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Crollo azioni Banca Ifis - RisparmiOggi
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Il rosso a doppia cifra delle azioni Banca Ifis è senza dubbio una delle storie più significative della seduta di Borsa Italiana di venerdì 25 settembre. Il titolo listato sullo STAR ha chiuso l’ultima di ottava con un ribasso del 10,8% a 12,50 euro, rimediando la quarta seduta consecutiva in rosso. Il bilancio della settimana diventa così pesantissimo: quasi 18 punti percentuali persi.

A far scattare le vendite non è stato un singolo elemento, ma un insieme di novità arrivate praticamente nello stesso momento. Da una parte c’è il cambio al vertice, con le dimissioni immediate dell’amministratore delegato Frederik Geertman e la nomina di Raffaele Zingone. Dall’altra c’è il rapporto dell’ispezione di Banca d’Italia, conclusa con un giudizio parzialmente sfavorevole e con una serie di interventi correttivi richiesti all’istituto.

A questo si aggiunge un altro elemento che farà valere tutto il suo peso già dalla prossima settimana: l’avvio del procedimento per la possibile determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi. Nel frattempo, però, è arrivato anche il via libera pieno e incondizionato alla fusione con illimity e prosegue il progetto di uscita dal business Npl.

Sono quindi diverse le novità da mettere in fila per capire perché le azioni Banca Ifis siano crollate così tanto.

Cambio al vertice di Banca Ifis nel momento più delicato

Iniziamo con il cambio di amministratore delegato. Frederik Geertman ha lasciato con effetto immediato la carica di consigliere e amministratore delegato, dopo aver guidato Banca Ifis dal dicembre 2020. Il consiglio di amministrazione ha quindi nominato Raffaele Zingone come nuovo ad, anche lui con effetto immediato e fino alla prossima assemblea.

Non si tratta però di un manager esterno. Zingone ha alle spalle circa vent’anni di esperienza all’interno di Banca Ifis e nel 2026 ha assunto anche la guida di illimity Bank, accompagnandone il rilancio e il processo di integrazione nel gruppo. Il suo arrivo va quindi letto nel quadro del profondo riassetto che l’istituto sta portando avanti.

Lato operativo, più che il cambio al vertice in sè, il punto è la tempistica. Le dimissioni di Geertman arrivano proprio mentre Banca Ifis deve affrontare i rilievi della Vigilanza e completare la trasformazione del gruppo, con la cessione del business Npl e l’integrazione di illimity. Potrebbe essere stato proprio questo incrocio di eventi ad aver aumentato la pressione sul titolo causando il venerdì nero del titolo.

Il vero problema per il titolo è il rapporto di Banca d’Italia

Il driver che più di tutti ha impatto sul quadro operativo di Banca Ifis riguarda l’esito dell’ispezione condotta da Banca d’Italia tra gennaio e giugno 2026. E’ da questo fronte che, con tutta probabilità, è partita la sfiducia verso il titolo dello STA.

Il rapporto di Via Nazionale, ricevuto da Banca Ifis il 23 settembre, si è chiuso con un giudizio parzialmente sfavorevole e con rilievi sia di conformità sia gestionali. Le aree interessate sono numerose: antiriciclaggio, rischio ICT e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito, Npl acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business.

Non è quindi soltanto una questione legata alla governance. La Vigilanza ha chiesto un intervento articolato su diversi comparti dell’attività bancaria, compresa la predisposizione di un nuovo piano industriale, il rafforzamento dei controlli di secondo livello e la revisione dei processi relativi a credito, Npl e cartolarizzazioni.

Requisiti patrimoniali aggiuntivi: il passaggio che pesa sulle azioni Banca Ifis

Tra le comunicazioni arrivate da Bankitalia c’è infatti anche l’avvio di un procedimento finalizzato alla determinazione di eventuali requisiti patrimoniali aggiuntivi. Il procedimento dovrà concludersi entro un massimo di 90 giorni e Banca Ifis potrà presentare memorie e documenti entro 45 giorni. Si tratta di un elemento di potenziale incertezza perché, almeno fino alla conclusione del procedimento, non è ancora possibile quantificare l’eventuale impatto sul capitale della banca.

La stessa Banca Ifis ha inoltre spiegato che dovrà essere completato l’adeguamento della classificazione e della valutazione dei crediti. La quantificazione dei relativi effetti sarà possibile soltanto al termine delle attività avviate dal consiglio di amministrazione.

Sono stati inoltre notificati due procedimenti sanzionatori nei confronti della banca, mentre l’istituto ha comunicato che tutelerà la propria posizione nelle sedi e nei tempi previsti dalla normativa.

Fusione Banca Ifis-illimity e uscita dagli Npl

Nel quadro estremamente pesante per il titolo Bnaca Ifis c’è però anche una notizia di segno diverso: Banca d’Italia ha autorizzato pienamente e senza condizioni la fusione per incorporazione di illimity Bank.

L’operazione sarà completata entro la fine del 2026 e porterà in bilancio circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite. Confermate inoltre le sinergie a regime stimate in 75 milioni di euro all’anno dal 2027.

Prosegue poi il piano di uscita dal business Npl. Il 24 settembre Banca Ifis ha ricevuto diverse offerte non vincolanti per l’intero ramo e la procedura è quindi entrata nella seconda fase. L’obiettivo della banca è arrivare alla sottoscrizione di un’offerta vincolante entro la fine dell’esercizio. Proprio questa operazione pesa tanto nell'”economia complessiva” perché rappresenta uno dei pilastri della trasformazione strategica di Banca Ifis: ridurre progressivamente l’esposizione agli Npl e concentrare il gruppo sulle attività di specialty finance, corporate banking e servizi alle imprese.

Chi oggi ha venduto in modo massiccio determinando il venerdì nero di Banca Ifis si è ritrovato a fare i conti con situazione piuttosto complessa: il progetto industriale resta in piedi, ma deve essere accompagnato da una fase di profondo riassetto manageriale, organizzativo e dei sistemi di controllo. Ed è proprio questo il nodo che spiega perchè le azioni Banca Ifis sono scese.

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