Anche oggi su Borsa Italiana riflettori accesi sia le azioni Unipol che sulle azioni BPER. Dopo i forti acquisti già visti nella seduta di ieri, i due titoli continuano ad essere nel mirino dei compratori. Lo dicono i numeri ad appena mezzora dall’avvio delle contrattazioni: +4,35% a 22,77 euro per le Unipol e +3,77% a 12,73 euro per BPER Banca. Sullo sfondo c’è ovviamente la maxi OPA annunciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena, operazione che prevede il coinvolgimento anche del gruppo assicurativo bolognese e della banca emiliana.
Se la reazione positiva di MPS è facilmente spiegabile dal premio incorporato nell’offerta di Intesa Sanpaolo, più interessante è comprendere perché gli investitori stiano acquistando con decisione anche le azioni Unipol e BPER Banca. L’impressione è che, fin da ieri, il mercato abbia subito colto le enormi ricadute positive dell’OPA sulle due quotate dell’Emilia Romagna. Insomma c’è una crescente consapevolezza che ci saranno grandi vantaggi dall’OPA su Monte Paschi sia per Unipol che per BPER. Da qui la pioggia di buy.
L’OPA di Intesa Sanpaolo accelera il consolidamento del settore bancario
E’ innegabile che la mossa di Intesa Sanpaolo vada letta come un ulteriore passo nel processo di consolidamento del sistema bancario nazionale. Il gruppo guidato da Carlo Messina punta ad aumentare ulteriormente la propria scala operativa, rafforzando una posizione già dominante sul mercato domestico.
L’OPA su MPS, valutata oltre 30 miliardi di euro tra contanti e azioni, incorpora un premio significativo rispetto alle quotazioni recenti della banca toscana e potrebbe portare alla nascita del più grande gruppo bancario italiano e del secondo dell’Eurozona per capitalizzazione.
L’operazione richiederà infatti una profonda riorganizzazione degli asset acquisiti e proprio da questa ristrutturazione emergeranno grandi opportunità sia per Unipol e BPER.
In altre parole, mentre Intesa punta a rafforzare la propria leadership, Unipol e BPER potrebbero beneficiare delle attività che verranno scorporate dal gruppo senese per soddisfare esigenze industriali e regolamentari.
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Perché l’OPA su MPS può trasformarsi in un vantaggio per Unipol
Precisiamo subito che stiamo parlando di vantaggi concreti e non di indiscrezioni sulle potenziali ricadute. Come parte integrante dell’OPA lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS, Unipol già delineato una strategia precisa. Il consiglio di amministrazione ha infatti approvato un progetto che prevede l’acquisizione da Intesa Sanpaolo del ramo in cui sarà fatta confluire una parte rilevante delle attività di Monte dei Paschi, naturalmente a condizione che l’operazione venga completata.
Il perimetro individuato non è marginale. Si parla di 635 filiali, circa 2 milioni di clienti, oltre 55 miliardi di raccolta diretta e circa 42 miliardi di impieghi alla clientela. Secondo le stime diffuse dalla società, il perimetro potrebbe generare un utile netto compreso tra 400 e 460 milioni di euro.
Dal punto di vista strategico, il vantaggio per Unipol è evidente. Bologna rafforzerebbe in modo significativo la propria presenza nel settore bancario, affiancando alle attività assicurative una piattaforma distributiva molto più ampia rispetto a quella attuale.
Ma non si tratta solo di questo.
Le filiali destinate a entrare nel perimetro dell’operazione sarebbero prive di accordi distributivi preesistenti nel comparto assicurativo. Questo significa che Unipol avrebbe ampia libertà nel collocare i propri prodotti vita e danni attraverso la nuova rete, aumentando il potenziale commerciale della bancassicurazione.
Proprio questo aspetto potrebbe contribuire a migliorare la redditività di Unipol e a diversificare ulteriormente le fonti di ricavo. Tutto questo senza compromissioni della solidità patrimoniale della compagnia. Le stime preliminari della stessa Unipol indicano infatti il mantenimento di un Solvency Ratio superiore al 200%, livello considerato ampiamente rassicurante dal mercato.
Anche sul fronte della remunerazione degli azionisti emergono prospettive interessanti. Unipol stima che il monte dividendi distribuibile possa salire ad almeno 930 milioni di euro nel 2026, rispetto agli circa 800 milioni riferiti all’esercizio precedente.
Quindi ricadute territoriali, vantaggi finanziari, più dividendo per gli investitori e tutto ciò senza carichi sul patrimonio.
BPER Banca può diventare il vero vincitore industriale dell’OPA
Se il progetto offre vantaggi evidenti a Unipol, ancora maggiori dovrebbero essere quelli per BPER Banca.
Nel piano illustrato dal gruppo assicurativo è prevista infatti la possibilità di combinare la banca acquisita da Intesa Sanpaolo con BPER, creando un operatore di dimensioni nettamente superiori a quelle attuali. Non a caso Unipol ha chiarito che l’obiettivo finale è mantenere il controllo di fatto sull’istituto risultante, rafforzando ulteriormente il legame strategico con la banca emiliana.
Anche qui i numeri aiutano a comprendere perché gli investitori stiano premiando le azioni BPER con una pioggia di acquisti. Tanto per iniziare dall’aggregazione potrebbe nascere un gruppo con circa 170 miliardi di impieghi alla clientela e oltre 225 miliardi di raccolta diretta, dimensioni che consentirebbero a BPER di fare un salto di categoria nel panorama bancario nazionale. Inoltre le sinergie stimate dovrebbero poi superare gli 800 milioni di euro, una cifra che il mercato considera particolarmente rilevante perché potrebbe tradursi in una crescita significativa degli utili nei prossimi anni.
Esiste anche qui un vantaggio territoriale: attraverso il perimetro derivante da MPS, BPER rafforzerebbe sensibilmente la propria presenza in aree dove oggi è meno radicata, in particolare in Toscana e Veneto. L’operazione permetterebbe quindi di ampliare la copertura geografica e di migliorare il posizionamento competitivo in regioni caratterizzate da una forte presenza di famiglie e piccole imprese. Tra l’altro aree alla roccaforte emiliano-romagnola dove BPER è super-radicata.
Rally azioni BPER e Unipol: già scontato il nuovo scenario?
Il rialzo registrato dalle azioni Unipol e BPER Banca nelle ultime due sedute riflette quindi una valutazione che va oltre l’OPA su MPS in senso stretto. L’impressione è che gli investitori stiano già iniziando a prezzare il valore potenziale della riorganizzazione che potrebbe seguire all’operazione di Intesa Sanpaolo.
Per Unipol l’OPA su MPS significa opportunità di rafforzare in modo deciso il modello bancassicurativo, aumentando il contributo delle attività bancarie ai risultati di gruppo; per BPER significa invece la possibilità di compiere un salto dimensionale che fino a pochi mesi fa sarebbe apparso difficilmente immaginabile.
Naturalmente il percorso è ancora lungo. Saranno necessarie le autorizzazioni delle autorità di vigilanza e dovranno essere definiti i dettagli della futura integrazione. Ovviamente poi l’OPA dovrà riuscire. Detto questo è come se il mercato stesse già guardando oltre questi passaggi e stesse concentrando la sua attenzione sugli effetti industriali di lungo periodo. È proprio questa prospettiva a spiegare perché, accanto alla corsa di MPS, anche le azioni Unipol e BPER Banca siano da ieri sugli scudi.
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