+35%: è questa l’entità del rialzo messo a segno dalle azioni Micron in appena 5 giorni. Martedì 18 maggio il titolo dei semiconduttori chiudeva poco sotto i 700 dollari…a distanza di una settimana ripartirà da oltre 895 dollari! Chi ha comprato durante scorsa ottava nella convinzione che il titolo potesse ancora beneficiare del ciclo dei semiconduttori, può di certo ritenersi soddisfatto. Ma ancora più entusiasti saranno quegli investitori che sulle azioni Micron sono entrati un anno fa. A fine maggio 2025, infatti, le stocks MU passavano di mano a meno di 100 dollari. Siamo praticamente su un rialzo di circa l’830% su base annua. Quando si parla di risultati delle strategie buy e hold (compra e conserva), d’ora in poi si potrebbe proprio citare il caso delle azioni Micron.
Battute a parte (che però descrivono perfettamente la lunga fase di euforia del titolo dei semiconduttori), la sola cosa che ora interessa agli investitori è farsi un’idea su quello che potrebbe accadere adesso. E’ tardi per comprare o c’è ancora spazio di upside? Le azioni Micron andranno incontro ad un assestamento oppure il rally proseguirà? Insomma cosa fare in borsa?
Azioni Micron ai massimi storici: la vera ragione della crescita esponenziale
Fissare subito i driver che hanno dato una spinta così forte alle azioni Micron è il primo passo da fare per poi provare a capire cosa fare. Si parla, e anche noi lo abbiamo fatto ad inizio articolo, di ciclo dei semiconduttori. C’è lui dietro all’exploit registrato da Micron in un anno. Verissimo e infatti in tutto il mondo le azioni dei microchip sono sulla cresta dell’onda grazie alla spinta che arriva dall’intelligenza artificiale (a Piazza Affari possiamo ad esempio citare il caso di STMicroeletronics). Limitarsi a citare il ciclo dei semiconduttori per spiegare il boom del titolo MU non rende fino in fondo l’idea di quello che sta accadendo e di ciò che potrebbe ancora accadere. Siamo dinanzi a un qualcosa che va oltre la rivoluzione, siamo davanti ad un cambio di epoca che sta travolgendo tutto il business delle memorie.
XTB
- ✅ Zero commissioni su azioni e ETF reali*
- ✅ A partire da 10€
- ✅ Piani di accumulo
- ✅ Interessi sui fondi non investiti
- ✅ Cashback 1% su ewallet PRO
Fino a pochi anni fa DRAM e NAND erano considerate semplici commodity, prodotti indistinguibili e fortemente esposti ai classici cicli di sovrapproduzione e crollo dei prezzi. Oggi il quadro è radicalmente diverso perchè l’intelligenza artificiale ha trasformato la memoria ad alta banda in una componente strategica per i data center. L’esplosione della domanda di HBM (High Bandwidth Memory), indispensabile per addestrare e gestire modelli AI sempre più complessi, sta creando una situazione di scarsità strutturale che favorisce produttori come Micron.
Il gruppo guidato da Sanjay Mehrotra riesce infatti a soddisfare solo una parte della domanda dei clienti e secondo diverse stime il gap tra domanda e offerta potrebbe protrarsi ancora per anni. In questo contesto Micron dispone di un potere di pricing inedito per il settore dei semiconduttori, con prezzi DRAM già saliti di oltre il 50% nell’ultimo trimestre e attesi in ulteriore forte crescita nel corso del 2026.
Questo è il cuore del ciclo dei semiconduttori e il motivo alla base di tutto. Il resto viene dopo, compresi i risultati messi a segno dal colosso Usa.
La guidance di Micron fa sognare gli investitori
A sostenere il rally delle azioni Micron ci sono ovviamente i fondamentali operativi, oramai ritenuti dal mercato semplicemente eccezionali. Micron ha archiviato il secondo trimestre fiscale 2026 con ricavi per 23,86 miliardi di dollari e margini molto elevati nella divisione cloud memory. Questi parametri, sono però già passato, perchè il ciclo dei semiconduttori è futuro e quindi Micron è futuro.
Diamo allora uno sguardo alla guidance. Per il terzo trimestre 2026, la società prevede ricavi pari a 33,5 miliardi di dollari, un EPS atteso a 19,15 dollari e soprattutto un margine lordo dell’81%. Numeri di questo tipo sono rarissimi per un produttore hardware e praticamente delineano una situazione in cui la domanda supera nettamente l’offerta disponibile.
E allora si torna al punto di partenza: parlare di ciclo dei semiconduttori per spiegare quello che Micron sta facendo è quasi riduttivo perchè non è solo il boom dell’intelligenza artificiale a spiegare la situazione ma la capacità della quotata di monetizzare l’attuale fase con livelli di redditività che fino a pochi anni fa sarebbero stati impensabili per il comparto delle memorie. Ecco la rivoluzione, ecco il cambio di epoca.
Cosa fare con le azioni Micron?
La domanda che preferiamo fare è questa e non tanto il dove arriveranno le azioni Micron che ci sembra troppo frutto dell’irrazionalità che spesso caratterizza l’ultimo arrivato al banchetto del rally.
Gli analisti di UBS, gli ultimi a prendere la parola, hanno le idee a dir poco chiare.
La banca d’affari svizzera ha infatti più che triplicato il target price sul gruppo specializzato in memorie, portandolo da 535 a 1.625 dollari e confermando il rating buy con indicazione di acquisto. Sulla base dei valori correnti del titolo MU, la revisione operata da UBS implica un potenziale upside superiore al 100%. Il vero messaggio, però, è dietro le righe perchè un upgrade così ampio sull’obiettivo di prezzo cambia il modo in cui gli investitori devono guardare a Micron.
Freedom24
- ✅ 0% commissioni su azioni e ETF
- ✅ Azioni gratis con codice WELCOME
- ✅ Nessun deposito minimo richiesto
- ✅ View con rendimento medio 16%
- ✅ Assistenza clienti in italiano
Scrivono infatti gli analisti che Micron non può più essere valutato come una classica azienda ciclica delle memorie ma come un player strategico dell’infrastruttura AI globale. Alla base della view ultra-positiva ci sono i nuovi accordi di lungo termine siglati nel comparto memory. Ancora UBS: in passato i contratti erano principalmente legati ai volumi acquistati, mentre oggi includono durata pluriennale, quantità fisse e componenti di prezzo parzialmente bloccate. Proprio questo elemento garantisce maggiore visibilità sui ricavi futuri e riduce la volatilità tipica del settore. In pratica, l’intelligenza artificiale sta trasformando il business della memoria in un’attività molto più prevedibile e profittevole rispetto al passato. Infine la “bomba”: di questo passo, Micron può mantenere EPS superiori ai 100 dollari per diversi anni consecutivi.
Questa l’idea investing.
Cosa fare allora con le azioni Micron? Il quadro resta quindi orientato al rialzo ma con volatilità elevata. Il momentum rimane forte grazie alla domanda di HBM e memorie avanzate per data center AI, mentre i nuovi target fissati da UBS potrebbero diventare nel medio termine i prossimi livelli di riferimento per il mercato. Ovviamente c’è l’altra faccia della medaglia che è quella dei rischi: un eventuale rallentamento della domanda AI o una frenata nel segmento HBM potrebbe innescare correzioni molto violente sul titolo MU.
Per ora la narrativa dominante resta quella di una trasformazione strutturale del settore memoria, ed è proprio questo scenario che continua ad alimentare il rally delle azioni Micron.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















