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Azioni Stellantis sotto ai riflettori (www.risparmioggi.it)
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Ennesima giornata difficile per le azioni Stellantis, che continuano a essere sotto pressione a Piazza Affari. Nella seduta di metà settimana il titolo del gruppo automotive è di nuovo tra i peggiori del listino principale, con un ribasso del 3,9% a 4,79 euro, dopo aver aggiornato un minimo intraday a 4,73 euro.

Il movimento al ribasso conferma una fase a dir poco complicata per chi è investito: di crollo in crollo, la performance a un mese di Stellantis è ormai negativa per circa il 23%, mentre dall’inizio del 2026 il passivo ha raggiunto quota -50%. Numeri che fotografano un titolo in evidente difficoltà, con gli investitori che faticano a individuare un punto di inversione dopo mesi di vendite.

Il dato più preoccupante è proprio quello che non c’è ossia l’assenza di un rimbalzo tecnico dopo una correzione così ampia. Non è un mistero che molti operatori, dopo una discesa del genere, avevano ipotizzato almeno una fase di stabilizzazione di cui, per adesso, non c’è traccia. La verità è che i venditori su STLA continuano a prevalere e ogni tentativo di recupero viene rapidamente respinto.

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HSBC taglia rating: per Stellantis rischio resta orientato al ribasso

A pesare sul sentiment sono soprattutto le valutazioni degli analisti. Nei giorni scorsi HSBC ha infatti abbassato il giudizio su Stellantis portandolo a reduce dal precedente hold, con un prezzo obiettivo ridotto a 4 euro dai precedenti 5,50 euro. Una valutazione che implica ulteriore spazio di discesa rispetto ai livelli attuali (downside).

Scrissero nel loro report gli analisti di HSBC che il problema non è più solo legato al difficile momento del settore auto, ma alla capacità del gruppo di recuperare redditività e quote di mercato. Da qui stime più deboli per il 2026 e una riduzione significativa delle prospettive finanziarie: la previsione sull’utile operativo adjusted è stata tagliata del 59% a 1,52 miliardi di euro, con un margine operativo atteso intorno all’1%.

Anche il free cash flow industriale è stato rivisto in territorio negativo, con una stima per il 2026 pari a -4,89 miliardi di euro, circa il 50% in meno rispetto alle precedenti previsioni. Consola il fatto che, secondo gli analisti, una ripresa del gruppo resta possibile, ma non sufficientemente probabile da giustificare un giudizio positivo sul titolo.

Scorte Usa e richiami: nodi che frenano possibile ripartenza di STLA

Tra i principali elementi di criticità indicati da HSBC figurano le scorte negli Stati Uniti, tornate a livelli elevati. A giugno 2026 gli stock di Stellantis sul mercato americano erano pari a circa 93 giorni di vendita, in aumento di 120.000 unità su base annua e vicini ai livelli record raggiunti nel 2024.

Il timore degli analisti svizzeri è che una nuova crescita delle scorte possa costringere Stellantis a interventi simili a quelli già adottati in passato, con tagli ai prezzi e riduzioni della produzione. Nel 2024, per smaltire gli stock, il gruppo aveva ridotto i prezzi negli Stati Uniti di circa 500-600 punti base e tagliato la produzione di circa 200.000 veicoli.

A distanza di alcuni giorni da questa bocciatura pesantissima (in pratica mentre prima il consiglio era di tenere in portafoglio, ora è di ridurre anche perchè le prospettive di prezzo sono appunto viste in calo), la valutazione di HSBC sembra essere una “profezia”.

Analisi tecnica e fondamentale Stellantis: primo supporto ora a 4,62 euro

Sul fronte tecnico, la situazione delle azioni Stellantis resta delicata. Il supporto che era emerso ieri a 4,81 euro è stato travolto dalle nuove vendite e ora l’attenzione si concentra sul livello successivo in area 4,623 euro, che rappresenta il primo vero baluardo contro un’ulteriore accelerazione ribassista.

Al rialzo, invece, la prima resistenza da monitorare si colloca a 4,88 euro: un recupero sopra questa soglia potrebbe favorire una fase di stabilizzazione, ma al momento il quadro grafico rimane dominato dalla pressione dei venditori.

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Dall’analisi tecnica e quella fondamentale, la notizia dell’arrivo negli Stati Uniti della nuova versione elettrica della Fiat Topolino, proposta sul mercato americano con il nome di Mickey Mouse e un prezzo di partenza di circa 13.995 dollari escluse tasse e spese, passa in secondo piano rispetto alle preoccupazioni degli investitori sulla capacità di Stellantis di invertire la rotta.

Con un titolo dimezzato da inizio anno, viene quasi spontaneo chiedersi se il mercato abbia incorporato gran parte delle difficoltà oppure se il ribasso possa proseguire. La “storia” di Stellantis inizia a suggerire che la prudenza non è mai troppa.

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