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Trimestrale Leonardo in primo piano - Risparmioggi.it
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Tra le “storie” più attese della giornata di borsa c’è senza dubbio la trimestrale di Leonardo. Il colosso della difesa ha pubblicato i conti del terzo trimestre e dei primi nove mesi dell’esercizio nel pre-market. Già da settimane le attese erano molto alte ma negli ultimi giorni sono cresciute anche le aspettative sull’impatto che i conti potrebbero avere sull’andamento del titolo in borsa.

E questo perchè le azioni Leonardo proprio ieri (vigilia dei conti) hanno rimediato un ribasso di oltre un punto percentuale a 51,12 euro andando in decisa controtendenza rispetto al trend rialzista che ha invece caratterizzato un Ftse Mib (+2,2% il dato finale) euforico per batosta di Trump alle elezioni di metà mandato.

Inevitabile chiedersi se i numeri dei primi nove mesi di Leonardo possano o no essere sufficienti a restituire slancio alle quotazioni. Per provare a dare una risposta è necessario guardare non soltanto alla crescita registrata dalla quotata guidata da Mariani, ma anche alla distanza tra i risultati effettivi e quelle che erano le aspettative della vigilia.

In questo articolo ci andremo quindi a porre una semplice domanda che immaginiamo possa essere patrimonio condiviso di tutti gli investitori in vista dell’opening bell: come è andata la trimestrale Leonardo? Da lì poi l’analisi tecnica.

Trimestrale Leonardo: ricavi a 15,35 miliardi ed EBITA a +38%

Iniziamo col dire che dato sostanziale che emerge dalla trimestrale Leonardo è la capacità del gruppo di mantenere un ritmo di crescita sostenuto anche sul fronte operativo. Più nel dettaglio nei primi nove mesi del 2026 i ricavi hanno raggiunto 15,35 miliardi di euro, con un incremento del 14,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Considerando il perimetro omogeneo, la crescita si è attestata invece al 9%. Il miglioramento non ha riguardato un singolo comparto, ma tutti i settori di attività del gruppo.

Ancora più marcato l’incremento della redditività. L’EBITA di Leonardo (risultato operativo prima di interessi, imposte e ammortamenti) si è attestato a 1,3 miliardi di euro, in aumento del 38% rispetto agli 1,0 miliardi circa dello stesso periodo dell’anno precedente. In pratica, lato finanziario, abbiamo già una prima indicazione molto utile ai fini valutativi: la crescita della redditività registrata da Leonardo è stata nettamente superiore a quella dei ricavi, segnale di un miglioramento della capacità del gruppo di trasformare il fatturato in risultato operativo.

Scendendo nel conto economico, l’utile netto adjusted è salito a 812 milioni di euro contro i 466 milioni dei primi nove mesi del 2025 registrando una progressione del 74,2% grazia sia dalla dinamica dell’EBITA sia dalla riduzione degli oneri finanziari netti.

Nel complesso, la trimestrale di Leonardo restituisce un quadro di espansione che interessa contemporaneamente la dimensione del business, la marginalità e la risultato finale. Proprio questo mix potrebbe stimolare un certo appeal da parte del mercato. Ma andiamo avanti con l’analisi.

Ordini Leonardo: superata per la prima volta quota 60 miliardi

Il dato forse più significativo i conti trimestrale di Leonardo riguarda la raccolta commerciale. Nei primi nove mesi del 2026 gli ordini del colosso della difesa hanno raggiunto 23,3 miliardi di euro, con una crescita del 27,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. A perimetro omogeneo l’incremento è stato del 22,4%. A trainare la dinamica è stata soprattutto la componente Elettronica per la Difesa.

Molto interessante il rapporto book to bill che è stato pari a circa 1,5 volte. Ricordiamo che questo parametro confronta il valore dei nuovi ordini acquisiti con i ricavi realizzati nello stesso periodo e che un rapporto superiore a uno implica che la società sta acquisendo commesse a un ritmo più elevato rispetto a quello con cui le trasforma in fatturato.

La conseguenza di tutto questo visibile nel portafoglio ordini di Leonardo, che ha superato per la prima volta i 60 miliardi di euro, arrivando a 60,37 miliardi. Il dato incorpora anche il consolidamento di Iveco Defence Vehicles, che ha contribuito per circa 6 miliardi. Su base annua il portafoglio risulta in aumento del 27,7% e garantisce una copertura produttiva superiore a 2,7 anni.

Guidance Leonardo 2026: ordini rivisti al rialzo a 29,5 miliardi

Proprio la crescita degli ordini ha spinto il management a intervenire nuovamente sulle previsioni per l’intero esercizio. La guidance 2026 relativa agli ordini è stata portata a circa 29,5 miliardi di euro, contro i precedenti 28,2 miliardi con un incremento di 1,3 miliardi rispetto all’obiettivo precedentemente fissato.

Non cambia invece il quadro degli altri principali indicatori previsionali che però erano stati già aggiornati a luglio. E quindi Leonardo conferma i ricavi attesi a circa 22,1 miliardi di euro e un EBITA di circa 2,21 miliardi, con l’obiettivo di mantenere il ROS, ossia il rapporto tra risultato operativo e ricavi, in doppia cifra. Confermata anche la previsione di un flusso di cassa operativo libero (FOCF) di circa 1,37 miliardi di euro. L’indebitamento netto di gruppo è invece atteso a circa 2,2 miliardi.

Occhio anche a quest’ultimo dato perchè al 30 settembre l’indebitamento netto del colosso della difesa era pari a 3,325 miliardi di euro, in aumento del 43,8% rispetto ai primi nove mesi del 2025. A incidere è stato soprattutto l’esborso di circa 1,6 miliardi sostenuto per l’acquisizione di IDV. Il confronto con il target di fine anno suggerisce quindi che il gruppo punta a una significativa riduzione della posizione debitoria negli ultimi mesi dell’esercizio.

Trimestrale Leonardo e previsioni della vigilia: il confronto che conta per le azioni

Per comprendere quale potrebbe essere la reazione delle azioni Leonardo alla trimestrale è necessario riportare i risultati a quelle che erano le aspettative degli analisti. Prima della pubblicazione dei conti, l’attenzione degli investitori era concentrata soprattutto sulla capacità di Leonardo di confermare il ritmo di crescita del business e sulla possibilità di un nuovo miglioramento delle indicazioni per il 2026.

Avevamo già approfondito le attese del mercato nell’analisi dedicata a azioni Leonardo e trimestrale: cosa dicono le previsioni degli analisti.

Il confronto con quelle indicazioni deve tenere conto di tre elementi. Il primo è la crescita della redditività: un EBITA in aumento del 38%, accompagnato da un utile adjusted in progresso del 74%, rappresenta un risultato importante anche perché la crescita dei margini supera quella dei ricavi.

Il secondo riguarda gli ordini. Il superamento dei 23 miliardi nei primi nove mesi e soprattutto la revisione al rialzo della guidance a 29,5 miliardi costituiscono indicazioni positive sulla forza commerciale del gruppo. Non si tratta soltanto di una crescita già acquisita, ma di una maggiore visibilità sulle attività dei prossimi esercizi.

Il terzo elemento è la conferma delle previsioni su ricavi, EBITA e flusso di cassa. Il management ha scelto di migliorare il target degli ordini senza modificare gli altri obiettivi annuali. Una decisione che lascia spazio a una valutazione più articolata: da un lato, il miglioramento commerciale; dall’altro, la necessità di verificare che la maggiore raccolta di commesse si traduca effettivamente in produzione, consegne e cassa.

Nel complesso, la trimestrale presenta diversi elementi favorevoli per il mercato. La revisione al rialzo degli ordini è probabilmente il segnale più significativo per le prospettive di medio periodo, mentre la crescita della redditività conferma che l’espansione non sta avvenendo a scapito dell’efficienza operativa.

Resta da capire quanto di queste buone notizie fosse già incorporato nelle quotazioni dopo il forte percorso rialzista del titolo. È questo il punto che potrebbe fare la differenza nella reazione delle azioni Leonardo alle nuove indicazioni societarie.

Analisi tecnica azioni Leonardo: supporti e resistenze da monitorare

Come abbiamo già accennato ad inizio articolo, le azioni Leonardo si presentano all’al test trimestrale con il ribasso dell’1,03% a 51,12 euro rimediato ieri. In realtà la vigilia dei conti poteva anche andare peggio visto che la quotata si è spinta fino a un minimo intraday in area 50,05 euro da cui ha recuperato terreno nel pomeriggio riuscendo alla fine a mantenersi sopra la prima soglia di supporto dinamico. Detto questo la struttura del grafico evidenzia una fase di consolidamento all’interno di un trend di breve periodo lievemente rialzista, alimentato anche dal recupero settimanale superiore al 3%.

Dal punto di vista dei livelli operativi tecnici, il supporto primario da monitorare nel brevissimo termine si colloca a 50,81 euro, mentre la fascia compresa tra 50,50 e 50,00 euro rappresenta il supporto fondamentale la cui violazione al ribasso potrebbe compromettere l’impostazione rialzista di fondo. Sul fronte opposto, le resistenze immediate sono individuate a 51,74 euro prima e a 52,67 euro poi. Un superamento convincente di quest’ultima soglia aprirebbe lo spazio per un’estensione verso l’alto guidata dal momentum di breve periodo.

Forte l’interesse degli operatori. Anche ieri 2,84 milioni di azioni sono passate di mano. Per finire gli indicatori di volatilità si mantengono su livelli contenuti, suggerendo un quadro di stabilità operativa in attesa di un breakout direzionale che, considerando il tema trimestrale, potrebbe esserci già oggi.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.