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TIM torna all’utile nel secondo trimestre 2026, e conferma il recupero operativo, ma il semestre gennaio – giugno resta in perdita. È questo il messaggio principale arrivato dalla tanto attesa trimestrale della compagnia telefonica, mentre sullo sfondo prosegue l‘OPAS di Poste Italiane con adesioni ancora limitate rispetto al totale degli strumenti coinvolti (ma l’operazione è solo all’inizio).

Il ritorno al risultato netto positivo arriva in una fase delicata per le azioni TIM: 7,35 euro il prezzo di partenza nella sessione post-trimestrale (quella “dedicata” alla valutazione dei conti), in ribasso del 7% nell’ultimo mese ma sempre in rialzo a doppia cifra da inizio anno (+45%). Quest’ultima percentuale suggerisce che l’monopolista abbia già ampiamente beneficiato delle aspettative legate al percorso di trasformazione della società, ma ora è chiaro che si tratta di confermare la capacità di mantenere il miglioramento operativo.

Il secondo trimestre riporta TIM in utile (buona notizia)

Il dato più rilevante della trimestrale è il ritorno all’utile nel periodo aprile-giugno. TIM ha infatti chiuso il secondo trimestre con un risultato netto positivo pari a 88 milioni di euro, invertendo il dato dello stesso periodo dello scorso anno, quando la società aveva registrato una perdita di 8 milioni di euro.

Il miglioramento assume ancora più valore se confrontato con il primo trimestre 2026, caratterizzato da un rosso di 292 milioni di euro. Il risultato negativo dei primi tre mesi era stato influenzato soprattutto da oneri non ricorrenti per 210 milioni di euro, legati principalmente a costi e accantonamenti sul personale. Il secondo trimestre mostra quindi una normalizzazione dei conti dopo una fase condizionata da componenti straordinarie.

Nonostante il recupero registrato tra aprile e giugno, il bilancio dei primi sei mesi rimane comunque negativo. TIM ha infatti chiuso il semestre con una perdita netta di 204 milioni di euro. Al di là di questa annotazione, la direzione indicata dai conti, tuttavia, evidenzia un miglioramento rispetto alla partenza dell’anno e conferma il percorso di risanamento avviato dal gruppo.

Ricavi in crescita e margini in miglioramento: i dettagli semestrali

Scendendo nel dettaglio della semestrale dell’ex monopolista, nei primi sei mesi dell’anno il gruppo ha registrato ricavi per 6,8 miliardi di euro, con una crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Positivo anche l’andamento della redditività. L’Ebitda after lease si è attestato a 1,8 miliardi di euro, in aumento dell’1,2% su base annua. Proprio questo parametro è la conferma del miglioramento strutturale della società visto che misura la capacità del gruppo di generare margini dall’attività operativa tenendo conto anche degli effetti dei contratti di locazione.

Altro parametro molto seguito quando si parla di conti trimestrali di gruppi tlc è la generazione di cassa. Nel semestre TIM ha prodotto 650 milioni di euro di equity free cash flow after lease, confermando un miglioramento della capacità finanziaria del gruppo.

Sul fronte delle prospettive, Telecom Italiane mantiene gli obiettivi per il 2026, prevedendo una crescita dei ricavi compresa tra il 2% e il 3% rispetto ai 13,7 miliardi di euro realizzati nel 2025. Guidance TIM confermata in toto quindi con implicita riconferma della volontà del management di proseguire nel percorso di crescita dopo anni caratterizzati da pressione sui margini e indebitamento elevato.

OPAS Poste Italiane: adesioni ancora sotto l’1%

La trimestrale di TIM è arrivata mentre è in pieno svolgimento l’OPAS di Poste Italiane.

Gli ultimi dati sulle adesioni mostrano tuttavia numeri ancora contenuti. Nella giornata del 28 luglio 2026 sono state portate in adesione 2.070.147 azioni TIM, mentre dall’avvio dell’offerta complessivamente sono stati conferiti 12.383.868 strumenti finanziari, pari allo 0,7257% degli strumenti oggetto dell’offerta.

Non è necessario essere dei grandi esperti per intuire che il mercato non abbia ancora espresso una partecipazione significativa all’operazione. Va però tenuto conto che il periodo di adesione proseguirà fino all’11 settembre 2026 e che quindi gli azionisti TIM interessati avranno quindi ancora tempo per valutare i termini dell’offerta, capire se l’OPAS di Poste Italiane conviene e delineare e prospettive future della società.

Ricordiamo che le azioni ordinarie TIM acquistate sul mercato nelle giornate del 10 e 11 settembre 2026 non potranno essere apportate all’offerta.

Cosa conta davvero per le azioni TIM adesso

Volendo trarre delle conclusioni, è chiaro che la trimestrale TIM a prima vista consegni un quadro misto ma in realtà ci sono molti elementi positivi. Da una parte resta una perdita semestrale, dall’altra il ritorno all’utile nel secondo trimestre, la crescita dei ricavi, il miglioramento dell’Ebitda e la generazione di cassa confermano un’evoluzione più solida della gestione.

Per il titolo, che dopo il rally di inizio anno ha comunque perso terreno nell’ultimo mese, la sfida sarà trasformare questi progressi operativi in nuova fiducia da parte del mercato. Il rialzo del 45% da inizio anno dimostra che gli investitori hanno già scommesso sul recupero di TIM, ma ora servono ulteriori conferme.

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