento che colpisce maggiormente è un altro: il codice ISIN è stato comunicato fin da subito (IT0005689887). Fino all’anno scorso era necessario attendere il giorno dell’asta per conoscere l’ISIN (e infatti nella comunicazione MEF la casella restava vuota con l’indicazione “da assegnare”. Come già anticipato nel calendario BOT 2026, il Tesoro dal nuovo anno avrebbe cambiato tutto.

Non siamo in via XX Settembre, tuttavia ci sembra di dire che scelta di anticipare la definizione dell’ISIN risponde a una logica di maggiore chiarezza e allineamento alle esigenze di un mercato sempre più attento alla programmazione.

Detto questo, ecco le principali caratteristiche del BOT annuale in asta il 9 gennaio 2026:

  • durata: 12 mesi (365 giorni)
  • tranche: prima
  • importo offerto: 8 miliardi di euro
  • emissione: 14 gennaio 2026
  • scadenza: 14 gennaio 2027
  • ISIN: IT0005689887

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Il calendario dell’asta BOT 9 gennaio 2026

Il percorso dell’emissione del 9 gennaio sarà al solito scandito da quattro step diversi:

  • 8 gennaio 2026: è il termine per le prenotazioni da parte del pubblico
  • 9 gennaio 2026, ore 11:00: è la chiusura delle domande in asta per gli operatori
  • 12 gennaio 2026, ore 15:30: per l’eventuale collocamento supplementare
  • 14 gennaio 2026: è la data di regolamento dell’operazione

Un calendario fluido, senza sovrapposizioni con altri appuntamenti con i titoli di stato.

Partecipazione e modalità di collocamento

Come di consueto, l’asta sarà riservata agli operatori specializzati, ma tutti i risparmiatori possono partecipare indirettamente prenotando il BOT tramite banca, Poste Italiane o piattaforme di trading online abilitate. La prenotazione deve essere effettuata entro l’8 gennaio.

Il meccanismo di collocamento è quello dell’asta competitiva, con richieste espresse in termini di rendimento. Il prezzo finale è determinato dall’incontro tra domanda e offerta, senza indicazione preventiva di un tasso minimo o massimo.

Il taglio minimo è fissato a 1.000 euro, mentre le commissioni applicabili alla clientela sono contenute: per i BOT annuali la commissione massima è pari allo 0,15%, come stabilito dal Tesoro.

Perché i BOT restano uno strumento chiave anche nel 2026

I Buoni Ordinari del Tesoro continuano a occupare un ruolo centrale nei portafogli più prudenti. La loro struttura zero coupon elimina l’incertezza legata al flusso cedolare e concentra il rendimento esclusivamente sulla differenza tra prezzo di acquisto e rimborso a 100 (qui il meccanismo di calcolo del rendimento BOT).

In un contesto in cui molti investitori preferiscono mantenere flessibilità e visibilità sul capitale, l’asta BOT annuali di domani rappresenta un banco di prova importante per misurare l’appetito del mercato all’inizio del 2026.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.