una Ferrari e un grafico al ribasso
Crollo azioni Ferrari (www.risparmioggi.it)
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E’ una giornata pesantissima quella si sta profilando per le azioni Ferrari. La Rossa di Maranello sta affondando a Piazza Affari con un crollo superiore al 6% e i prezzi in area 291 euro. Il tonfo interrompe bruscamente il recupero che aveva caratterizzato le ultime sedute e cambia completamente il quadro tecnico del titolo nel breve termine. Fino a ieri il bilancio mensile mostrava ancora un leggero segno positivo, mentre adesso il passivo di maggio sale al 2,4%. Peggiora anche il bilancio da inizio anno che arriva a segnare un rosso del 7%.

Il movimento in atto assume ancora più rilevanza se si considera quello che era accaduto nelle cinque sedute precedenti tutte chiuse in verde. Le azioni Ferrari, infatti, erano reduci da una progressione molto rapida che aveva portato i prezzi dai 277 euro del 18 maggio fino ai 310 euro toccati ieri. Una corsa senza pause che aveva consentito al titolo di recuperare terreno dopo una lunga fase laterale e agli investitori di ritrovare entusiasmo. Proprio questa accelerazione così violenta, però, ha probabilmente creato le condizioni ideali per una fase di realizzi tanto improvvisa quanto aggressiva (almeno alla luce di quello che si può fin qui vedere).

A prima vista il crollo odierno delle azioni Ferrari potrebbe sembrare strettamente collegato alla presentazione della nuova Ferrari Luce, la prima vettura completamente elettrica nella storia della casa di Maranello. In effetti la coincidenza temporale tra i due eventi non può non alimentare dubbi e interrogativi sul gradimento del mercato verso il nuovo progetto.

Ma guardando più a fondo emerge una situazione differente e molto meno drammatica di quanto possa apparire a caldo.

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Ferrari Luce segna una svolta storica per Maranello

La nuova Ferrari Luce rappresenta uno dei progetti più rivoluzionari mai sviluppati dal Cavallino Rampante. Non soltanto perchè si tratta della prima Ferrari completamente elettrica, ma soprattutto perchè il modello rompe molti degli schemi storici che hanno caratterizzato il marchio per decenni.

La vettura adotta infatti un’impostazione molto diversa rispetto alle tradizionali sportive Ferrari. La Luce è una sorta di berlina fastback a cinque porte e cinque posti, con una forte attenzione al comfort, alla tecnologia e all’abitabilità interna. Anche il design ha segnato una netta discontinuità rispetto al passato, con linee più futuristiche e un’impostazione che molti osservatori hanno definito quasi più vicina al mondo tech che a quello delle supercar tradizionali.

Non a caso nel progetto è stato coinvolto anche il collettivo LoveFrom guidato da Jony Ive, ex storico designer Apple. Gli interni puntano molto su materiali premium, minimalismo tecnologico e integrazione digitale, con elementi che richiamano volutamente l’universo degli smartphone e dei prodotti hi-tech di fascia alta.

La stampa internazionale ha accolto la vettura con giudizi molto contrastanti. Alcuni media hanno parlato di una scelta coraggiosa e necessaria per aprire Ferrari a una nuova clientela globale più giovane e già abituata alla mobilità elettrica mentre altri vedono nella Luce un modello troppo distante dalla tradizione sportiva del marchio.

Il punto centrale, però, è che Ferrari non sembra voler sostituire la propria identità storica. La Luce è una sorta di estensione della gamma, un prodotto destinato a convivere con le tradizionali motorizzazioni V8 e V12 e non a prenderne il posto.

Perchè il crollo delle azioni Ferrari sembra soprattutto tecnico

Attribuire il tonfo di oggi esclusivamente alla presentazione della Ferrari elettrica rischia quindi di essere una lettura superficiale. Il mercato probabilmente sta reagendo soprattutto alla dinamica tecnica del titolo dopo una salita molto rapida e quasi verticale.

In appena cinque sedute le azioni Ferrari avevano guadagnato oltre il 10%, riportandosi in prossimità dei massimi recenti. Una progressione così intensa tende spesso ad attirare vendite speculative e prese di profitto di breve periodo, soprattutto in un contesto di mercato caratterizzato da forte volatilità e rotazioni continue tra i settori.

Molti investitori potrebbero così aver semplicemente deciso di monetizzare i guadagni accumulati durante il rally. Nulla di eccezionale ma al contrario un comportamento molto frequente quando un titolo corre velocemente senza particolari pause intermedie.

Anche perchè il mercato aveva già avuto modo di conoscere gran parte delle caratteristiche della Luce nei mesi precedenti. Ferrari aveva infatti strutturato la presentazione del progetto in più fasi, anticipando progressivamente dettagli su piattaforma, interni, design e tecnologia. Non siamo quindi davanti a una sorpresa improvvisa capace di cambiare radicalmente la percezione del business.

Anzi, sotto molti aspetti la strategia di Ferrari resta immutata. La società continua a puntare su una produzione limitata, sull’esclusività del marchio e su margini estremamente elevati. La Luce non sarà una vettura destinata ai grandi volumi ma un modello premium con prezzi che partono da circa 550 mila euro e che possono facilmente salire verso i 700 mila euro con le personalizzazioni.

Questo significa che il progetto elettrico, almeno nella visione di Maranello, non nasce per inseguire il mercato di massa delle EV ma per rafforzare ulteriormente il posizionamento ultra-luxury del marchio.

La vera sfida di Ferrari sarà convincere una nuova clientela

La questione centrale per gli investitori non riguarda tanto l’impatto immediato della Luce sui conti della società, quanto piuttosto la capacità di Ferrari di allargare la propria clientela mantenendo intatta l’esclusività del brand.

La casa di Maranello si sta muovendo in un mercato che sta cambiando rapidamente. Da una parte ci sono concorrenti storici come Porsche e Lamborghini che stanno rallentando sulla transizione elettrica pura. Dall’altra stanno emergendo nuovi competitor tecnologici cinesi molto aggressivi nel segmento premium elettrico.

Ferrari sembra aver scelto una strada autonoma. La Luce punta infatti a clienti con elevata capacità di spesa che cercano tecnologia, comfort e innovazione senza rinunciare al prestigio del marchio. Non è un caso che molta attenzione sia stata dedicata all’esperienza sensoriale, compreso un sound sviluppato per mantenere una connessione emotiva con la guida anche in assenza del classico motore termico.

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Per il momento, però, il mercato continua soprattutto a valutare Ferrari come titolo del lusso ad altissima marginalità più che come scommessa sull’elettrico. Ed è proprio per questo motivo che il crollo di oggi sembra avere caratteristiche prevalentemente finanziarie e speculative piuttosto che industriali.

Cosa guardare ora sulle azioni Ferrari?

A seguito proprio del forte storno in atto mentre è in corso la redazione dell’articolo, è normale che il focus si sposti proprio sulla tenuta del del supporto in area 290 euro e questo perchè dal punto di vista tecnico sarà fondamentale capire se le vendite saranno destinate a esaurirsi rapidamente oppure se il titolo della Rossa entrerà in una fase di consolidamento più ampia dopo il rally dell’ultima settimana.

Sul piano fondamentale, invece, il mercato continuerà a monitorare la capacità di Ferrari di mantenere elevati i margini operativi, la forza della domanda nel segmento luxury e l’accoglienza commerciale della nuova gamma elettrica.

La Luce rappresenta sicuramente una svolta simbolica per Ferrari, ma al momento il sell-off di Piazza Affari sembra raccontare soprattutto una storia di prese di profitto, eccesso rialzista e volatilità di breve periodo. Non una bocciatura definitiva della prima Ferrari elettrica.

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