Le azioni MPS provano a consolidare i recenti guadagni dopo la pubblicazione di una semestrale che ha confermato una redditività ancora molto solida e un profilo patrimoniale particolarmente robusto. Il titolo della banca toscana inizia la nuova ottava da 11,9 euro, con un rialzo del 5,6% nell’ultimo mese e una performance positiva di circa il 27% da inizio anno.
I numeri del primo semestre hanno fornito nuove conferme sul percorso di rafforzamento dell’istituto: utile netto superiore a 1,1 miliardi di euro, crescita del 25,3% su base annua, CET1 al 16,3% e qualità degli attivi ancora sotto controllo. Il secondo trimestre, con un utile netto di 610 milioni di euro, ha inoltre superato le attese del mercato.
A questo punto, archiviata la semestrale, la domanda per gli investitori diventa quanto valgono le azioni MPS alla luce dei risultati appena pubblicati e soprattutto quanto del miglioramento della banca sia già incorporato nelle quotazioni. Il mercato ha già riconosciuto buona parte dei progressi realizzati dalla banca e, per il momento, non sono arrivate nuove revisioni delle raccomandazioni degli analisti. Le ultime valutazioni disponibili lo confermano e altrettanto le medie censite da strumenti di screening come MarketScreener (ma di questo parleremo dopo).
Utile MPS sopra le attese: redditività resta principale punto di forza
Il primo elemento da considerare per capire quanto valgono le azioni MPS dopo la semestrale riguarda naturalmente la capacità della banca di continuare a produrre utili. E sotto questo profilo i numeri del primo semestre 2026 sono particolarmente solidi.
MPS ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un utile netto superiore a 1,1 miliardi di euro, in crescita del 25,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più significativo è il risultato del secondo trimestre, che ha registrato un utile netto di 610 milioni di euro, in aumento del 27,3% su base annua e soprattutto superiore alle attese degli analisti, ferme a circa 540 milioni.
Per Morningstar DBRS, proprio la capacità di mantenere una forte redditività rappresenta uno degli aspetti più interessanti emersi dai conti. Il risultato del trimestre è stato sostenuto dal miglioramento della redditività del core business, ma anche dal contributo del gruppo allargato dopo l’operazione Mediobanca.
Anche la dinamica dei ricavi conferma un quadro positivo. Nel primo semestre il gruppo ha generato 4 miliardi di euro di ricavi, con una crescita del 4,1% su base annua. A sostenere il dato sono stati in particolare i ricavi netti da commissioni, cresciuti del 3,6%, e il contributo dei proventi delle operazioni finanziarie.
Un altro aspetto importante per la valutazione del titolo riguarda i costi. Le spese operative sono diminuite dello 0,7% su base annua, permettendo al rapporto costi/ricavi di migliorare al 42,9%. Per una banca, una dinamica di questo tipo è particolarmente rilevante perché indica che la crescita dei ricavi non viene accompagnata da un analogo aumento della struttura dei costi.
Qualità degli attivi e CET1: MPS rafforza il profilo patrimoniale
Se la redditività spiega una parte importante del recente apprezzamento delle azioni MPS, la solidità patrimoniale rappresenta l’altro elemento da tenere sotto osservazione. Anche in questo caso la lettura di Morningstar DBRS è positiva.
La qualità degli attivi è rimasta solida, con livelli contenuti di crediti problematici. A fine giugno il rapporto NPE lordo era pari al 2,5%, mentre quello netto si attestava all’1,2%. Si tratta di indicatori importanti perché permettono di valutare quanto il portafoglio crediti della banca sia esposto al rischio di deterioramento.
Ancora più significativo è il dato relativo al capitale. Il CET1 ratio fully loaded è salito al 16,3%, confermando un’ampia dotazione patrimoniale. Morningstar DBRS considera proprio la capitalizzazione uno dei principali punti di forza di MPS.
Il livello raggiunto dal CET1 garantisce infatti alla banca un buffer di circa 680 punti base rispetto ai requisiti regolamentari. Tradotto in termini più semplici, MPS dispone di un consistente cuscinetto di capitale che può essere utilizzato per assorbire eventuali shock, sostenere la crescita e mantenere una politica di remunerazione degli azionisti, sempre compatibilmente con le autorizzazioni regolamentari.
Questo elemento è importante anche per la valutazione di Borsa. Un MPS più capitalizzato e con una qualità degli attivi sotto controllo è un istituto percepito come meno rischioso rispetto al passato. Il mercato, quindi, può essere disposto a riconoscere un multiplo più elevato rispetto agli anni in cui la banca presentava un profilo patrimoniale decisamente più fragile.
Quanto valgono le azioni MPS secondo gli analisti: target già raggiunti?
Arriviamo così al punto centrale: quanto valgono le azioni MPS oggi rispetto ai target price degli analisti?
A circa 11,9 euro, il titolo si trova sopra sia il target medio di 11 euro rilevato da MarketScreener sulle sei coperture attive, sia il prezzo obiettivo di 10,3 euro indicato da Barclays. Ancora più interessante è il confronto con Equita, che ha recentemente portato la raccomandazione a Buy e il target price a 11,8 euro: anche in questo caso la quotazione attuale è leggermente superiore.
Questo non significa automaticamente che le azioni MPS siano sopravvalutate. I target price degli analisti, infatti, sono stime e non valori “fair” assoluti. Inoltre, le valutazioni potrebbero essere aggiornate dopo la pubblicazione della semestrale, soprattutto considerando che il risultato trimestrale è stato superiore alle attese.
Il punto è piuttosto capire quanto delle buone notizie sia già incorporato nel prezzo. Dopo il +27% da inizio anno, il mercato ha già riconosciuto il miglioramento della redditività, la solidità patrimoniale e il rafforzamento del gruppo dopo Mediobanca.
Per questo, ai prezzi attuali, il margine di sicurezza appare più contenuto rispetto a qualche mese fa. Allo stesso tempo, un eventuale aggiornamento al rialzo delle stime sugli utili potrebbe portare gli analisti a rivedere anche i target price.
La fotografia attuale è quindi quella di un titolo che non appare più sottovalutato sulla base del consenso disponibile, ma che potrebbe giustificare valutazioni più elevate se la crescita degli utili dovesse proseguire ai ritmi evidenziati nel primo semestre.
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MPS dopo la semestrale: il nodo Intesa e le prospettive per il titolo
C’è infine un elemento che rende particolarmente complessa la valutazione del valore delle azioni MPS: il futuro strategico della banca. Morningstar DBRS segnala infatti che continuerà a monitorare attentamente gli sviluppi legati all’offerta di Intesa Sanpaolo su MPS, oltre alle decisioni che il management assumerà nella valutazione delle proprie opzioni strategiche.
Parallelamente, procede l’integrazione di Mediobanca, con il management che ha confermato l’avanzamento delle attività secondo i piani e gli obiettivi di sinergia. Per gli investitori, quindi, la storia di MPS non è più soltanto quella del turnaround di una banca che ha migliorato utili, capitale e qualità degli attivi: è diventata anche una storia di consolidamento del sistema bancario italiano.
Il bilancio della semestrale è dunque positivo. Utile netto sopra le attese, crescita dei ricavi, controllo dei costi, NPE contenuti e CET1 al 16,3% delineano un profilo finanziario robusto. Il problema, semmai, riguarda il prezzo già raggiunto dal titolo.
A 11,9 euro, le azioni MPS hanno già superato il target medio degli analisti e anche il prezzo obiettivo di Equita. Per questo oggi l’investitore deve chiedersi quanto di questo miglioramento sia già riflesso nella quotazione. La risposta potrebbe arrivare dai prossimi aggiornamenti degli analisti: se il mercato inizierà a incorporare una crescita degli utili più elevata e sinergie maggiori dall’integrazione di Mediobanca, i target price potrebbero essere rivisti al rialzo. In caso contrario, il livello attuale di 11,9 euro potrebbe rappresentare una zona in cui il potenziale di upside appare più limitato rispetto al passato.
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