Wall Street e razzi
Quotazione azioni SpaceX - RisparmiOggi.it
3% DI INTERESSE CON TRADE REPUBLIC - SCOPRI QUI

Le azioni SpaceX sono tornate sopra il prezzo di IPO di 135 dollari, recuperando un livello che il mercato non vedeva più dal 16 luglio. La seduta di ieri ha segnato un ulteriore passo in avanti con un rialzo di circa il 4%, che ha spinto il titolo fino a 138 dollari e ha portato la performance delle ultime cinque sedute a circa +18% con forte concentrazione del rally nelle solo ultime tre sedute (giovedì, venerdì e lunedì) quando il titolo ha guadagnato il 28%.

Il 5 agosto infatti SpaceX aveva infatti accusato un crollo del 13,6%, dopo la pubblicazione della prima trimestrale da società quotata, alimentando i dubbi degli investitori sull’entità degli investimenti nell’intelligenza artificiale e sulla sostenibilità finanziaria della strategia di crescita.

Il sell-off aveva portato il titolo a perdere oltre il 22% rispetto al prezzo di IPO, dopo che SpaceX era arrivata a guadagnare fino al 67% sopra i 135 dollari. Da quel momento la volatilità è rimasta elevatissima, ma il movimento delle ultime sedute ha completamente cambiato il quadro di breve periodo.

Il mercato riparte quindi oggi da 138 dollari, con un leggero ribasso di circa l’1,5% indicato nell’after hours. Un movimento ancora poco significativo e che non modifica, almeno per ora, il quadro delineato dal forte rimbalzo delle ultime sedute. Lato operativo c’è però un elemento che merita particolare attenzione: il ritorno sopra il prezzo IPO è avvenuto mentre i piccoli investitori hanno iniziato a ridurre l’esposizione sul titolo.

Retail in fuga: vendite di azioni SpaceX per 4,5 milioni di dollari

Il comportamento degli investitori retail sulle azioni SpaceX è la vera “storia” degli ultimi giorni. Secondo i dati di Vanda Research, venerdì i piccoli investitori hanno eseguito vendite nette per circa 4,5 milioni di dollari.

Ora qui il punto non è il valore assoluto, che di per sè non è particolarmente elevato se rapportato alla capitalizzazione della società di Musk, ma il fatto che si tratti della prima giornata di vendite nette da quando SpaceX è sbarcata a Wall Street a giugno.

Fino a questo momento i retail avevano mostrato un atteggiamento decisamente più aggressivo, sfruttando soprattutto le fasi di debolezza per accumulare azioni. Il caso più evidente era arrivato proprio il 5 agosto: durante il crollo del 13,6%, gli investitori individuali avevano acquistato SpaceX, realizzando il quarto maggiore flusso netto positivo dall’IPO.

A distanza di appena due sedute, la situazione si è ribaltata. Eppure sarebbe probabilmente eccessivo interpretare questo comportamento come un vero e proprio abbandono del titolo. Il prezzo medio di ingresso dei retail si colloca infatti intorno a 147 dollari, secondo Vanda Research. Le vendite effettuate nell’area dei 135 dollari possono quindi essere lette anche come una scelta di gestione della posizione e di riduzione delle perdite, approfittando del rimbalzo.

In altre parole, più che un panic selling, quello osservato sul titolo SpaceX potrebbe rappresentare una presa di profitto relativa o, più semplicemente, una pausa dopo settimane di acquisti sui ribassi. Il segnale diventerà realmente significativo soltanto se le vendite dei retail dovessero proseguire anche nelle prossime sedute, soprattutto in presenza di nuovi rialzi.

Deutsche Bank rilancia SpaceX: target azioni a 235 dollari

A sostenere il recupero delle azioni SpaceX non sono però soltanto dinamiche tecniche. A rafforzare il sentiment è arrivata anche la view di Deutsche Bank, che ha confermato una raccomandazione Buy sul titolo indicando un target price di 235 dollari.

Il punto centrale dell’analisi riguarda la possibilità che SpaceX riesca a raggiungere entro dicembre un ARR, ovvero ricavi annuali ricorrenti, di 100 miliardi di dollari. Un obiettivo estremamente ambizioso se confrontato con i circa 31 miliardi di dollari di ARR registrati nel secondo trimestre, ma che secondo l’analista Edison Yu sarebbe comunque raggiungibile.

Il principale motore di questa crescita dovrebbe essere Neocloud, la divisione attraverso cui SpaceX mette a disposizione dei clienti capacità di calcolo destinata all’intelligenza artificiale. Tra i contratti citati nell’analisi figura quello con Anthropic, mentre il business con Google potrebbe arrivare a generare circa 920 milioni di dollari al mese entro ottobre. A questi accordi potrebbe inoltre aggiungersi un nuovo contratto da 6,7 miliardi di dollari.

Secondo le stime degli analisti tedeschi, queste attività potrebbero contribuire per 45-50 miliardi di dollari di ARR entro dicembre, alle quali andrebbe aggiunto il contributo di Cursor, startup specializzata nel coding con l’intelligenza artificiale.

È quindi evidente la distanza tra le due letture del mercato.

Da una parte i retail sembrano diventare più prudenti dopo la forte volatilità; dall’altra Wall Street continua a vedere un potenziale di crescita molto significativo. Il target di 235 dollari di Deutsche Bank, rispetto ai 138 dollari attuali, implica infatti un potenziale di rivalutazione molto elevato.

Azioni SpaceX: cosa aspettarsi dopo il ritorno sopra il prezzo IPO

Il ritorno delle azioni SpaceX sopra 135 dollari modifica nuovamente il quadro tecnico di breve periodo, ma non cancella i rischi emersi dopo la trimestrale. Il titolo ha dimostrato di poter perdere oltre il 20% in pochi giorni e di recuperare più del 20% nelle due sedute successive: una volatilità che impone cautela anche agli investitori più ottimisti.

La soglia dei 135 dollari diventa ora particolarmente importante. Dopo essere stata il prezzo di IPO e una resistenza psicologica durante la fase di discesa, può trasformarsi in un primo riferimento per il mercato. La capacità di SpaceX di mantenersi stabilmente sopra questo livello potrebbe rafforzare il segnale di recupero, mentre un ritorno sotto 135 riporterebbe immediatamente in discussione la solidità del rimbalzo.

Anche il comportamento dei retail sarà da monitorare. La vendita netta di 4,5 milioni di dollari non rappresenta ancora un segnale sufficiente per parlare di fuga strutturale, soprattutto considerando che gli investitori individuali avevano continuato a comprare durante i ribassi. Se però il flusso negativo dovesse ripetersi proprio mentre il titolo sale, potrebbe indicare un cambiamento più profondo nella percezione del rischio.

Per il momento, tuttavia, il mercato sembra dare più peso alle prospettive di crescita che alla riduzione dell’esposizione dei piccoli investitori. Il ritorno a 138 dollari, il +18% settimanale e il quasi completo recupero del rosso mensile confermano la forza del rimbalzo.

La vera sfida per SpaceX sarà ora trasformare questo recupero in una nuova fase rialzista. Per riuscirci serviranno catalizzatori forti. In questo senso, il target di 235 dollari di Deutsche Bank (con annesso enorme potenziale di upside) rappresenta uno scenario estremamente positivo, ma il mercato dovrà ancora verificare se le ambizioni di SpaceX saranno effettivamente accompagnate dai numeri.

Seguici su Telegram! Iscriviti qui

Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.