Le azioni Ferrari si stanno prendendo la scena a Piazza Affari proprio nella settimana più importante dell’estate per la casa di Maranello. A tre giorni dalla pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, in calendario il prossimo 30 luglio, gli investitori sembrano aver iniziato a posizionarsi in vista dell’appuntamento con i conti della Rossa. In vetta al Ftse Mib fin da questa mattina, a metà pomeriggio le azioni RACE passano di mano a 329 euro, il 3,6% in più rispetto a venerdì dopo aver toccato un massimo intraday a oltre 330 euro. L’impostazione è quindi sui top di seduta.
Allargando il frame temporale, la seduta odierna permette a Ferrari di consolidare anche il bilancio dell’ultimo mese, con un progresso che sale al 2%. Il quadro cambia però se si passa al lungo termine: rispetto a un anno fa il titolo della Rossa continua a perdere circa il 25%, performance quasi “insolita” per una delle società europee con i margini più elevati e una delle storie di crescita più apprezzate dal mercato.
Proprio questo aspetto sta alimentando il dibattito tra chi è investito in RACE perchè, in teoria, una correzione di lungo termine così marcata, non è da escludere che il titolo possa presentarsi alla trimestrale con aspettative meno elevate rispetto al passato. Ragionando per ipotesi, se il management di Maranello riuscisse a confermare la solidità della crescita e a rassicurare sulle prospettive del secondo semestre, le azioni Ferrari avrebbero margini per recuperare terreno.
Perché questa trimestrale è la trimestrale per Ferrari
I risultati del secondo trimestre 2026 saranno guardati e scandagliati con più attenzione delo solito perché dovranno fornire risposte su alcuni dei temi che stanno accompagnando Ferrari da inizio anno. Il primo riguarda inevitabilmente la Luce, la prima vettura completamente elettrica del Cavallino Rampante. Dopo la presentazione e la pioggia di critiche (tra le responsabili del deprezzamento delle azioni RACE), gli investitori attendono il primo vero aggiornamento sul livello degli ordini e sull’accoglienza commerciale del modello.
Accanto al capitolo elettrico, il mercato analizzerà anche l’impatto dei cambi di gamma effettuati nel corso del trimestre. Alcuni modelli sono infatti entrati nella fase finale del proprio ciclo commerciale mentre altri sono stati progressivamente introdotti sul mercato. Questo passaggio dovrebbe riflettersi in un numero di consegne meno brillante rispetto ad altri trimestri, ma si tratta di un effetto già previsto dalla società e inserito nella pianificazione dell’intero esercizio.
Più importante sarà invece capire se Ferrari continuerà a dimostrare quella capacità di aumentare la redditività che negli ultimi anni ha rappresentato il vero punto di forza del business. Gli analisti di Morningstar ritengono che il mix di prodotto possa continuare a sostenere margini molto elevati grazie alla progressiva crescita delle consegne della F80 e della famiglia 296 Speciale, due modelli ad alto valore aggiunto. A questo si aggiunge il contributo delle personalizzazioni, un’attività che continua a garantire ricavi molto redditizi anche grazie al nuovo pacchetto sportivo destinato alla Purosangue.
Sempre secondo Morningstar, la crescita degli utili dovrebbe diventare ancora più evidente nella seconda parte dell’anno. Per questo motivo la casa d’investimento non vede, almeno allo stato attuale, motivi per modificare le previsioni sull’intero esercizio.
Tre scenari post-trimestrale: cosa può succedere alle azioni Ferrari
Alla luce della view tracciata nel precedente paragrafo, viene spontaneo chiedersi se il rialzo di oggi rappresenta soltanto un movimento speculativo su RACE oppure l’inizio di un recupero più duraturo magari trainato dalla buone aspettative sulla trimestrale?
Lo scenario più favorevole sarebbe quello di una Ferrari capace di confermare la guidance per il 2026, accompagnando i numeri con indicazioni positive sulla domanda della Luce e con un messaggio rassicurante sulla capacità dei modelli premium di sostenere la redditività. In un contesto simile il mercato potrebbe tornare a concentrarsi sulla forte visibilità degli utili del secondo semestre, premiando un titolo che arriva alla trimestrale dopo una correzione significativa.
Esiste poi uno scenario più equilibrato. Le consegne potrebbero effettivamente risentire della fase di transizione tra i modelli e alcuni margini potrebbero essere temporaneamente influenzati dai costi di lancio delle nuove vetture. Se però Ferrari dovesse confermare tutti gli obiettivi dell’anno, gli investitori potrebbero interpretare questi elementi come una normale fase di passaggio già ampiamente incorporata nelle valutazioni.
L’ipotesi meno favorevole resta invece quella di una revisione della guidance oppure di indicazioni poco convincenti sull’evoluzione della domanda, in particolare per la Luce. Ferrari da sempre è considerata una società capace di garantire crescita prevedibile e margini superiori alla media del settore; ebbene qualsiasi segnale che metta in discussione questa narrativa rischierebbe quindi di produrre una reazione più ampia rispetto a quella osservabile su altri costruttori automobilistici.
Buyback Ferrari in piena attività: altro segnale di fiducia
In attesa della trimestrale, Ferrari ha nel frattempo aggiornato il mercato sullo stato di avanzamento del proprio programma di riacquisto di azioni proprie, driver che continua a rappresentare un importante sostegno al titolo.
La società di Maranello ha comunicato di aver acquistato, tra il 20 e il 24 luglio, 57.800 azioni ordinarie per un controvalore complessivo di 18,57 milioni di euro, a un prezzo medio di 321,35 euro per azione. L’operazione rientra nella seconda tranche del piano di buyback da 250 milioni di euro, avviata lo scorso aprile e inserita nel più ampio programma pluriennale che prevede riacquisti complessivi per circa 3,5 miliardi di euro entro il 2030.
Facendo un recap, dall’avvio della seconda tranche la Rossa ha già investito oltre 183 milioni di euro sul mercato italiano, ai quali si aggiungono acquisti effettuati sul NYSE per circa 40,8 milioni di dollari. Complessivamente, al 24 luglio, la società deteneva 1.502.095 azioni proprie, pari allo 0,64% del capitale sociale, mentre dall’inizio del programma complessivo, partito a gennaio, il controvalore dei riacquisti ha ormai superato i 479 milioni di euro.
Ricordiamo che, in generale, un buyback non modifica direttamente le prospettive operative della quotata che lo implementa, ma rappresenta un segnale che il management continua a considerare interessante l’investimento sul titolo anche dopo anni di forte creazione di valore come è nel caso di Ferrari. Un messaggio che si somma al recupero delle quotazioni registrato nelle ultime sedute e che aumenta l’attenzione degli investitori verso una trimestrale più che mai attesa.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















