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Stacco cedola BTP Più febbraio 2033 (www.risparmioggi.it)
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Il 25 agosto 2026 è una data da tempo segnata sul calendario per chi ha comprato il BTP Più febbraio 2033 (ISIN IT0005634800). Il titolo di stato dedicato al mercato retail staccherà infatti la sesta cedola trimestrale, proseguendo il percorso di distribuzione degli interessi iniziato dopo il collocamento del febbraio 2025.

Per chi lo ha in portafoglio, il sesto stacco è anche l’occasione per fare un primo bilancio del rendimento già incassato. Ma quanto ha effettivamente guadagnato chi ha investito 10.000€ al momento del collocamento? E come cambia oggi lo scenario considerando che il BTP Più sul mercato secondario viene scambiato sotto la pari, intorno a 98,25€ per lotto minimo di 1.000€? Facciamo i conti.

Quanto incassa chi ha investito 10.000€ nel BTP Più

Il primo e fin qui unico BTP Più è stato collocato alla pari, quindi al prezzo di 100, consentendo agli investitori di acquistare il titolo senza alcun premio rispetto al valore nominale. La struttura del bond prevede cedole trimestrali a tasso fisso crescente (step-up). Nei primi quattro anni il rendimento lordo annuo è pari al 2,85%, mentre nei quattro anni successivi sale al 3,70%.

La cedola in pagamento il prossimo 25 agosto sarà quindi pari allo 0,7125% lordo del capitale nominale.

Per comprendere meglio il ritorno economico è utile fare un esempio pratico.

Un investitore che ha acquistato 10.000€ nominali di BTP Più all’emissione riceverà:

  • 71,25 euro lordi come sesta cedola
  • circa 62,34 euro netti, dopo l’applicazione della tassazione agevolata del 12,5% prevista per i titoli di Stato italiani.

Si tratta di un flusso periodico che arriva ogni tre mesi e che costituisce uno dei principali punti di forza di questo strumento, particolarmente apprezzato dagli investitori che cercano una rendita costante senza tanti rischi.

Il rendimento già incassato dopo sei cedole

Con il pagamento del 25 agosto, chi ha mantenuto il titolo fin dal collocamento avrà ormai incassato sei cedole trimestrali consecutive.

Poiché ciascuna cedola nei primi quattro anni ha lo stesso importo, il calcolo diventa molto semplice.

Su un investimento iniziale di 10.000€, il totale delle cedole lorde percepite sarà pari a:

71,25 euro × 6 = 427,50 euro lordi.

Al netto dell’imposta del 12,5%, il ritorno effettivamente incassato sale a circa: 374 euro netti.

In pratica, in appena un anno e mezzo circa dal collocamento, l’investitore ha già recuperato una parte significativa del rendimento previsto senza dover vendere il titolo.

Guardando invece all’intera vita del BTP Più, le cedole complessive previste arrivano a circa 2.620 euro lordi ogni 10.000€ nominali, equivalenti a poco più di 2.290 euro netti, sempre ipotizzando il mantenimento del titolo fino alla scadenza. Naturalmente a queste somme andrà aggiunto il rimborso del capitale nominale alla scadenza del febbraio 2033, salvo eventuali vendite anticipate sul mercato (che pero possono essere sotto o sopra la pari a seconda del prezzo di mercato).

BTP Più febbraio 2033 quota sotto la pari: cosa significa per chi compra oggi

Se chi ha aderito all’emissione continua a beneficiare delle cedole periodiche, diversa è la situazione per chi valuta oggi un acquisto sul mercato secondario.

Il BTP Più febbraio 2033 viene infatti negoziato intorno a 98,25, quindi al di sotto del prezzo di emissione. Questo significa che oggi è possibile acquistare lo stesso titolo pagando circa 982,50 euro ogni 1.000 euro di valore nominale.

Per un investimento di 10.000 euro nominali, l’esborso effettivo sarebbe quindi pari a circa 9.825 euro, esclusi rateo cedolare e commissioni di negoziazione.

Acquistare sotto la pari comporta un vantaggio importante. Oltre a continuare a incassare le stesse cedole previste dal regolamento del titolo, l’investitore potrà beneficiare anche del recupero del valore nominale a scadenza, quando il Tesoro rimborserà 100 anziché il prezzo di acquisto di 98,25.

In altre parole, chi compra oggi non ottiene soltanto il rendimento cedolare ma anche un potenziale guadagno in conto capitale, a condizione di mantenere il titolo fino alla naturale scadenza. È proprio questo uno degli aspetti che rende interessante monitorare l’andamento delle quotazioni dei titoli di Stato anche dopo il collocamento.

Conviene acquistare adesso il BTP Più? Ecco cosa valutare

Il fatto che il titolo quoti sotto la pari non significa automaticamente che rappresenti un’occasione per tutti gli investitori.

La valutazione deve infatti tenere conto di diversi elementi.

Da un lato, chi ha sottoscritto il BTP Più all’emissione continua a beneficiare della regolarità delle cedole trimestrali e può contare su un rendimento già in parte realizzato. Con la cedola del 25 agosto, un investimento iniziale di 10.000€ avrà prodotto 427,50€ lordi di interessi complessivi, pari a circa 374€ netti, senza considerare il capitale che verrà restituito alla scadenza.

Dall’altro lato, chi entra oggi acquista il titolo a un prezzo inferiore rispetto ai 100€ del collocamento, migliorando così il rendimento effettivo dell’investimento grazie allo sconto incorporato nella quotazione.

La convenienza finale dipenderà però anche dall’evoluzione dei tassi d’interesse nei prossimi anni, dall’orizzonte temporale dell’investitore e dalla volontà di mantenere il titolo fino al rimborso del febbraio 2033. Per chi punta a una rendita periodica e apprezza la prevedibilità dei flussi cedolari, il BTP Più è di certo uno strumento da monitorare con attenzione, soprattutto ora che il mercato offre la possibilità di acquistarlo sotto la pari, una condizione che non era disponibile durante il collocamento iniziale.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.