A circa un mese dal debutto in borsa, le azioni SpaceX continuano ad essere tra i titoli più osservati in assoluto. Il recente sbarco sul Nasdaq 100 avvenuto lo scorso 7 luglio ha rinfocolato ancora di più l’hype della comunità finanziaria con il azioni SpaceX che si sono riportate nettamente sopra al prezzo dell’IPO. Ora una stock SPCX vale 148 dollari, prezzo comunque in flessione dell’8% rispetto a un mese fa (ma appunto sopra al prezzo di collocamento di 135 dollari).
Con la fine del “periodo di silenzio” successivo alla quotazione, le principali banche d’affari hanno iniziato a pubblicare le prime valutazioni ufficiali sul titolo.
Il quadro che emerge è prevalentemente costruttivo, anche se non mancano opinioni decisamente più prudenti. Vediamo quali sono le raccomandazioni degli strategist e cosa potrebbero significare per gli investitori.
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Consensus degli analisti: prevalgono i giudizi positivi su SpaceX
La fotografia più aggiornata delle raccomandazioni conferma un orientamento favorevole nei confronti del titolo. Secondo i dati di MarketScreener, su 31 valutazioni attive si contano 20 rating Buy, 6 Outperform, 4 Hold e un solo Sell. Il target price medio è pari a 238 dollari, un livello che implica un potenziale di rivalutazione di circa il 60% rispetto alle quotazioni attuali.
Anche il consensus raccolto da Bloomberg restituisce un quadro simile. In questo caso le raccomandazioni sono composte da 28 giudizi Buy, 5 Hold e un Sell, mentre il prezzo obiettivo medio si attesta intorno ai 236 dollari.
Si tratta di numeri che di fatto testimoniano come il mercato continui ad assegnare un elevato premio alle prospettive di crescita della società guidata da Elon Musk, nonostante la leggera correzione registrata nelle ultime settimane.
Il calo dell’8% dal debutto non sembra quindi aver modificato in modo sostanziale il sentiment degli analisti. Al contrario, molti osservatori ritengono che la fase di consolidamento possa rappresentare una normale pausa dopo il forte entusiasmo seguito alla quotazione e all’ingresso nell’indice Nasdaq 100.
Da Citi a Raymond James: chi vede ancora upside sulle azioni SpaceX
Tra gli strategist più ottimisti figura Citi, che mantiene una raccomandazione di acquisto con un target price di 200 dollari entro la fine dell’anno. Secondo gli analisti della banca americana, il principale catalizzatore di lungo periodo resta il successo del programma Starship, considerato il progetto in grado di aprire a SpaceX mercati completamente nuovi e potenzialmente multimiliardari.
Nella visione di Citi, infatti, il successo delle future missioni potrebbe consentire all’azienda di accedere a opportunità industriali oggi sostanzialmente irraggiungibili per i concorrenti, alimentando una crescita che nel lungo periodo potrebbe portare la capitalizzazione del gruppo su livelli oggi difficilmente immaginabili.
Ancora più rialzista è Brian Gesuale, strategist di Raymond James, che assegna alle azioni SpaceX un rating Strong Buy con un target price di 800 dollari, il più elevato tra quelli oggi presenti sul mercato.
La tesi di Gesuale si basa su una trasformazione radicale del modello di business dell’azienda. Secondo l’analista, il vero motore della crescita futura non sarà rappresentato esclusivamente dai lanci spaziali o dai servizi satellitari, bensì dall’infrastruttura destinata all’intelligenza artificiale.
Nelle sue stime, il business AI potrebbe diventare il principale contributore ai ricavi già nella seconda parte del decennio, grazie a un’espansione della capacità computazionale terrestre e, successivamente, orbitale. È proprio questa evoluzione che, nella visione di Raymond James, giustifica valutazioni estremamente superiori rispetto a quelle attuali.
Lo stesso strategist riconosce tuttavia che uno scenario tanto ambizioso comporta rischi elevati. Eventuali ritardi nello sviluppo di Starship o problemi nei lanci potrebbero modificare profondamente le prospettive della società. Nel caso più negativo elaborato da Raymond James, il prezzo potrebbe scendere fino a 125 dollari, quindi anche sotto il valore dell’IPO.
Non tutti sono bullish: Morningstar prudente sulle azioni SpaceX
Accanto alle valutazioni molto ottimistiche esistono però posizioni decisamente più caute.
L’esempio più evidente arriva da Nicholas Owens, analista di Morningstar, l’unico tra i principali strategist a mantenere una raccomandazione Sell sul titolo.
Owens assegna a SpaceX un fair value di appena 62 dollari per azione, ritenendo che il mercato stia incorporando aspettative di crescita eccessivamente elevate rispetto ai fondamentali attuali della società.
Secondo questa impostazione, il forte entusiasmo generato dalla quotazione avrebbe già scontato molti dei risultati che l’azienda potrebbe conseguire soltanto tra diversi anni. In altre parole, gli investitori starebbero pagando oggi uno scenario quasi perfetto, lasciando poco margine per eventuali delusioni operative.
È una lettura che richiama un tema ricorrente nelle società tecnologiche ad altissima crescita: quando la valutazione incorpora già gran parte delle prospettive future, anche piccoli rallentamenti possono tradursi in correzioni significative del prezzo del titolo.
Proprio per questo motivo alcuni osservatori ritengono che un eventuale ritorno verso l’area del prezzo di collocamento, fissato a 135 dollari, potrebbe rappresentare un punto di ingresso più interessante rispetto ai livelli raggiunti durante la fase di maggiore entusiasmo successiva alla quotazione.
Comprare o vendere le azioni SpaceX? Cosa emerge
Nel complesso, il sentiment degli analisti resta nettamente favorevole. Il numero di raccomandazioni Buy e Outperform supera ampiamente quello dei giudizi neutrali e negativi, mentre il target price medio di circa 238 dollari suggerisce un potenziale rialzista ancora significativo rispetto alle quotazioni correnti.
Detto questo, è altrettanto evidente come le valutazioni più ottimistiche siano costruite su ipotesi di crescita molto aggressive. Il successo di Starship, l’espansione di Starlink e lo sviluppo delle future attività legate all’intelligenza artificiale rappresentano infatti elementi centrali nelle stime dei broker più bullish.
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Per questo motivo il titolo continua a presentare un profilo rischio-rendimento particolarmente elevato. Da un lato c’è una società che molti analisti considerano destinata a ridefinire il settore aerospaziale e delle infrastrutture tecnologiche del prossimo decennio; dall’altro permane il rischio che le aspettative del mercato risultino troppo ambiziose rispetto ai tempi necessari per trasformare questi progetti in risultati economici concreti.
Da ciò si deduce che forse lo scenario più probabile è quello dell’alta volatilità. Una prospettiva che rende determinante il timing d’ingresso e la capacità di gestire il rischio. In quest’ottica, eventuali ulteriori correzioni verso l’area del prezzo di collocamento potrebbero essere osservate con particolare attenzione da chi intende costruire una posizione sul titolo in una prospettiva di medio-lungo periodo.
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