Azioni Juve sospese da Borsa Italiana per eccesso di ribasso. Fin dal primo istante di scambi il titolo Juventus Football Club è stato travolto dalle vendite, senza riuscire a fare prezzo. Dopo circa mezz’ora di contrattazioni il prezzo teorico evidenzia un crollo di oltre il 10% a 1,67 euro.
All’origine del sell-off e dell’inevitabile ingresso in asta di volatilità ci sono i nuovi numeri del bilancio 2025/2026 della società bianconera e soprattutto l’annuncio di un aumento di capitale fino a 250 milioni di euro. Una cifra che, a prima vista, potrebbe sembrare trascurabile, ma che in realtà, tenendo conto dell’attuale market cap della Vecchia Signora, è invece molto pesante.
La forte discesa delle quotazioni si inserisce in una fase già negativa per la quotata torinese. Da inizio anno le azioni Juve hanno perso circa il 40%, mentre rispetto a un anno fa la flessione è nell’ordine del 36%. I profondi ribassi di medio e lungo termine hanno inevitabilmente portato ad un assottigliamento della capitalizzazione di borsa del titolo. Anche da qui la necessità di procedere a una ricapitalizzazione. Ma vediamo tutto nel dettaglio partendo proprio dal bilancio.
Azioni Juve, il bilancio 2025/2026
Primo fattore alla base della sospensione delle azioni Juve per eccesso di vendite è ovviamente il peggioramento dei conti.
Nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2026, il club bianconero ha registrato ricavi per 474,74 milioni di euro, in calo del 10,4% rispetto ai 529,63 milioni dell’esercizio precedente. La riduzione è stata determinata soprattutto dai minori proventi legati alla gestione dei diritti dei calciatori e dal venir meno dei ricavi collegati alla partecipazione alla FIFA Club World Cup, che aveva sostenuto i conti nell’esercizio precedente.
Il calo dei ricavi si è riflesso sul risultato operativo. La Juventus ha chiuso l’esercizio con un risultato operativo negativo per 39,38 milioni di euro, contro una perdita operativa di 29,95 milioni nel 2024/2025. Ancora più pesante il dato relativo al risultato finale: la perdita netta è salita a 66 milioni di euro, rispetto ai 58,15 milioni registrati nell’esercizio precedente.
Il bilancio della Juve è la dimostrazione di come i risultati in campo (mancati considerando che la Vecchia Signora nell’ultimo anno non ha vinto nulla) impattano sul profilo finanziario e determinano la delusione non solo dei tifosi ma anche degli investitori.
Indebitamento netto Juventus ancora in aumento
A pesare sulle azioni Juve non è soltanto la perdita registrata nell’ultimo esercizio, ma anche l’evoluzione della posizione finanziaria.
Al 30 giugno 2026 l’indebitamento netto era pari a 331,1 milioni di euro, in aumento rispetto ai 280,2 milioni registrati all’inizio dell’esercizio. L’incremento di oltre 50 milioni di euro rafforza quindi la necessità di intervenire sulla struttura patrimoniale e finanziaria del club. La Juventus dispone comunque di una consistente disponibilità finanziaria sotto forma di linee di credito bancarie: il gruppo segnala linee complessive per 519,7 milioni di euro, con 298,6 milioni non utilizzati.
Pur ammettendo questo, l’aumento dell’indebitamento è però un punto a sfavore anche perché arriva insieme a un esercizio nuovamente chiuso in perdita e a una nuova revisione delle prospettive economiche.
La Juve prevede un altro esercizio in perdita
Oltre a mettere nero su bianco i conti 2025/2026, la società bianconera ha anche aggiornato le proprie previsioni e il quadro non è di certo dei migliori.
La mancata qualificazione alla UEFA Champions League avrà un impatto sui conti della nuova stagione e la Juventus prevede pertanto un altro esercizio in perdita. Premesso questo, il club ha però indicato progressivo miglioramento nei due esercizi successivi. La ripresa diverrebbe significativa nel caso in cui le performance sportive tornassero almeno sui livelli medi registrati negli esercizi precedenti al 2025/2026.
L’outlook negativo sul prossimo esercizio è forte il tassello più importante per leggere il crollo delle azioni Juve: gli investitori non stanno reagendo solo alla perdita appena contabilizzata, ma anche a una prospettiva di redditività che resta debole ancora per il prossimo esercizio. La possibilità di migliorare i risultati dipende in misura significativa anche dal rendimento sportivo tenendo conto che, come ha messo ben in luce l’ultimo esercizio contabilizzato, è chiaro che partecipazioni alle competizioni europee e risultati sul campo possono avere sui ricavi del club.
Aumento di capitale Juventus da 250 milioni di euro
Dai conti negativi all’annuncio del nuovo aumento di capitale Juventus.
Per rafforzare la struttura patrimoniale, sostenere la competitività sportiva, valutare possibili interventi sugli asset immobiliari strategici, con particolare riferimento all’Allianz Stadium, valorizzare il brand e sostenere la sostenibilità economico-finanziaria della società, il Consiglio di Amministrazione della Juventus proporrà agli azionisti il conferimento di una delega per un aumento di capitale a pagamento, in una o più tranche, fino a un massimo di 250 milioni di euro. L’ammontare dell’operazione di ricapitalizzazione è molto significativo rispetto alla market cap della Juventus.
La società prevede di esercitare la delega, in tutto o in parte, entro la fine del 2026, purché le condizioni di mercato siano favorevoli. L’aumento dovrebbe essere realizzato mediante un’offerta in opzione agli azionisti. Il Consiglio di Amministrazione proporrà inoltre all’assemblea di coprire integralmente la perdita dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2026, pari a 67,2 milioni di euro, attraverso l’utilizzo parziale della riserva da sovrapprezzo azioni.
A sostenere la nuova manovra finanziaria ci sarà ancora una volta Exor, socio di maggioranza della Juventus. La holding ha espresso il proprio sostegno all’operazione complessiva di rafforzamento patrimoniale e ha confermato l’intenzione di effettuare immediatamente un versamento in conto futuro aumento di capitale da 60 milioni di euro.
Si può considerare questo versamento come una prima forma di supporto finanziario alla società in vista dell’operazione più ampia che potrà essere realizzata entro la fine dell’anno.
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