trader disperato per crollo IBM
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Le azioni IBM proveranno a stabilizzarsi dopo il pesantissimo sell-off che ha travolto il titolo nella seduta di ieri a Wall Street? Dipenderà anche dall’analisi tecnica e dalla tenuta di un livello, i 212 dollari, che ora più che mai potrebbe essere la chiave sull’andamento di brevissimo del titolo.

Ieri il titolo IBM aveva rimediato forse la peggior seduta della storia recente: un tonfo di oltre il 25% ha portato i prezzi ad appena 217 dollari, cancellando in una sola giornata gran parte dei guadagni accumulati nel corso dell’anno. A provocare il sell-off tre driver tra loro concatenati: i conti trimestrali inferiori alle attese, un profit warning e soprattutto il messaggio lanciato dal management, che ha ammesso di non essersi adattato con sufficiente rapidità ai cambiamenti imposti dalla corsa globale all’intelligenza artificiale.

Dinanzi a numeri e motivazioni simili è più che legittimo che ad imperversare nel day-after del crollo sia una solo semplice questione: la correzione si è esaurita oppure le azioni IBM sono destinate a scendere ancora andando ad intaccare quei livelli di minimo relativo a cui abbiamo fatto cenno in precedenza?

Perché le azioni IBM sono crollate: il vero motivo

Dietro il crollo del titolo non c’è soltanto una trimestrale inferiore alle aspettative (driver che ha semplicemente messo nero su bianco una situazione grave), ma soprattutto un cambiamento strutturale nelle decisioni di spesa delle imprese. E‘ questo il vero motivo del crollo delle azioni IBM. La corsa all’intelligenza artificiale sta infatti modificando il modo in cui le aziende distribuiscono i budget IT, privilegiando gli investimenti nell’infrastruttura hardware rispetto ad altri progetti tecnologici.

Come spiegato dal CEO Arvind Krishna, nelle ultime settimane di giugno molti clienti hanno accelerato gli acquisti di server, sistemi di storage e chip di memoria per anticipare possibili aumenti dei prezzi e prevenire eventuali carenze di approvvigionamento. Questa riallocazione della spesa in conto capitale ha inevitabilmente sottratto risorse ad altri investimenti, penalizzando proprio alcune delle aree di business più importanti per IBM.

A complicare ulteriormente il quadro è stata una domanda inferiore alle attese per il nuovo mainframe z17, lanciato a giugno per supportare le applicazioni di intelligenza artificiale generativa in ambienti cloud ibridi. Secondo il management, la debolezza della divisione Infrastructure si è rivelata molto più marcata del previsto, costringendo il gruppo a rivedere le aspettative sul segmento.

Ancora più delle cifre, il mercato ha quindi reagito alle parole del management. Krishna ha infatti ammesso che IBM non è riuscita ad adattarsi con sufficiente rapidità al nuovo contesto competitivo, riconoscendo che diversi contratti di grandi dimensioni non sono stati chiusi nei tempi previsti. Un’autocritica piuttosto insolita per una big tecnologica, interpretata dagli investitori come il segnale che la società rischia di inseguire, anziché guidare, la nuova fase di sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Crollo azioni IBM: conti sotto le attese come fattore scatenante

Venendo ai numeri, il secondo trimestre di IBM si è chiuso con ricavi pari a 17,2 miliardi di dollari, in crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma inferiori ai 17,9 miliardi attesi dal consenso.

Analizzando le singole divisioni emerge una situazione piuttosto diversificata. I ricavi del Software sono aumentati del 5%, mentre la consulenza è rimasta sostanzialmente stabile. A pesare è stata soprattutto la divisione Infrastructure, che ha registrato un calo del 7%, confermando le difficoltà evidenziate dal management.

Non sono però mancati alcuni elementi positivi. Red Hat ha accelerato ulteriormente il proprio percorso di crescita, con ricavi aumentati dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche la Distributed Infrastructure ha mostrato una buona dinamica, segnando un incremento del 37% e accumulando circa 500 milioni di dollari di ordini arretrati. Lo stesso z17, pur avendo venduto meno delle aspettative iniziali, continua a presentare prestazioni commerciali superiori a quelle registrate dal precedente z16 nella medesima fase del ciclo di lancio.

Sul fronte della redditività il margine lordo GAAP è sceso al 57,7%, con una contrazione di 100 punti base, mentre il margine operativo si è attestato al 59,4%, in calo di 70 punti base. L’utile per azione GAAP è diminuito del 2% a 2,27 dollari, mentre quello operativo è cresciuto del 5% fino a 2,93 dollari. Rimane invece solida la generazione di cassa, con 7,8 miliardi di dollari di flussi operativi e un free cash flow di 4,8 miliardi da inizio anno.

Per le azioni IBM la tenuta dei 212 dollari è decisiva

Dal punto di vista grafico il quadro si è deteriorato sensibilmente dopo il crollo di ieri. Il violento gap ribassista ha compromesso la struttura rialzista costruita nei mesi precedenti e ha riportato rapidamente le quotazioni in prossimità dei minimi registrati a maggio.

Attualmente il titolo oscilla intorno ai 217 dollari, lasciando uno spazio molto limitato prima del test del supporto chiave posto a quota 212 dollari. Si tratta del livello che potrebbe fare la differenza tra una semplice fase correttiva e l’avvio di un trend ribassista più profondo.

Se questo supporto riuscisse a contenere la pressione delle vendite, il titolo potrebbe tentare un primo recupero tecnico con obiettivo nell’area dei 220 dollari, livello che rappresenta la prima resistenza di breve periodo e il naturale target di un eventuale rimbalzo dopo l’eccesso di ribasso registrato nella seduta precedente.

Al contrario, una violazione netta dei 212 dollari costituirebbe un ulteriore segnale negativo per il quadro tecnico. In questo scenario aumenterebbero le probabilità di un’estensione della fase discendente prima verso i 205 dollari e successivamente in direzione della soglia psicologica dei 200 dollari.

Ed ecco perchè già la seduta di oggi potrebbe essere decisiva. Il sell-off ha già incorporato gran parte delle cattive notizie emerse dai risultati trimestrali, ma sarà la capacità del titolo di difendere i minimi di maggio a stabilire se il mercato ritenga il ridimensionamento delle prospettive di IBM un episodio temporaneo oppure l’inizio di una revisione più profonda delle valutazioni. In quest’ottica, la soglia dei 212 dollari potrebbe essere il livello tecnico da monitorare con la massima attenzione anche perchè il titolo ha già perso il 25% da inizio anno.

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