Dopo essere scivolate sotto i 40 euro alla fine della scorsa ottava, le azioni STM ritrovano slancio e mettono a segno una delle reazioni nella casistica dei rimbalzi post crolli. Nel primo pomeriggio il titolo dei semiconduttori vola a 42,65 euro, con un balzo del 5,3% che vale la testa del Ftse Mib (+0,7% il verde del paniere di riferimento di Piazza Affari). Il recupero, iniziato già ieri, riporta la quotazione di STM un bivio: la fase delle vendite che ha dominato le ultime settimane è davvero alle spalle oppure il mercato sta semplicemente correggendo al rialzo una discesa troppo rapida e ripida?
Per rispondere è necessario guardare sia al grafico di STMicroelectronics (per quello che riguarda il quadro tecnico) sia a quello che sta succedendo nel settore dell’intelligenza artificiale a livello globale. Dal punto di vista dell’analisi fondamentale, proprio la ritrovata fiducia nell’AI potrebbe infatti rappresentare oggi il principale sostegno agli acquisti per le quotate globali del comparto (su Borsa Italiana, oltre a STM, anche Technoprobe e Prysmian).
Indice
Azioni STM: dal massimo di ottobre alla discesa sotto i 40 euro
Per comprendere la portata del recupero in atto sul titolo STM bisogna tornare indietro allo scorso 6 ottobre quando raggiunse i massimi in area 52 euro. Da quel momento in poi si è andata a sviluppare una fase ribassista prolungata, alimentata dalle prese di beneficio e da un atteggiamento più prudente degli investitori verso i titoli legati all’intelligenza artificiale.
Il ridimensionamento delle aspettative sull’AI è stato alla base di vendite su una buona parte del comparto tech globale reduce dai forti rialzi che avevano accompagnato il settore nei mesi precedenti. Ebbene STM non è rimasta immune e il ribasso ha portato le quotazioni sotto la soglia dei 40 euro alla fine della scorsa ottava.
Ecco perchè il bilancio mensile di STM, nonostante il recupero delle ultime due sedute, resta negativo per circa il 6%. Proprio questo dato che aiuta a inquadrare il movimento attuale: il rialzo del 5,3% (massimo intraday a 42,75 euro) rappresenta una reazione significativa, ma non cancella ancora la correzione iniziata dai massimi di ottobre.
Dopo una discesa così marcata, un recupero tecnico è possibile anche senza un cambiamento strutturale delle prospettive aziendali. Per parlare di inversione servirebbero conferme più solide, a partire dalla capacità del titolo di superare le prime resistenze e mantenersi sui livelli riconquistati (ma di questo parleremo dopo).
L’intelligenza artificiale torna a sostenere STM e il settore tecnologico
Come dicevamo nella premessa, dal punto di vista fondamentale a sostenere il recupero di STM è il miglioramento del sentiment sull’intelligenza artificiale.
Quindi non reazione circoscritta a STMicroelectronics, ma una ripresa degli acquisti su un insieme più ampio di società considerate parte della filiera tecnologica e delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’AI.
Non a caso, mentre è in corso la redazione dell’articolo, a Wall Street Nvidia torna a salire, contribuendo a rafforzare il clima positivo sul comparto. Tra gli elementi alla base del ritorno dell’appeal sul segmento AI c’è la prossima IPO di Anthropic, la società che sviluppa il chatbot Claude.
L’azienda ha depositato alla Securities and Exchange Commission statunitense il prospetto necessario per la quotazione al Nasdaq, con il simbolo ANT. L’operazione potrebbe attirare un forte interesse da parte del mercato e riportare in primo piano il potenziale economico dell’intelligenza artificiale.
Il quadro, tuttavia, rimane articolato. Le aspettative di crescita del settore sono elevate e gli investitori guardano sempre più alla capacità delle aziende di trasformare gli investimenti in ricavi e risultati concreti. Per STM, quindi, il recupero del comparto rappresenta un sostegno importante, ma non basta da solo a dimostrare che la fase correttiva sia terminata.
Analisi tecnica STM: quali sono i livelli da monitorare
Sul grafico delle azioni STMicroelectronics, il primo elemento da osservare è la capacità delle quotazioni di consolidare il recupero oltre le resistenze di breve periodo.
L’area compresa tra 41,76 e 41,88 euro rappresenta una prima soglia tecnica. Con il prezzo indicato a 42,65 euro nel primo pomeriggio, questo livello risulta già superato: sarà importante verificare se il titolo riuscirà a mantenersi al di sopra della fascia appena riconquistata. Il successivo ostacolo si trova tra 44,46 e 44,89 euro. Un avvicinamento a questa zona indicherebbe un’estensione del rimbalzo, ma per parlare di un recupero più strutturato resterebbe da valutare l’evoluzione dei prezzi e dei volumi.
Sul fronte opposto, il primo supporto da monitorare si colloca tra 39,30 e 39,50 euro, mentre l’area compresa tra 37,50 e 38,09 euro costituisce una zona di riferimento più profonda. Un ritorno sotto i 40 euro indebolirebbe il quadro di breve periodo e aumenterebbe il rischio che il rialzo delle ultime sedute si riveli soltanto una parentesi all’interno della correzione.
Rimbalzo tecnico o inversione rialzista? Cosa aspettarsi dalle azioni STM
Al momento, la lettura più prudente è quella di un rimbalzo sostenuto dalla ritrovata fiducia nell’intelligenza artificiale, arrivato dopo una fase di vendite che aveva allontanato sensibilmente le quotazioni dai massimi del 6 ottobre.
Il fatto che STM sia la migliore azione del Ftse Mib e che il recupero coinvolga anche altri titoli del comparto rappresenta un segnale positivo. Non è però sufficiente per concludere che il trend ribassista sia stato definitivamente superato.
La conferma dovrà arrivare dalla tenuta dei livelli recuperati e dalla capacità di avvicinare le resistenze successive, mentre un nuovo indebolimento del settore tecnologico potrebbe riattivare le prese di beneficio.
La vera discriminante sarà capire se gli acquisti proseguiranno anche dopo il primo rimbalzo. Se il ritorno dell’interesse per l’AI si tradurrà in una ripresa più ampia e duratura del comparto, STM potrebbe trovare le condizioni per consolidare il recupero. In caso contrario, il rialzo attuale rischia di rimanere una reazione tecnica dopo la lunga discesa dai massimi di ottobre.
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