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Le azioni Micron hanno chiuso la seduta del 12 agosto a 911,29 dollari, con un rialzo del 4,92%. Dall’inizio del 2026 la performance è ancora più impressionante: rispetto ai 315,42 dollari della prima seduta dell’anno, il titolo ha guadagnato circa il 189%.

A riaccendere gli acquisti sono stati soprattutto i risultati di alcune società impegnate nell’infrastruttura per l’intelligenza artificiale, che hanno fornito un’altra conferma della quantità di denaro ancora destinata alla costruzione di data center. Ed è proprio questa crescita a sostenere la domanda delle memorie prodotte da Micron.

CoreWeave e Super Micro rafforzano la corsa all’AI

Il segnale più importante è arrivato da CoreWeave. La società specializzata in infrastrutture cloud per l’AI ha aumentato le previsioni su ricavi, risultato operativo e investimenti, mentre il backlog degli ordini ha raggiunto 104,2 miliardi di dollari. La capacità disponibile nel breve periodo risulta sostanzialmente già impegnata e l’azienda continua ad aumentare la spesa per nuovi data center.

Anche Super Micro Computer ha dato indicazioni favorevoli, prevedendo per l’esercizio 2027 ricavi superiori alle attese di Wall Street. Il mercato ha letto i due aggiornamenti nello stesso modo: la costruzione dell’infrastruttura necessaria all’intelligenza artificiale non sta rallentando.

Per Micron è una notizia importante perché server e acceleratori AI richiedono quantità crescenti di DRAM e soprattutto HBM, le memorie ad alta larghezza di banda utilizzate insieme ai processori più avanzati. Più capacità di calcolo viene installata nei data center, maggiore diventa quindi la necessità di memoria. Il 12 agosto questa relazione ha favorito l’intero comparto dei semiconduttori: Nvidia ha guadagnato circa il 3%, mentre Micron è salita del 4,9%.

Micron vende in un mercato dove la memoria scarseggia

Il rialzo dell’ultima seduta si innesta però su una situazione favorevole che dura da mesi. Micron ha spiegato nei risultati del terzo trimestre fiscale che la domanda di DRAM e NAND continua a superare sensibilmente l’offerta e prevede condizioni tese oltre il 2027.

Questo squilibrio è particolarmente importante perché può sostenere i prezzi delle memorie. A giugno Micron ha registrato ricavi trimestrali record per 41,46 miliardi di dollari, contro 23,86 miliardi del trimestre precedente. La sola attività legata ai data center ha superato i 25 miliardi di ricavi nel trimestre.

La società ha inoltre sottoscritto 16 accordi strategici pluriennali con clienti, che aumentano la visibilità sulla domanda futura. In questi giorni il management ha ribadito che l’intelligenza artificiale sta facendo crescere il fabbisogno di memoria più rapidamente della capacità produttiva e che il mercato potrebbe risultare ancora più ristretto nel 2027 rispetto al 2026.

Quanto può durare il rally di Micron?

Il mercato sta quindi attribuendo a Micron un ruolo sempre più centrale nella costruzione dell’infrastruttura AI. Il rally del 2026 nasce dall’incontro tra vendite in forte crescita, prezzi elevati delle memorie e capacità produttiva insufficiente rispetto alla domanda.

Il titolo resta però molto volatile. A fine giugno aveva superato i 1.200 dollari prima di correggere, mentre anche dopo il recupero a 911,29 dollari rimane distante dai massimi.

Per capire se il rialzo possa proseguire, il dato da seguire non è quindi soltanto la crescita dell’AI. Sarà decisivo verificare se la domanda di HBM e DRAM continuerà a superare l’offerta abbastanza a lungo da sostenere prezzi e margini. I risultati di CoreWeave e Super Micro, per ora, hanno dato agli investitori un nuovo motivo per credere che quella domanda resti molto forte.

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