nave con sullo sfondo bandiera Usa
Azioni Fincantieri e Memorandum Trump - RisparmiOggi.it

Le azioni Fincantieri oggi sono chiamate “d’ufficio” a una reazione dopo la pesante flessione accusata nella sessione di ieri. Nella prima di ottava infatti il titolo della cantieristica è stato stato il peggiore di tutto il Ftse Mib, chiudendo a 12,75 euro con un rosso del 3,66%. Una performance che ha cancellato il precedente bilancio positivo su base mensile: ora Fincantieri segna un -0,5% rispetto a un mese fa. Parallelamente si allarga ancora di qui il passivo accumulato da inizio anno che si aggiorna ad oltre il 27%.

Il crollo di ieri ha quindi raffreddato rapidamente l’euforia che aveva accompagnato la notizia del memorandum firmato da Donald Trump sulle forniture alla US Navy. Proprio questo provvedimento, tuttavia, resta il principale elemento da monitorare per capire se il titolo possa provare un rimbalzo oppure se il mercato sia destinato a prendere ulteriormente fiato dopo il rally accumulato nei mesi scorsi.

Azioni Fincantieri sotto pressione: cosa è successo dopo il rally

Il movimento di ieri va letto innanzitutto come una presa di beneficio dopo la reazione positiva al memorandum statunitense. La notizia aveva infatti spinto le azioni Fincantieri in rialzo del 3,2%, alimentando (forse anche troppo) l’ipotesi di nuove opportunità commerciali per il gruppo italiano nel mercato della difesa navale americana.

Il mercato, però, sembra avere successivamente ridimensionato le aspettative. Il memorandum non equivale infatti a una grande commessa già assegnata a Fincantieri e non determina automaticamente un’espansione immediata dei ricavi. Da qui la possibilità che il passivo di ieri possa essere inteso come una correzione delle aspettative più che un cambiamento strutturale della storia industriale del gruppo.

Per le azioni Fincantieri sarà quindi importante capire oggi se, dopo la brusca discesa, torneranno gli acquisti. Una stabilizzazione sopra l’area dei 12,75 euro potrebbe favorire un tentativo di recupero, mentre ulteriori vendite indicherebbero che il mercato vuole prima smaltire gli eccessi della recente corsa.

Memorandum Trump: perché può essere importante per Fincantieri

Il punto centrale è che gli Stati Uniti hanno riconosciuto le difficoltà della propria industria cantieristica militare. Il memorandum “Rebuilding the United States Navy and America’s Shipbuilding Industrial Base” prende atto dei ritardi e degli aumenti dei costi registrati in diversi programmi della US Navy e indica anche la possibilità di ricorrere, almeno nel breve periodo, a fornitori esteri.

Il provvedimento riguarda fino a tre classi di navi: unità da combattimento di superficie, navi cisterna per il rifornimento in mare e navi ro-ro destinate al trasporto militare. L’elemento più interessante per Fincantieri è però la possibilità di costruire inizialmente fino a due unità nel cantiere estero, a condizione che il gruppo realizzi o acquisisca una struttura produttiva negli Stati Uniti per le unità successive.

Si tratta quindi di un modello di trasferimento industriale progressivo, non di una semplice apertura alle importazioni. Ed è proprio questo requisito a rendere Fincantieri particolarmente interessante.

Fincantieri Marinette Marine è un vantaggio competitivo

Il gruppo italiano parte infatti da una posizione già consolidata negli Stati Uniti attraverso Fincantieri Marine Group, che controlla diverse strutture nel Paese. Tra queste c’è Fincantieri Marinette Marine, in Wisconsin, già coinvolta nella costruzione di navi militari e nei programmi della US Navy.

Questo significa che Fincantieri non dovrebbe partire da zero per soddisfare il modello delineato dall’amministrazione Trump. Il gruppo dispone già di infrastrutture, personale e una presenza industriale americana, elementi che potrebbero diventare un vantaggio nel momento in cui verranno individuati concretamente i programmi aperti alla partecipazione di operatori esteri.

È questa la parte del memorandum che il mercato potrebbe tornare a valorizzare: non tanto la possibilità immediata di ottenere una o due commesse, quanto l’opportunità di entrare più profondamente nel processo di rilancio della cantieristica navale statunitense. Il precedente del memorandum del 2025 con la Finlandia per i rompighiaccio della Guardia Costiera mostra inoltre che Washington sta già sperimentando modelli di collaborazione industriale di questo tipo.

Azioni Fincantieri: oggi possibile rimbalzo, ma attenzione alle aspettative

Per le azioni Fincantieri la seduta odierna rappresenta quindi un primo test dopo il brusco arretramento di ieri. Un rimbalzo avrebbe un significato interessante soprattutto se accompagnato da volumi sostenuti, perché permetterebbe di capire se la correzione sia stata soltanto una presa di beneficio.

Resta però fondamentale non confondere il potenziale strategico del memorandum con una certezza sui risultati economici. Il provvedimento crea un’opportunità, ma i programmi specifici devono ancora essere individuati e le eventuali commesse dovranno essere assegnate.

In quest’ottica, il -3,66% di ieri non cancella la storia positiva di Fincantieri, ma ricorda agli investitori che il titolo ha già corso molto. La prospettiva americana resta quindi un catalizzatore da seguire con attenzione: se arriveranno ulteriori indicazioni concrete sui programmi US Navy e sul coinvolgimento dei cantieri del gruppo, il mercato potrebbe tornare a premiare le azioni Fincantieri. Per ora, però, il possibile rimbalzo parte dalla capacità del titolo di stabilizzarsi dopo il crollo di ieri.

Seguici su Telegram! Iscriviti qui

Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.