carro armato e Leonardo (AI)
Maxi commessa da parte dell'Esercito Italiano - RisparmiOggi.it
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Una commessa da 3,7 miliardi di euro per i nuovi mezzi corazzati dell’Esercito italiano. È questo il valore della doppia assegnazione che la joint venture tra Leonardo e Rheinmetall ha messo in cassaforte. La commessa riguarda sia i nuovi veicoli da combattimento della fanteria sia il programma per i carri armati destinati a sostituire i gloriosi Ariete.

La notizia ha dato una spinta alle azioni Leonardo che, in prossimità del giro di boa delle 13:30, guadagnano l’1,27% a 48,80 euro. Il recupero non cancella le difficoltà delle ultime settimane con il colosso della difesa che resta in rosso del 2% nell’ultimo mese e del 4% dall’inizio dell’anno.

In questo articolo partiremo dalla portata industriale dei contratti, per poi valutare se il movimento di borsa delle azioni Leonardo possa proseguire o meno. Sul grafico, infatti, la quotata guidata da Mariani deve ancora superare alcune resistenze tecniche prima di poter puntare con maggiore decisione verso i 50 euro, livello significativo anche al punto di vista psicologico.

Leonardo-Rheinmetall, doppia commessa da 3,7 miliardi per l’Esercito Italiano

I contratti assegnati alla joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles riguardano due programmi strategici per il rinnovamento delle capacità terrestri italiane. Il primo è l’Army Armoured Combat System (A2CS), destinato ai nuovi veicoli da combattimento della fanteria. Il secondo è il New Main Battle Tank (MBT), il programma per la nuova generazione di carri armati.

La commessa da 3,7 miliardi di euro comprende forniture per 48 piattaforme corazzate e 30 veicoli da combattimento. Il programma complessivo di ammodernamento è però molto più ampio: l’obiettivo dell’Esercito è acquisire circa 1.050 mezzi A2CS e 270 carri armati MBT, per investimenti stimati intorno a 23 miliardi di euro.

Si tratta di progetti con orizzonti temporali lunghi. Il programma dei nuovi carri armati si estenderà fino al 2037, mentre quello dei veicoli per la fanteria arriverà fino al 2040. L’assegnazione attuale rappresenterebbe quindi una parte delle forniture previste, con successive attività di sviluppo, produzione e consegna.

Detto questo la notizia importante per Leonardo è soprattutto il coinvolgimento diretto nel progetto MBT. Per i veicoli da combattimento della fanteria, la piattaforma di riferimento è il Lynx KF41 di Rheinmetall; per i nuovi carri armati si parte invece dal Panther KF51. Leonardo apporterà le proprie competenze nell’elettronica, nei sistemi di missione e nell’integrazione degli armamenti.

Ricadute industriali in Italia e ruolo della joint venture

Leonardo Rheinmetall Military Vehicles è stata costituita nel 2024, con partecipazione paritetica dei due gruppi. Gli accordi prevedono che il 60% delle attività venga svolto in Italia, dove saranno concentrate una parte dello sviluppo e della produzione, l’integrazione dei sistemi, i collaudi, le consegne e il supporto logistico.

L’assegnazione rappresenta un ampliamento del percorso iniziato nel novembre 2025, quando la joint venture aveva ottenuto un primo ordine per 21 veicoli A2CS, con un’opzione per altri 30 mezzi.

Occhio a con confondere il valore complessivo delle forniture dalla ricaduta immediata sui conti di Leonardo. I 3,7 miliardi riguardano i contratti della joint venture e le attività saranno realizzate nel corso di più esercizi. L’effetto economico per il gruppo dipenderà quindi dalla ripartizione del lavoro, dai tempi di esecuzione e dai margini ottenuti sui programmi.

La commessa con l’EI rafforza comunque la visibilità commerciale dell’alleanza italo-tedesca, che punta a sviluppare una nuova generazione di mezzi pesanti anche in prospettiva di future opportunità internazionali.

Azioni Leonardo: il recupero deve fare i conti con quota 50 euro

Il mercato ha accolto positivamente la notizia, ma il quadro di borsa rimane condizionato dalla correzione dei mesi precedenti. Dai massimi annuali di 66,26 euro, raggiunti il 12 marzo, Leonardo ha perso circa il 26%-27%. A fine giugno il titolo era sceso fino a 44,25 euro, prima di avviare un recupero che non ha ancora riportato le quotazioni sui livelli di inizio anno.

La seduta odierna ha riportato il prezzo sopra 48 euro e, lato tecnico, sopra la media mobile a 20 giorni. È un segnale di miglioramento nel breve periodo, accompagnato da una forza relativa positiva rispetto al Ftse Mib nelle ultime sedute. Esperienza insegna che però in casi simili per parlare di un recupero più strutturato servono sempre ulteriori conferme.

Lato tecnico la prima resistenza da superare si trova a 49,70 euro. Poco sopra c’è la soglia psicologica dei 50 euro, che il titolo deve riconquistare per consolidare la spinta attuale. L’ostacolo più importante si colloca tra 50,60 e 51 euro. Un superamento confermato di quest’area potrebbe aprire spazio verso 52 euro.

Analisi fondamentale e tecnica si intersecano insieme e allora la notizia della commessa sostiene chiaramente il tentativo di recupero, ma la reazione dei prezzi dovrà confermare che gli acquisti sono sufficienti a superare queste resistenze.

Lo scenario cambierebbe in caso di una nuova inversione al ribasso. La prima area da monitorare è quella compresa tra 47 e 47,40 euro. Una discesa sotto questi livelli indebolirebbe il movimento positivo in corso e riporterebbe l’attenzione sul supporto successivo, collocato tra 45,30 e 46,50 euro. Quest’ultima fascia è particolarmente importante perché si trova relativamente vicino ai minimi registrati durante la correzione estiva. La perdita del supporto potrebbe segnalare che il recupero avviato da giugno sta perdendo forza.

Al contrario, la tenuta dell’area 47-47,40 euro, accompagnata da una progressione sopra 49,70 euro, contribuirebbe a migliorare il quadro tecnico di breve periodo.

Trimestrale Leonardo del 4 novembre: ordini attesi a 28,2 miliardi

Oltre alla commessa, il prossimo appuntamento da seguire è la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, prevista per il 4 novembre 2026. I conti permetteranno di verificare se Leonardo procede in linea con gli obiettivi aggiornati per l’intero esercizio.

Il gruppo guidato da Lorenzo Mariani ha già aumentato la guidance sui nuovi ordini da 26,2 a 28,2 miliardi di euro. I ricavi sono attesi a 22,1 miliardi, mentre l’EBITA dovrebbe arrivare a 2,21 miliardi. La previsione sul flusso di cassa operativo è pari a circa 1,37 miliardi di euro.

Alcune banche d’affari, tra cui Equita, ritengono possibile un risultato sugli ordini superiore alle attese. Il nuovo contratto per i mezzi corazzati si inserisce in questo scenario, anche se il contributo effettivo ai ricavi e ai margini dovrà essere valutato sulla base delle tempistiche di esecuzione.

Gli investitori dovranno quindi verificare la conferma delle previsioni annuali, l’evoluzione della redditività e la capacità del gruppo di trasformare l’espansione del portafoglio ordini in liquidità.

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