Dopo il rally messo a segno ieri, le azioni Ferrari fanno i conti con le prime prese di profitto. I conti del terzo trimestre 2026 e il nuovo rialzo della guidance annuale hanno dato una forte spinta agli acquisti nella sessione di martedì ma già oggi il mercato sembra intenzionato a monetizzare almeno una parte dei guadagni. Almeno stando a quello che si vede sui grafici con le quotazioni RACE in ribasso del 2,2% a 366,7 euro e i top di periodo toccati proprio ieri in scia all’euforia post trimestrale che si allontanano. Nulla di preoccupante visto che bilancio dell’ultimo mese della Rossa rimane comunque positivo per circa il 6%.
Insomma i realizzi sono fisiologici e quindi non sorprendono. Molto più importante in ottica lungo periodo è analizzare cosa ha convinto il mercato di Ferrari. Da qui partiremo per poi provare a capire regolarsi adesso sulle azioni del Cavallino Rampante.
Indice
Trimestrale Ferrari: ricavi e utili crescono più dei volumi
Il terzo trimestre 2026 ha confermato la capacità di Ferrari di aumentare ricavi e redditività senza dover necessariamente spingere sulle quantità vendute. Tra luglio e settembre il gruppo di Maranello ha registrato ricavi netti per 1,896 miliardi di euro, in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Ancora più significativo il progresso degli indicatori di redditività. L’Ebitda è aumentato del 12%, raggiungendo 753 milioni di euro, con un margine salito al 39,7% dal precedente 37,9%. Anche l’Ebit ha segnato un incremento del 12%, portandosi a 563 milioni di euro, mentre il margine operativo è migliorato al 29,7%.
Scendendo nel conto economico, l’utile netto trimestrale è arrivato a 431 milioni di euro, in aumento del 13% su base annua mentre l’utile per azione EPS si è attestato a 2,44 euro.
C’è un aspetto della trimestrale che forse merita più attenzione di questi stessi numeri: la crescita è arrivata nonostante una leggera contrazione delle consegne. Ferrari ha infatti consegnato 3.368 vetture nel trimestre, contro le 3.401 dello stesso periodo dell’anno precedente. La differenza è stata ampiamente compensata da un mix commerciale più favorevole e dal maggiore contributo delle personalizzazioni.
È proprio questa la caratteristica del modello Ferrari che continua a fare la differenza rispetto a molti altri costruttori automobilistici: vendere vetture a maggiore valore aggiunto e incrementare la redditività senza inseguire necessariamente la crescita dei volumi.
F80 Ferrari serie speciali e personalizzazioni spingono i margini
Entrando nel dettaglio delle dinamiche commerciali, il trimestre ha beneficiato soprattutto del contributo dei modelli di fascia più alta, con la F80 tra i protagonisti. A questo si è aggiunta la maggiore incidenza delle personalizzazioni, sostenute anche dalla famiglia 296 Speciale.
Nel periodo sono aumentate le consegne di Amalfi, 296 Speciale, 12Cilindri Spider e Purosangue, mentre hanno accelerato quelle di 849 Testarossa e 296 Speciale Aperta. Sono inoltre iniziate le consegne della 849 Testarossa Spider.
Un dato significativo riguarda il peso delle serie speciali: nel terzo trimestre queste hanno rappresentato il 22% delle vetture consegnate, mentre la media dei primi nove mesi si è attestata al 16%, contro appena il 6% dello stesso periodo del 2025.
La maggiore incidenza di questi modelli, insieme alle personalizzazioni, ha permesso di migliorare il valore medio delle vendite e sostenere i margini. Una dinamica che ha compensato anche alcuni elementi sfavorevoli, tra cui l’aumento degli ammortamenti legati all’avvio della produzione dei nuovi modelli e maggiori spese di marketing.
Cresce anche la generazione di cassa di Ferrari
Ma la trimestrale di Ferrari ha restituito indicazioni positive anche sul fronte finanziario. Il free cash flow industriale è infatti salito a 567 milioni di euro, rispetto ai 396 milioni del terzo trimestre 2025, con un incremento del 43%.
La generazione di cassa ha beneficiato della maggiore redditività e di una variazione positiva del capitale circolante, al netto degli investimenti. La posizione finanziaria netta industriale è inoltre tornata positiva per 219 milioni di euro al 30 settembre, dopo l’indebitamento netto industriale di 131 milioni registrato a fine giugno.
Non mancano però alcuni elementi da monitorare. Il dato geografico delle consegne mostra infatti una flessione significativa in Cina continentale, Hong Kong e Taiwan, dove le vetture consegnate sono scese a 143 unità dalle precedenti 248. In controtendenza EMEA e Americhe, con consegne rispettivamente a 1.487 e 1.050 unità. Nel resto dell’Asia-Pacifico si è invece registrata una crescita a 688 vetture.
Considerando i primi nove mesi del 2026, Ferrari ha consegnato complessivamente 10.170 automobili, contro le 10.488 dello stesso periodo del 2025. Anche su questo orizzonte temporale emerge quindi una strategia che punta più sulla qualità del mix commerciale che sull’espansione dei volumi.
Guidance Ferrari 2026 ancora al rialzo: ricavi attesi a 7,65 miliardi
A sostenere l’exploit di ieri delle azioni Ferrari è stata anche la nuova revisione al rialzo delle previsioni per l’intero esercizio. Il management guidato da Benedetto Vigna ha migliorato ancora una volta gli obiettivi finanziari, beneficiando soprattutto del maggiore contributo delle personalizzazioni e del mix di prodotto.
Il fatturato netto è ora atteso intorno a 7,65 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 7,6 miliardi. Anche le indicazioni sulla redditività sono state riviste positivamente: il margine Ebitda adjusted è previsto almeno al 39,2%, contro il precedente 39%, mentre il margine EBIT adjusted dovrebbe raggiungere il 29,8%, rispetto al 29,5% della stima precedente.
L’utile per azione adjusted è atteso ad almeno 9,85 euro, in miglioramento rispetto al precedente obiettivo di 9,68 euro. Il free cash flow industriale dovrebbe invece arrivare fino a 1,65 miliardi di euro.
A dare ulteriore visibilità al business è il portafoglio ordini, che ormai si estende fino al 2028. Nel corso della conference call il management ha inoltre sottolineato la risposta positiva alla nuova LUCE, il modello completamente elettrico di Ferrari, i cui ordini coprono già tutte le vendite previste per il 2027.
La strategia di lungo periodo prevede che entro il 2030 il 20% della gamma sia composto da vetture completamente elettriche. Un’evoluzione che il gruppo intende portare avanti senza rinunciare al posizionamento esclusivo del marchio e alla redditività.
Azioni Ferrari, come regolarsi dopo il rally? Analisi tecnica
L’analisi tecnica su Ferrari parametrata sui prezzi attuali nell’area dei 365 – 366 euro mostra un fisiologico riassestamento dopo i picchi di ieri. La collocazione attuale dei prezzi sembra descrivere una classica fase di ritracciamento e consolidamento all’interno di un trend primario che rimane saldamente rialzista.
Dal punto di vista grafico, il movimento dalle quote superiori verso l’area di supporto 365 – 366 euro rappresenta un test cruciale per verificare la tenuta della spinta in acquisto. Il titolo sta digerendo gli eccessi di breve periodo e la stabilizzazione a questi livelli contribuisce a scaricare gli indicatori di oscillazione come l’RSI a 14 periodi, che rientra verso zone di perfetta neutralita evitando segnali di ipercomprato.
Nello scenario operativo odierno, l’area dei 365 euro potrebbe agire come primo pivot di brevissimo termine. Una tenuta di questo livello confermerebbe la qualità del consolidamento, ponendo le basi per un nuovo rimbalzo con prime resistenze collocate verso 370 – 372 euro e successivo obiettivo a 375 euro. Al contrario, un’eventuale rottura ribassista sotto i 364 euro potrebbe estendere la correzione di breve verso la fascia di supporto piu profonda posizionata tra 353 euro e 356 euro, dove ritrovare volumi difensivi a salvaguardia della struttura rialzista di fondo.
Insomma l’euforia post trimestrale va giustamente digerita ma la situazione delle azioni Ferrari resta dinamica.
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