facciata borsa di Milano e loghi Poste e TIM
OPA di Poste Italiane su Telecom Italia (www.risparmioggi.it)
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Inutile girarci attorno, da ieri la domanda che chi ha in portafoglio azioni TIM si sta ponendo è solo una: conviene aderire all’OPA lanciata da Poste Italiane oppure è meglio mantenere le azioni Telecom Italia? La risposta passa dai numeri dell’offerta, dal valore della componente cash, dal valore delle azioni Poste ricevute e dalle valutazioni degli analisti sull’operazione.

L’OPAS, partita il 20 luglio, terminerà l’11 settembre 2026 e punta a portare Poste Italiane almeno oltre la soglia del 66,67% del capitale di TIM, considerata necessaria per consolidare il controllo della società tlc. L’obiettivo dichiarato della quotata gialla è però più ambizioso: arrivare al controllo della totalità delle azioni Telecom Italia e procedere successivamente al delisting di TIM da Piazza Affari.

Per gli oltre 240 mila azionisti Telecom Italia il punto centrale è quindi capire quanto vale realmente il corrispettivo offerto da Poste Italiane e confrontarlo con il prezzo a cui il titolo tratta sul mercato.

OPA Poste TIM: come funziona l’offerta e quanto vale un’azione

L’operazione è strutturata come un’OPAS ossia offerta pubblica di acquisto e scambio. Gli azionisti TIM che aderiscono non ricevono esclusivamente denaro, ma una combinazione composta da una quota cash e da azioni Poste Italiane di nuova emissione.

Nel dettaglio, per ogni azione TIM consegnata nell’offerta, Poste riconosce:

  • 1,67 euro in contanti
  • 0,218 azioni Poste Italiane di nuova emissione.

Utilizzando i prezzi di borsa precedenti all’avvio dell’operazione, il valore complessivo del corrispettivo si aggira attorno a 7,71 euro per azione TIM.

Ebbene, lo si è già visto ieri, il mercato si è rapidamente allineato alla proposta: le azioni Telecom Italia al debutto dell’OPAS sono infatti calate a 7,7 euro. Cosa significa questo movimento? Semplicemente che gli investitori stanno già incorporando nello stesso prezzo una buona probabilità di successo dell’operazione.

Complessivamente, l’offerta valorizza TIM circa 13,4 miliardi di euro, una cifra superiore rispetto ai 10,8 miliardi indicati al momento dell’annuncio iniziale dell’operazione.

Il calcolo pratico: quanto riceve chi aderisce all’OPA TIM

Per capire concretamente se conviene aderire all’OPAS, bisogna partire dal calcolo sulla singola posizione detenuta.

Il prospetto stesso dell’operazione fornisce un esempio pratico: un azionista che porta in adesione 500 azioni TIM in suo possesso. Costui riceverà:

  • 109 azioni Poste Italiane di nuova emissione
  • 835 euro in contanti.

Il meccanismo è semplice: la componente cash garantisce una liquidità immediata, mentre la parte in azioni permette all’ex azionista TIM di mantenere un’esposizione al nuovo gruppo che nascerebbe dall’integrazione tra Poste e Telecom Italia.

Il valore finale dell’operazione dipenderà quindi da due variabili:

  • il prezzo delle azioni Poste ricevute in cambio
  • l’evoluzione futura del titolo Poste Italiane dopo il completamento dell’operazione

Per chi aderisce non si tratta quindi di un semplice incasso, ma di una trasformazione della natura dell’investimento: si passa da una società focalizzata sulle telecomunicazioni a un gruppo più diversificato con attività nei servizi finanziari, nella logistica, nelle assicurazioni e nelle comunicazioni.

Cosa dicono gli analisti sulla convenienza dell’OPA Poste su TIM

Sul tema della convenienza dell’adesione all’OPAS, gli analisti preferiscono non guardare solo al prezzo immediato dell’offerta, ma soprattutto alle prospettive create dall’integrazione Poste-TIM.

Tra le valutazioni più interessanti in tal senso c’è quella di UBS, che ha migliorato il prezzo obiettivo sulle azioni Poste Italiane portandolo da 25,6 euro a 31,9 euro per azione, ipotizzando quindi ulteriore spazio di crescita rispetto agli attuali livelli di mercato.

Secondo la banca svizzera, l’acquisizione di TIM potrebbe generare valore aggiuntivo soprattutto attraverso le sinergie industriali. Poste ha già indicato una stima di circa 700 milioni di euro di sinergie, ma secondo UBS il potenziale potrebbe essere superiore nel lungo periodo.

Altro elemento che pesa nella valutazione sulla convenienza dell’adesione riguarda la politica dei dividendi. Sempre secondo UBS, il rafforzamento derivante dall’integrazione con TIM potrebbe infatti sostenere una maggiore capacità distributiva per Poste Italiane, rendendo il titolo ancora più interessante per gli investitori orientati al rendimento.

Tirando quindi le somme, la valutazione degli esperti elvetici non si concentra soltanto sul premio riconosciuto agli azionisti TIM nell’immediato, ma sulla possibilità di partecipare alla crescita del nuovo gruppo.

Aderire o non aderire all’OPA di Poste su TIM

Il confronto per gli azionisti TIM è quindi tra due alternative.

Chi aderisce all’OPA ottiene un valore certo composto da denaro e azioni Poste, riducendo il rischio legato all’evoluzione futura del titolo Telecom Italia e alla possibilità di un delisting.

Chi invece decide di non aderire punta sulla possibilità che il valore di TIM possa aumentare ulteriormente (e magari così spingere l’offerente a migliorare le sue condizioni).

Di certo i numeri dell’operazione mostrano quindi che la valutazione non può limitarsi al solo prezzo offerto. Il calcolo da fare riguarda il valore della componente cash, il numero di azioni Poste ricevute e le prospettive del nuovo gruppo dopo l’integrazione.

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