Il prossimo 11 novembre Technoprobe pubblicherà i risultati del terzo trimestre 2026, appuntamento più che mai cruciale visto che potrebbe offrire alla quotata l’occasione per tentare un recupero dopo il pesantissimo ridimensionamento delle ultime settimane. Le azioni Technoprobe, principali rappresentanti a Piazza Affari del comparto italiano legato al ciclo AI-semiconduttori, nella sessione di oggi passano di mano a 20,90 euro in rialzo dell’1,75% rispetto alla drammatica seduta di ieri che le ha viste perdere circa il 10% al giovedì nero del Nasdaq. Un rimbalzino quello in atto mentre è in corso la scrittura dell’articolo che non cancella una situazione di fortissima tensione ben sintetizzata oramai da quel -41% che sintetizza la performance mensile del titolo.
Insomma la fuga degli investitori dai titoli legati all’intelligenza artificiale, alimentata dalle preoccupazioni sulle valutazioni raggiunte dal comparto e dal mutato quadro politico americano dopo la sconfitta di Trump alle elezioni di midterm, sta presentando il suo conto salato anche al produttore italiano di tecnologie per il collaudo dei chip.
Ecco perchè sulla trimestrale di Technoprobe l’attesa è altissima. Mancano ancora un pò di giorno a un market mover suo malgrado diventato potenzialmente determinante ma le previsioni degli analisti già rappresentano già un riferimento importante per capire se i fondamentali industriali potranno o no offrire un argomento per interrompere il sell sulle quotazioni.
Indice
Previsioni trimestrale Technoprobe: focus su ricavi e margini
JP Morgan, Equita e Barclays sono le tre case di analisi che hanno messo nero su bianco le rispettive previsioni sulla trimestrale Technoprobe.
Partiamo dalla sim milanese. Per il terzo trimestre 2026, Equita stima ricavi per 314 milioni di euro, con una crescita del 123% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 13% rispetto al secondo trimestre. Progressione a cifra doppia quindi che dovrebbe riflettere la forte domanda di soluzioni per il test dei semiconduttori e l’esposizione del gruppo alle applicazioni legate all’intelligenza artificiale.
Le previsioni positive riguardano anche la redditività. La sim milanese, infatti, prevede il margine lordo al 61,5%, in miglioramento di 4,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, mentre il margine Ebitda dovrebbe raggiungere il 52%, con un incremento di 2,6 punti. In entrambi i casi si tratta di stime sostanzialmente coerenti con gli obiettivi comunicati dalla società, quindi una loro conferma non sarebbe una sorpresa.
Allargando poi le previsioni all’ultimo trimestre dell’anno, il posizionamento di Equita cambia: sul quarto trimestre gli analisti prevedono ricavi in diminuzione sequenziale del 7%, a 292 milioni di euro e un Ebitda margin intorno al 46%. Quindi una flessione che per avrebbe motivazioni fisiologiche: la diversa distribuzione temporale di alcune campagne produttive e a un mix di prodotti meno favorevole.
Insomma ombre sull’ultimo trimestre dell’anno si ma non inversione del ciclo industriale visto che secondo Equita alcune attività dovrebbero riprendere vigore nel 2027, lasciando sostanzialmente intatte le prospettive di crescita di medio periodo.
JPMorgan e Barclays ottimiste sulle azioni Technoprobe
Alla pubblicazione della trimestrale Technoprobe arriverà con due nuove valutazioni bullish, quella di JP Morgan e quella di Barclays.
Alcune settimane fa la banca Usa ha avviato la copertura su Technoprobe con giudizio overweight e prezzo obiettivo di 45 euro. Nel report focus sulla posizione competitiva del gruppo nel mercato delle probe card verticali basate su tecnologia MEMS, dove la quota di mercato mondiale sarebbe vicina al 60%. Si tratta di dispositivi fondamentali per verificare il funzionamento dei semiconduttori durante il processo produttivo. La loro importanza aumenta con la complessità dei chip: quelli destinati alle applicazioni AI richiedono procedure di collaudo più lunghe e articolate, sostenendo la domanda di tecnologie specializzate.
Anche Barclays ha avviato la copertura assegnando alle azioni Technoprobe un giudizio overweight e un target price di 40 euro. Nel suo report la banca inglese ha evidenziato la posizione della quotata italiana nelle probe card utilizzate per testare le schede grafiche destinate all’intelligenza artificiale, segmento nel quale la quota di mercato della società sarebbe prossima al 100%.
Secondo le stime di Barclays, il mercato delle probe card per l’AI potrebbe passare da circa 1,7 miliardi di euro nel 2026 a 7,1 miliardi entro il 2030. Una crescita che spiega perché proprio Technoprobe sia ritenuto uno dei beneficiari più diretti dell’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Le previsioni sugli utili di medio e lungo termine confermano questa impostazione. JP Morgan stima un EPS superiore al consenso del 2% nel 2026, del 22% nel 2027 e del 19% nel 2028. Barclays, dal canto suo, prevede un utile per azione di 0,86 euro nel 2027, il 6% sopra il consenso, e di 1,17 euro nel 2028, con un vantaggio del 9%.
Investimenti e capacità produttiva: altro catalyst per le azioni Technoprobe
Altro potenziale driver per le azioni Technoprobe è il programma di investimenti. La società italiana ha aumentato il piano di spesa a circa 350 milioni di euro nel periodo compreso tra il primo trimestre 2026 e il primo trimestre 2027, rispetto ai precedenti 240 milioni.
L’obiettivo è portare la capacità produttiva ad almeno 1,6 miliardi di euro entro la fine del primo trimestre 2027, dagli attuali 1,4 miliardi. Un’espansione necessaria per intercettare la domanda crescente di soluzioni per il collaudo dei semiconduttori più avanzati.
Barclays stima inoltre un progressivo miglioramento della redditività di Technoprobe con un margine Ebitda previsto al 48% nel 2026 e al 53% nel 2028, rispetto al 32% del 2025. Sull’esercizio in corso la quotata, dal canto suo, ha indicato ricavi compresi tra 1,05 e 1,10 miliardi di euro. Se la prossima trimestrale dovesse contenere un aggiornamento sulle prospettive di espansione produttiva, eventualmente accompagnato da nuove indicazioni proprio sugli investimenti, le azioni Technoprobe troverebbero un ulteriori elemento di visibilità.
Azioni Technoprobe: la trimestrale può fermare il crollo?
Con i prezzi crollati a 20,90 euro, il confronto con i recentissimi target price di JP Morgan e Barclays enfatizza il potenziale di upside. Detto questo, a causa della complessa situazione generale del segmento AI, sarebbe prematuro considerare automaticamente Technoprobe un’occasione d’acquisto. La correzione del 41% mensile mette nero su bianco quanto il titolo sia esposto alle variazioni di sentiment sul comparto AI e alla disponibilità degli investitori a riconoscere valutazioni elevate alle società dei semiconduttori.
Detto questo, la trimestrale dell’11 novembre potrebbe offrire una prima occasione per verificare se la crescita attesa trova davvero conferma nei risultati effettivi. Ricavi, margini e indicazioni sulla capacità produttiva saranno i tre elementi da osservare, insieme alle eventuali novità sulle prospettive per il 2027.
Il punto è capire se il mercato tornerà a concentrarsi sulla crescita industriale di Technoprobe oppure se prevarrà ancora la prudenza (o il pessimismo) verso l’intero comparto tecnologico. Inutile girarci attorno: in un contesto simile anche i risultati superiori alle attese potrebbero non bastare, se il clima sui titoli AI dovesse rimanere negativo.
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