Giornata drammatica per le azioni Rheinmetall che, a metà mattinata, scendono del 16% a 844 euro gettando nel panico gran parte del comparto europeo della difesa con il classico effetto domino che a Piazza Affari si traduce nella discesa delle azioni Leonardo, loro malgrado sotto pressione nonostante una trimestrale positiva.
Ma perché le azioni Rheinmetall scendono così rapidamente? Dietro al vero e proprio panic selling in atto sul titolo tedesco c’è il nuovo profit warning, il secondo in appena tre mesi, lanciato dal management del colosso degli armamenti. Un allarme che a sua volta potrebbe cedola preoccupazioni anche più profonde con gli investitori preoccupati per l’effettiva capacità del gruppo tedesco di trasformare le commesse in ricavi, utili e flussi di cassa nei tempi annunciati.
Insomma ancora una volta la dinamica di borsa di Rheinmetall suggerisce che il tempo in cui bastavano gli ordini per scatenare acquisti sulle azioni della difesa appartiene oramai al passato. Ora conta soprattutto la loro concretizzazione e laddove ci sono segnali negativi, come nel caso del profit warning del gruppo tedesco, ecco scatenarsi i venditori. Ma facciamo il punto della situazione su quello che sta succedendo alle azioni Rheinmetall e, di riflesso, su Leonardo.
Nuovo profit warning Rheinmetall: tagliate stime su ricavi e margini
Non ci sono dubbi sul fatto che le azioni Rheinmetall scendono così forte a causa della revisione delle previsioni finanziarie per l’intero esercizio. Il colosso tedesco ha infatti portato il fatturato atteso nel 2026 a circa 13,2 miliardi di euro, rispetto alla precedente forchetta compresa tra 13,7 e 14,2 miliardi. Anche la redditività operativa prevista è stata ridimensionata. Il margine operativo atteso passa infatti da circa il 19% al 18,5%. A prima vista una correzione marginale, ma in realtà pesantissima visto che Rheinmetall aveva già rivisto al ribasso le proprie indicazioni appena tre mesi fa. C’è quindi un ulteriore peggioramento di un quadro già ribassato.
Ma come mai questa evoluzione? Tanto per iniziare la quotata tedesca paga lo slittamento al prossimo anno di alcuni ricavi e pagamenti anticipati relativi al programma tedesco per i veicoli militari Boxer. Un problema visto che appena pochi mesi fa l’amministratore delegato Armin Papperger aveva affermato che la quota di Rheinmetall su un primo ordine di questo programma avrebbe potuto raggiungere 12,4 miliardi di euro con un anticipo superiore a 3 miliardi.
E poi ci sono le complicazioni sui tempi di approvazione delle tranche di munizioni d’artiglieria con conseguente ritardo nella contabilizzazione dei relativi ricavi e il fatto che la collaborazione con il produttore olandese di missili Destinus, non produrrà nel 2026 tutti i ricavi inizialmente previsti.
Insomma, su più fronti, ci sono generalizzati ritardi nell’esecuzione dei programmi. Lato operativo questo non è un aspetto positivo (per usare un eufemismo) perchè crea distanza tra il volume delle commesse annunciate (enorme) e la capacità effettiva di trasformarle in risultati economici (moderata).
Anche ordini e flussi di cassa alimentano i timori su Rheinmetall
L’aspetto singolare è che il profit warning sia arrivato nonostante una trimestrale caratterizzata da una crescita robusta del fatturato.
Nel terzo trimestre Rheinmetall ha realizzato ricavi per 3,15 miliardi di euro, contro i 2,31 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente; su anche l’utile operativo che è aumentato del 62%, raggiungendo 553 milioni di euro.
Ora presi isolatamente questi parametri sarebbero tutt’altro che negativi. Il problema emerge osservando altri indicatori. I nuovi ordini acquisiti nel trimestre si sono fermati a 2,89 miliardi di euro, un valore inferiore ai 3,15 miliardi di fatturato. Il flusso di cassa libero operativo è risultato negativo per 82 milioni e la società ha rinunciato al precedente obiettivo di un tasso di conversione in cassa superiore al 40%.
Tutti questi elementi, combinati al taglio delle stime su ricavi e margini, rafforzano ancora di più la percezione negativa alimentando interrogativi sulla stessa qualità della crescita e sulla capacità di Rheinmetall di rispettare le proprie ambizioni industriali.
Non c’è quindi da stupirsi se anche gli analisti sono scesi in campo dopo l’alert. Jefferies si è dichiarata sorpresa dall’entità del taglio delle previsioni a un punto così avanzato dell’esercizio, sottolineando anche l’assenza di indicazioni aggiornate sull’andamento degli ordini mentre JP Morgan ha rimarcato come il nuovo profit warning sia il quindi sul fatturato in un arco di tempo undici mesi. Un susseguirsi di revisioni che rischia di compromettere la fiducia nella capacità del management di rispettare gli obiettivi annunciati.
Effetto domino sulle azioni Leonardo
Chi è esposto sulla difesa lo sa bene: Rheinmetall è uno principali riferimenti del comparto europeo della difesa. Quando un gruppo con dimensioni come quelle del colosso tedesco comunica difficoltà nel rispettare gli obiettivi finanziari, inevitabilmente ecco che parta la riconsiderazione anche delle valutazioni delle altre società esposte agli stessi megatrend.
È il classico effetto domino settoriale che, molto spesso, ha una radice irrazionale (panic selling) che impedisce di distinguere tra società che stanno attraversando difficoltà operative e gruppi che continuano a presentare risultati solidi.
E così a rimetterci sono anche le azioni Leonardo, che si trovano sotto pressione nonostante la trimestrale sia andata bene. La società italiana ha infatti registrato ricavi per 15,3 miliardi di euro (+14,2%), EBITA per 1,3 miliardi (+37,7%) e un utile netto adjusted di 812 milioni (+74,2%). Anche il portafoglio ordini ha raggiunto un nuovo massimo storico, superando per la prima volta i 60 miliardi di euro. Leonardo ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni commerciali per l’intero esercizio, portando gli ordini attesi a 29,5 miliardi.
Non emergono quindi segnali di deterioramento paragonabili a quelli che hanno determinato il profit warning di Rheinmetall.
Supporti e resistenze delle azioni Rheinmetall dopo il crollo
La violenta correzione di oggi modifica sensibilmente anche il quadro grafico delle azioni Rheinmetall. A 844 euro, il titolo aggiorna la perdita mensile al 15%, mentre la performance da inizio 2026 evidenzia un rosso del 47%. Soprattutto il sell-off odierno va ad interrompere violentemente la fase di consolidamento e il tentativo di recupero impostato nel mese di ottobre.
Il quadro di medio e lungo periodo è nettamente ribassista, con i prezzi che scambiano al di sotto della media mobile principale a 200 giorni e l’interruzione dei minimi crescenti di breve termine. La candela in formazione mostra un’ampia barra rossa ad alta estensione intraday, segnale di forte dominance da parte dei venditori.
I livelli operativi chiave e la mappa dei supporti e delle resistenze si riposizionano sui minimi annuali:
- supporti primari: L’area compresa tra 850 e 840 euro costituisce il primo livello di approdo operativo. Sotto questa fascia, il supporto critico di lunghissimo periodo si trova sui minimi toccati a giugno in area 900-850 euro e successivamente verso la soglia psicologica degli 800 euro.
- resistenze immediate: In caso di pull-back di rimbalzo tecnico, la prima resistenza rilevante è rappresentata dall’ex supporto dinamico a 950 euro, seguita dal livello dei 1.020-1.038 euro dove transitano le medie mobili a 10 e 50 giorni prive ormai di valenza rialzista.
Gli indicatori di momentum e i volumi operativi riflettono appieno la violenza della correzione. L’RSI (Relative Strength Index) a 14 periodi precipita verso la zona di profondo ipervenduto, mentre l’indicatore MACD mostra un’inversione negativa con pendenza accentuata. I volumi di scambio registrati durante la sessione risultano ampiamente superiori alla media mensile, confermando un forte disimpegno da parte delle mani forti e l’innesco di stop loss automatici.
Nel brevissimo termine non si possono escludere ripartenze tecniche da ipervenduto, ma l’impostazione tecnica complessiva delle azioni Rheinmetall rimane fortemente compromessa fino al riassorbimento del gap ribassista aperto in avvio di seduta.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















