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Le azioni Inwit potrebbero dire addio a Piazza Affari - RisparmiOggi.it
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Il forte verde che caratterizza le azioni Inwit è una delle principali “storie” della prima seduta settimanale di Piazza Affari. In evidenza fin dal primo istante di contrattazioni, la quotata delle Tlc è stata a lungo in vetta al paniere di riferimento salvo poi rallentare il ritmo ed essere superata da titoli diventati più esuberanti come Stellantis e Avio. Nonostante Inwit non passi più di mano sui massimi intraday (raggiunti a 7,37 euro), il rialzo in prossimità del giro di boa delle 12 resta comunque significativo: +1,5% a 7,13 euro. Grazie a questa progressione, la società delle torri per le telecomunicazioni consolida il movimento positivo avviato a fine settembre e, fatte salve le naturali prese di profitto, proseguito per tutto il mese di ottobre (almeno fino ad adesso).

L’impatto di questa fase bullish lo si vede sulle performance di medio termine (+9% è ora l’entità del rialzo mese su mese) mentre non è ancora visibile sui frame temporali di più lungo termine (nonostante la recente fase positiva le azioni Inwit restano in calo del 25% rispetto a un anno fa).

Questa la situazione sui grafici. Ma cosa spiega il trend positivo del titolo delle torri? Quali sono i motivi per cui le azioni Inwit stanno salendo in borsa? A spiegare il cambio di passo in atto da fine settembre (e al culmine con il rally di oggi) sono le indiscrezioni su un’operazione che potrebbe cambiare il futuro della stessa società: Ardian e Oak Holdings 1 starebbero valutando l’acquisto delle quote in mano agli azionisti di minoranza per procedere con un possibile delisting.

L’ipotesi di un addio delle azioni Inwit da Borsa Italiana circola da mesi, ma le notizie di oggi, con i soci che sarebbero addirittura scesi in campo, alimenta ancora di più le le aspettative degli investitori. Da qui il forte rialzo delle azioni Inwit. Vediamo allora quali sono i dettagli dell’operazione e che cosa potrebbe significare per il titolo.

Ipotesi delisting alla base della salita delle azioni Inwit

Il principale catalizzatore del rialzo è rappresentato dalla possibilità che Inwit lasci Borsa Italiana attraverso un’operazione di take private. Secondo le indiscrezioni, i principali azionisti starebbero discutendo con alcune banche le modalità per reperire le risorse necessarie a rilevare le partecipazioni degli investitori di minoranza.

L’obiettivo sarebbe quindi acquisire il capitale ancora presente sul mercato e arrivare al delisting di Inwit, undici anni dopo la sua quotazione avvenuta nel 2015.

Siamo ad un passo in più (e il mercato lo ha capito) rispetto al generico interesse per la società. Sempre stando ai rumors, infatti, sarebbero in corso valutazioni sulla struttura finanziaria dell’operazione.

Questi i fatti. Ora per comprendere la portata dell’eventuale delisting, è necessario guardare alla struttura azionaria di Inwit. Il capitale è già concentrato nelle mani di due grandi azionisti, che insieme detengono circa il 71% della società: Ardian possiede una partecipazione intorno al 32%, mentre Oak Holdings 1 controlla circa il 39%. Quest’ultima è sostenuta da Global Infrastructure Partners (GIP), Vodafone e KKR (GIP fa parte del gruppo BlackRock).

Le quote già detenute dai due azionisti rappresentano un punto di partenza importante per un’eventuale operazione di acquisizione. Per arrivare al controllo dell’intero capitale sarebbe comunque necessario intervenire sulla partecipazione residua, che ammonta indicativamente al 29%, fatte salve le variazioni delle partecipazioni e la struttura definitiva dell’operazione.

L’eventuale ingresso del fondo sovrano di Abu Dhabi Mubadala nel capitale di Inwit nell’ambito del progetto, potrebbe contribuire a sostenere il fabbisogno finanziario, ma al momento non sono disponibili dettagli definitivi sul suo possibile ruolo.

Il quadro è quindi quello di una società con una larga maggioranza del capitale già concentrata presso investitori che potrebbero avere interesse a proseguire insieme il progetto industriale senza dover rispondere alle dinamiche del mercato azionario. Questo, però, non significa che il delisting delle azioni Inwit sia quasi “cosa” fatta. Le modalità dell’operazione, le eventuali offerte agli azionisti e il rispetto delle soglie previste dalla normativa dipenderanno dalla struttura scelta e dagli accordi che verranno eventualmente raggiunti.

Ad ogni modo, l’impressione è che con il rialzo di oggi, il mercato stia incorporando nelle quotazioni una possibile evoluzione societaria con la prospettiva di un’offerta sulle azioni residue che alimenta gli acquisti.

Per completezza informativa va evidenziato che Inwit ha dichiarato di non avere informazioni sull’operazione, mentre i soggetti coinvolti non hanno rilasciato commenti.

Perché il ribasso annuale può favorire un’offerta su Inwit

C’è un altro elemento da considerare per spiegare il rally: la forte correzione subita dalle azioni Inwit negli ultimi dodici mesi.

Il titolo ha perso circa un quarto del proprio valore, con una capitalizzazione di mercato che, secondo i dati riportati nelle indiscrezioni, si attestava intorno a 6,3 miliardi di euro. Una valutazione inferiore rispetto a quella di un anno fa potrebbe rendere meno oneroso per gli attuali azionisti acquistare le quote residue.

Per chi sta valutando un’operazione di acquisizione, il prezzo di borsa rappresenta infatti una variabile importante. Un ribasso significativo può ridurre il capitale necessario per rilevare una società, anche se il costo effettivo dipenderebbe dal prezzo eventualmente offerto agli azionisti di minoranza e dalle condizioni di finanziamento.

Il mercato, dal canto suo, può anticipare questa possibilità acquistando il titolo nella speranza che l’operazione si concretizzi a condizioni favorevoli rispetto alle quotazioni correnti.

Non bisogna però trascurare le ragioni che hanno contribuito alla debolezza di Inwit. La società è finita al centro di un confronto con due clienti di primo piano, Telecom Italia (TIM) e Fastweb, controllata da Swisscom. Entrambe hanno avviato procedure per rescindere i contratti con Inwit, nel tentativo di rinegoziarne i termini economici.

La questione contrattuale rappresenta un elemento di incertezza per il business delle torri di telecomunicazione e può avere un peso nella valutazione della società. L’eventuale delisting non cancellerebbe automaticamente questi problemi, ma potrebbe modificare l’orizzonte temporale e le modalità con cui gli azionisti affrontano le sfide industriali.

Il rialzo delle azioni Inwit può continuare?

Chiariti i motivi per cui le azioni Inwit stanno salendo, la domanda conseguente è se il recupero delle ultime settimane possa proseguire. La risposta dipende in larga misura dall’evoluzione delle indiscrezioni sul delisting e dalla possibilità che le trattative si trasformino in un progetto concreto.

Se dovessero emergere dettagli su un’offerta, sulle risorse finanziarie disponibili o sul coinvolgimento di nuovi investitori, il titolo potrebbe reagire in funzione delle condizioni prospettate. Il prezzo di un’eventuale offerta sarebbe il riferimento principale per valutare il potenziale rialzo residuo, confrontandolo con la quotazione di mercato e considerando i rischi legati alla mancata conclusione dell’operazione.

Al contrario, l’assenza di sviluppi, un’interruzione delle trattative o condizioni economiche meno favorevoli del previsto potrebbero ridimensionare le aspettative che stanno sostenendo gli acquisti.

Per ora, dunque, il rialzo di Inwit sembra legato soprattutto alla componente speculativa connessa alla possibile uscita dalla borsa. Il recupero mensile di circa il 9% non ha ancora compensato le perdite accumulate nell’ultimo anno e non rappresenta, da solo, una conferma del superamento delle difficoltà societarie.

Gli investitori devono quindi tenere distinti due aspetti: da una parte, il possibile premio legato a un’offerta di acquisto; dall’altra, le prospettive industriali di Inwit, condizionate anche dai rapporti con i principali clienti. Fino a quando non saranno comunicati termini concreti dell’operazione, il delisting resta uno scenario possibile, ma non garantito.

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