insegna MPS e grafico a candele
Azioni MPS e trimestrale (www.risparmioggi.it)
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Nella seconda seduta della settimana il titolo Monte dei Paschi ripartirà da 9,33 euro, grossomodo lo stesso livello di venerdì e di giovedì. Sono infatti almeno tre sedute di fila (quattro allargando anche a quella di mercoledì scorso che si era chiusa a 9,3 euro) che le azioni MPS si muovono in un trading range strettissimo e difficile da decifrare. Nel pre-market di oggi è però arrivato un potenziale assist che potrebbe permette alla banca toscana di muoversi con maggiore convinzione: la trimestrale.

L’uscita dei conti del primo trimestre 2026 prima dell’apertura della seduta si potrebbe tradurre in un immediato impatto sul titolo già a partire dal primo istante di scambi. L’idea da React è semplice: la trimestrale Monte dei Paschi permetterà alle azioni MPS di riprendere la loro marcia in borsa (i prezzi nell’ultimo mese sono saliti del 15%) oppure sarà un non evento?

Come sempre al risposta dipenderà dal raffronto tra quelli che sono stati i conti e quelle che erano le previsioni.

Tutta la trimestrale di Monte dei Paschi nel dettaglio

Il primo elemento che emerge dalla trimestrale è la netta accelerazione della redditività operativa. Nel primo trimestre 2026 il margine di intermediazione primario è salito fino a 1,65 miliardi di euro, contro i circa 941 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Una crescita impressionante che riflette soprattutto l’impatto del consolidamento di Mediobanca, capace da sola di contribuire per quasi 700 milioni di euro.

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Il dato che il mercato probabilmente osserverà con maggiore attenzione riguarda però il margine di interesse, balzato oltre quota 1 miliardo di euro rispetto ai 543 milioni precedenti. Anche in questo caso il contributo di Mediobanca è stato determinante, ma ciò che conta davvero è il cambio di scala dell’intero gruppo. MPS non appare più come una banca impegnata soltanto nel completamento del proprio risanamento, ma come un soggetto con una capacità di generare ricavi decisamente superiore rispetto al passato.

Molto forte anche il dato sui ricavi complessivi, arrivati a 1,96 miliardi di euro. Anche depurando il contributo straordinario legato a Mediobanca, il livello dei ricavi rimane comunque robusto e indica che il business core della banca sta mantenendo una buona capacità di tenuta.

Un altro elemento che potrebbe sostenere il sentiment sulle azioni MPS riguarda l’efficienza operativa. Il cost/income ratio è infatti sceso al 43,8%, migliorando rispetto al 46,5% precedente. Ricordiamo che questo indicatore è importantissimo perché misura quanto una banca riesca a trasformare i ricavi in utile operativo. Più il valore scende, maggiore è l’efficienza della struttura.

Scendendo nel conto finanziario, c’è poi la voce del risultato operativo netto che risulta quasi raddoppiato rispetto allo scorso anno, raggiungendo circa 947 milioni di euro. Ennesimo segnale di peso perché mostra come la crescita dei ricavi non sia stata assorbita da un aumento incontrollato dei costi.

Utile netto e qualità del credito di Monte dei Paschi

Se la parte reddituale appare molto solida, la trimestrale offre indicazioni positive anche sul fronte della qualità degli attivi. Ed è proprio questo uno degli aspetti più osservati dal mercato quando si analizzano le banche italiane.

L’utile netto del trimestre è salito a oltre 520 milioni di euro rispetto ai 413 milioni dello stesso periodo del 2025. Anche qui il contributo di Mediobanca è stato rilevante, ma il messaggio che arriva al mercato è chiaro: la nuova configurazione del gruppo consente una capacità di generazione di utili significativamente più elevata.

Parallelamente continua il miglioramento sul fronte dei crediti deteriorati. Le esposizioni lorde problematiche sono diminuite rispetto a fine 2025, mentre quelle nette sono scese a 1,8 miliardi di euro. Ancora più interessante il dato relativo alla copertura dei crediti deteriorati, salita oltre il 50%. Questo significa che la banca dispone di maggiori protezioni contro eventuali rischi futuri.

Tutti questi numeri confermano la riduzione del rischio percepito sul titolo MPS. Negli ultimi anni una parte consistente dello sconto valutativo di Monte Paschi derivava proprio dalle incertezze sulla qualità degli attivi e sulla sostenibilità patrimoniale. Oggi invece il quadro appare molto più stabile.

Anche i finanziamenti verso la clientela mostrano segnali di espansione. Il totale ha raggiunto oltre 146 miliardi di euro, sostenuto soprattutto dalla crescita dei mutui e delle operazioni pronti contro termine.

Il mix tra crescita degli utili, riduzione del rischio creditizio e miglioramento dell’efficienza operativa rappresenta probabilmente il principale driver che potrebbe riportare il titolo in rialzo in borsa.

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Le azioni MPS possono tornare a correre? Ecco cosa guarda il mercato

La vera domanda adesso è capire se tutti questi numeri siano sufficienti per riportare gli acquisti sulle azioni Banca Monte dei Paschi di Siena.

Dal punto di vista fondamentale, la trimestrale sembra offrire diversi elementi favorevoli. La banca presenta coefficienti patrimoniali solidi, con un CET1 ratio al 15,9% e un Total Capital Ratio vicino al 18%. Si tratta di livelli che trasmettono stabilità e che riducono le preoccupazioni legate alla capacità della banca di affrontare eventuali fasi di rallentamento economico.

Inoltre il patrimonio netto superiore ai 30 miliardi di euro rafforza ulteriormente il profilo del gruppo.

Tuttavia il mercato potrebbe mantenere un atteggiamento prudente nel breve periodo. Una parte della crescita dei numeri è infatti legata all’integrazione di Mediobanca e gli operatori potrebbero voler capire se nei prossimi trimestri emergeranno ulteriori sinergie oppure se il picco di crescita sia già stato incorporato nelle quotazioni.

C’è poi un altro elemento da considerare: dopo il forte recupero degli ultimi mesi (+16% la prestazione anno su anno) le azioni MPS sono diventate più sensibili alle prese di beneficio. Questo significa che anche una trimestrale molto positiva potrebbe non tradursi immediatamente in un rally esplosivo se parte delle aspettative fosse già stata scontata dal mercato.

Ad ogni modo va preso atto che il quadro che emerge dai conti trimestrali appare decisamente costruttivo.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.