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Poste Italiane OPAS Telecom Italia (www.risparmioggi.it)
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I risultati definitivi della riapertura dei termini per aderire all’OPAS di Poste su TIM hanno evidenziato un livello di adesioni leggermente superiore rispetto a quello provvisorio che era stato comunicato lo scorso venerdì 25 settembre al termine della seconda finestra. Gli oramai ex azionisti TIM che hanno aderito all’OPAS sono quindi già diventati azionisti della quotata gialla.

E proprio sulle azioni Poste Italiane ora si focalizza l’attenzione degli analisti: quale è la valutazione che il mercato può attribuire alla società dopo l’acquisizione del controllo di Telecom Italia? Il colosso guidato da Del Fante oggi parte da 25,08 euro dopo il pesante ribasso registrato nella sessione di martedì che, di fatto, è andato ad interrompere il recupero avviato giovedì, penultimo giorno valido per aderire alla riapertura dell’OPAS. Le “tensioni” vissute nel corso di questo ultimo mese proprio per effetto dell’andamento statico dell’OPAS prima, del rilancio del prezzo poi e infine del boom di adesioni, ha i suoi segni nella prestazione a un mese che è negativa per il 2,7% (ma il titolo resta comunque in verde del 3,7% da inizio anno). Partendo da questa situazione: dove possono arrivare le azioni Poste Italiane con il nuovo vagone TIM?

OPAS Poste su TIM: ecco il risultato definitivo

Ci sono i numeri finali sulle adesioni all’OPAS di Poste su TIM.

Durante la riapertura sono state portate in adesione 409.981.599 azioni TIM, pari a circa il 19,196% del capitale sociale di Telecom Italia e al 24,027% delle azioni oggetto dell’offerta. Rispetto ai risultati provvisori comunicati il 25 settembre, il conteggio definitivo registra un incremento di 23.923 azioni TIM.

Il risultato complessivo porta Poste Italiane a detenere, alla data di pagamento del 2 ottobre 2026, un totale di 1.832.941.911 azioni TIM, pari a circa l’85,823% del capitale sociale di TIM.

Come noto, la percentuale raggiunta non è il 90% necessario per arrivare automaticamente alla piena disponibilità del capitale e aprire automaticamente la porta al delisting di Telecom Italia da Borsa Italiana ma è comunque sufficiente per assicurare alla quotata di Del Fante il controllo dell’assemblea straordinaria di TIM e quindi avere comunque la strada spianata per la fusione con l’ex monopolista.

Quanto possono valere le azioni Poste Italiane dopo l’OPAS?

Avendo i risultati finali dell’OPAS, è ora possibile provare a capire quanto possono valere le azioni Poste Italiane a seguito della conclusione dell’operazione.

In questo ci vengono incontro gli analisti di Equita che hanno indicato un target price di 31 euro per Poste Italiane nello scenario in cui la società arrivi a controllare il 100% di TIM. Con le azioni Poste oggi a 25,08 euro, il target di 31 euro indica un potenziale di rivalutazione di circa il 24% rispetto alle quotazioni attuali.

Il valore attribuito da Equita non si basa soltanto sulla maggiore dimensione del gruppo giallo dopo l’operazione. Al centro della valutazione ci sono soprattutto le sinergie previste dall’integrazione tra Poste e TIM. La stima complessiva indicata dal nuovo gruppo è di circa 700 milioni di euro di sinergie all’anno. La componente più consistente dovrebbe derivare dalla riduzione dei costi, con un beneficio stimato in 425-450 milioni di euro entro due anni attraverso l’ottimizzazione e la gestione congiunta delle piattaforme IT, delle infrastrutture informatiche e la valorizzazione dei data center.

A questi risparmi si aggiungono 50-75 milioni di euro sul fronte del finanziamento e altri 200 milioni di euro di sinergie sui ricavi, grazie al cross-selling tra servizi di connettività e offerta finanziaria e assicurativa.

I target price degli altri analisti sulle azioni Poste

La valutazione di Equita non è l’unico riferimento disponibile per farsi un’idea su quanto valgono le azioni Poste Italiane a seguito dell’OPAS.

Banca Akros ha assegna alla quotata guidata da Del Fante un target price di 32 euro tenendo intatto il suo rating buy. Il giudizio della casa di analisi lascia quindi spazio a una crescita del titolo rispetto agli attuali 25,08 euro.

Ancora più elevata è la valutazione di Barclays, che vede le azioni Poste poter arrivare fino a 35,2 euro. Si tratta di uno dei prezzi obiettivo in assoluto più generosi (e con quindi con maggiore potenziale di upside) tra quelli espressi di recente.

Mettendo a confronto questi tre livelli emerge una fascia di valutazione molto precisa: Equita vede Poste a 31 euro, Banca Akros a 32 euro e Barclays a 35,2 euro.

Il confronto mostra quindi come gli analisti stiano attribuendo alle azioni Poste un valore potenzialmente molto superiore alle quotazioni attuali, sulla base soprattutto dei benefici attesi dall’operazione TIM. Staremo a vedere se questa valutazione sarà poi rispettata dai fatti oppure si rivelerà eccessivamente ottimistica.

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