Le azioni Stellantis tornano sotto pressione a Piazza Affari. Intorno alle 13:30 di venerdì 7 agosto il titolo viene scambiato a 4,737 euro, in calo del 2,73%, dopo aver toccato un minimo giornaliero di 4,687 euro. Il movimento arriva mentre il mercato milanese si mantiene nel complesso più stabile e conferma quindi una debolezza specifica del gruppo automobilistico che sembra già aver chiuso il tentativo di recupero avviato nelle scorse settimane (e a riprova di questo il fatto che il passivo mensile sia ora di quasi il 5%).
A innescare le vendite nell’ultima di ottava sono soprattutto due nuovi giudizi negativi degli analisti. UBS ha cancellato la sua view bullish sul titolo automotive, mentre Bernstein, che era già neutrale, ora è scesa ancora di più di livello. Dietro entrambe le revisioni al ribasso dei rating ci sono dubbi sulla velocità con cui Stellantis riuscirà a recuperare redditività, soprattutto negli Stati Uniti. Insomma le solite preoccupazioni che sono tornate a pesare come un macigno schiantando il titolo in borsa (un dato su tutti per farsi un’idea del momento complicato è il -50% accumulato nel 2026).
Azioni Stellantis: UBS taglia rating e target price
UBS ha abbassato il giudizio su Stellantis da buy a neutral (quindi da comprare a mantenere) e contemporaneamente ha portato il prezzo obiettivo da 9,50 a 5,80 euro, con una riduzione di circa il 39%.
La banca considera più lenta del previsto la ripresa delle attività nordamericane. Uno dei problemi riguarda le scorte ancora elevate presso i concessionari statunitensi: per ridurle Stellantis potrebbe dover aumentare gli incentivi concessi ai clienti, rallentare la produzione oppure utilizzare entrambe le leve. Sono interventi che aiuterebbero a riportare le giacenze verso livelli normali, ma rischierebbero di frenare il recupero dei margini. UBS stima per il 2026 un risultato operativo rettificato di circa 3 miliardi di euro, con un margine dell’1,9%. Per il 2027 la previsione sale a 4,7 miliardi, con una marginalità del 2,9%.
Indicazioni tutto sommato tirate e infatti la view è decisamente prudenziale.
Bernstein diventa ancora più pessimista
Al giudizio di UBS si è aggiunto quello di Bernstein SocGen Group. La raccomandazione è passata da Market Perform a Underperform, mentre il target price è stato ridotto da 6,20 a 4 euro.
Il nuovo obiettivo risulta inferiore alla quotazione attuale e contribuisce a spiegare la reazione negativa della Borsa. Anche Bernstein concentra l’attenzione sulla redditività, che nonostante alcuni progressi continua a essere considerata troppo bassa.
I risultati pubblicati da Stellantis il 30 luglio hanno mostrato ricavi trimestrali in crescita del 13% a 43,5 miliardi di euro e un utile netto di 300 milioni. Il margine operativo rettificato del gruppo si è però fermato all’1,8%.
Il Nord America, nonostante la forte crescita dei volumi e dei ricavi, continua inoltre a presentare una redditività distante dai livelli raggiunti dal gruppo negli anni migliori. È proprio la capacità di trasformare il recupero delle vendite in maggiori profitti uno degli aspetti sui quali gli analisti chiedono segnali più convincenti.
Anche l’Europa resta sotto osservazione
Le indicazioni preliminari sulle immatricolazioni europee di luglio aggiungono un altro elemento di prudenza. I volumi sarebbero rimasti sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno e il mix delle vendite continua a essere orientato anche verso modelli dei segmenti più economici, sui quali i margini tendono a essere inferiori.
Stellantis ha confermato gli obiettivi finanziari per il 2026 e nel secondo trimestre ha comunque migliorato ricavi, utile operativo e flusso di cassa rispetto allo scorso anno. Il mercato, però, sembra chiedere tempi più rapidi per il recupero.
Il calo del 7 agosto nasce quindi soprattutto dalla doppia bocciatura di UBS e Bernstein. I progressi operativi non vengono ignorati, ma per ora non bastano a compensare le preoccupazioni su scorte statunitensi, incentivi commerciali e redditività ancora contenuta.
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