grafico di sell-off e logo STM
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La seconda seduta della settimana si è aperta nel peggiore dei modi per le azioni STMicroelectronics. Il titolo è infatti tra i peggiori del Ftse Mib nella prima mezzora di scambi è arrivato a perdere quasi il 5% attestandosi in area 60,4 euro dopo aver raggiunto un minimo intraday a quota 60,2 euro. Il crollo di oggi porta il bilancio mensile di STM in territorio negativo, con un calo del 3,45% (viene di fatto interrotto il tentativo di consolidamento che si era pure visto nelle ultime sedute).

Attenzione, ad ogni modo, ad evitare inutili allarmismi perchè il passivo odierno di STM va inserito nel giusto contesto. Nonostante la pesante flessione in atto proprio mentre è in corso la scrittura dell’articolo, STM continua a registrare un rialzo di circa il 123% rispetto a un anno fa, prova tangibile che il trend di fondo resta ancora molto positivo. Più che un problema specifico della società italo-francese, la debolezza odierna riflette infatti una pesante ondata di vendite che ha colpito l’intero comparto mondiale dei semiconduttori.

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Inevitabile che, dopo alcuni giorni di rasserenamento, gli investitori tornino a chiedersi è se si tratti di una normale presa di profitto dopo un rally eccezionale oppure del primo segnale di un raffreddamento della corsa alimentata dall’intelligenza artificiale.

Il crollo di Samsung trascina tutto il comparto dei chip

Iniziamo col dire che il forte ribasso in atto sulle azioni STM era prevedibile osservando quanto accaduto poche ore prima sui mercati asiatici.

La seduta in Asia è stata infatti caratterizzata da vendite diffuse sui produttori di semiconduttori e sulle società legate all’hardware tecnologico. A guidare il movimento è stata soprattutto la Borsa di Seul, dove Samsung Electronics ha subito un vero e proprio crollo.

Il colosso sudcoreano ha chiuso la giornata con una perdita superiore al 6%, un movimento talmente violento da provocare persino l’attivazione del circuit breaker, con la sospensione degli scambi per venti minuti allo scopo di limitare l’eccessiva volatilità.

L’intero listino coreano Kospi ne ha risentito pesantemente, arrivando a perdere fino all’8% durante la seduta prima di limitare il ribasso in chiusura.

Al di là dei numeri, quello che va messo in evidenza è che alla base delle vendite ci sono soprattutto le preoccupazioni relative al mercato delle memorie. Gli operatori temono infatti che nei prossimi anni possa crearsi uno squilibrio tra domanda e offerta, con possibili ripercussioni sui margini dell’intero settore.

Il clima negativo si è inevitabilmente trasferito anche in Europa, dove i titoli dei semiconduttori hanno aperto sotto pressione. STMicroelectronics, da sempre molto sensibile al sentiment internazionale sul comparto, è stata tra le società maggiormente penalizzate.

Prese di beneficio o primi segnali di una bolla dell’intelligenza artificiale?

La correzione di Samsung arriva dopo una performance eccezionale. Nell’ultimo anno il titolo sudcoreano aveva infatti moltiplicato il proprio valore di circa cinque volte, una dinamica che aveva spinto molti investitori a incrementare l’esposizione sul settore dei semiconduttori.

Il ribasso potrebbe quindi rappresentare semplicemente una fisiologica fase di prese di profitto. Dopo un rally così intenso, molti operatori hanno preferito monetizzare parte dei guadagni piuttosto che continuare a inseguire valutazioni sempre più elevate.

Esistono però anche motivazioni più specifiche. Gli analisti prevedono infatti un aumento delle perdite nelle attività foundry e nella divisione dedicata ai chip logici di Samsung, anche a causa dell’incremento dei costi operativi e degli effetti legati ai bonus riconosciuti al personale del comparto semiconduttori.

Il tema più interessante per il mercato, tuttavia, riguarda la dinamica complessiva del settore. Negli ultimi mesi i titoli legati all’intelligenza artificiale hanno registrato performance straordinarie, sostenuti dall’enorme domanda di infrastrutture informatiche e data center.

Non tutte le società, però, stanno beneficiando allo stesso modo del boom dell’AI. Alcuni produttori di memorie iniziano a risentire dei timori di un possibile eccesso di offerta, mentre altre aziende continuano invece a essere sostenute dalla forte domanda di componenti destinati ai sistemi di calcolo avanzato.

Questa crescente divergenza tra i vari segmenti del comparto alimenta inevitabilmente una domanda che torna periodicamente sui mercati: il rally dell’intelligenza artificiale sta assumendo caratteristiche speculative tali da far temere la formazione di una bolla?

Per il momento non esiste una risposta definitiva. Una parte degli investitori ritiene che l’espansione dell’AI continuerà ancora per molti anni, mentre altri iniziano a interrogarsi sulla sostenibilità degli enormi investimenti previsti dai grandi operatori del settore.

STM resta forte nel lungo periodo, ma la volatilità potrebbe aumentare

La seduta odierna dimostra ancora una volta quanto STMicroelectronics sia fortemente influenzata dal sentiment globale sul settore dei semiconduttori. Anche in assenza di notizie societarie specifiche, basta un forte movimento dei principali player mondiali perché il titolo registri variazioni molto accentuate.

Nel caso specifico, il ribasso odierno non modifica ancora il quadro di medio-lungo termine. Il guadagno superiore al 120% negli ultimi dodici mesi conferma che gli investitori continuano a riconoscere a STM un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’elettronica avanzata, dell’automotive e delle applicazioni industriali.

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Ciò non significa però che il percorso resterà privo di ostacoli. Se il mercato dovesse iniziare a ridimensionare le aspettative sulla crescita dell’intelligenza artificiale o sugli investimenti nei data center, tutto il comparto potrebbe attraversare una fase di maggiore volatilità dopo mesi di rialzi quasi ininterrotti.

Al contrario, c’è anche chi ritiene che il ciclo positivo sia ancora nelle fasi iniziali. Secondo questa lettura, la costruzione di nuovi impianti produttivi richiede tempi molto lunghi e limita la capacità dell’offerta di crescere rapidamente. Se la domanda continuerà ad aumentare grazie all’espansione dell’AI, il settore potrebbe quindi mantenere fondamentali solidi ancora per diversi anni.

Tirando quindi le somme la discesa di STM in borsa la si può considerare un campanello d’allarme sul sentiment del comparto più che un cambiamento strutturale delle prospettive della quotata italo-francese. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il sell-off osservato in Asia resterà un episodio isolato oppure il primo segnale di una fase di consolidamento più ampia per tutto il settore mondiale dei semiconduttori.

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