Le premesse della mattinata sono state confermate dall’andamento nel primo pomeriggio: quella di oggi è una giornata “no” per le azioni Leonardo. Lo dicono i numeri (-5% a 50,4 euro il dato quando manca circa un’ora e mezza alla chiusura delle contrattazioni) e lo dicono i volumi record. A fare peggio di Leonardo sono solo le azioni Avio in caduta libera di oltre 8 punti percentuali. In pratica è tutto il settore difesa & aerospazio che nella prima di ottava viene sommerso dalle vendite.
Quasi un paradosso se si considera che Borsa Italiana oggi aveva aperto gli scambi con la paura di dover fare i conti con una ripresa della guerra tra Usa e Iran dopo che Trump aveva bollato come irricevibili le risposte di Teheran al piano di pace americano. E invece niente rifugio sulla difesa per speculare sul ritorno dei venti di guerra ma anzi raffica di sell.
Non c’è niente da fare: le azioni Leonardo sembrano proprio essere incapaci di cavalcare la tensione in Medio Oriente. Era già apparso chiaro a marzo quando il conflitto Usa-Iran era esploso, ed è evidentissimo alla luce di quello che sta accadendo adesso. Una grande delusione per chi riteneva che Leonardo avrebbe rivissuto quanto successo nei primi anni della guerra tra Russia e Ucraina.
C’è però un altra faccia della medaglia: e se con il crollo di oggi, comprare azioni Leonardo tornasse ad essere più accessibile? In effetti i prezzi attuali sono più bassi del 12% rispetto a quelli di un mese fa ed è normale che ci sia la tentazione di entrare sfruttando queste valutazioni. Non sarebbe però la prima volta che dietro una potenziale occasione di ingresso ci fosse una trappola. E allora, cosa fare?
Iniziamo con il mettere a fuoco le ragioni del crollo del colosso della difesa.
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Perchè le azioni Leonardo crollano nonostante la tensione Usa-Iran
La cronaca degli ultimi mesi lo ha detto chiaramente: al di là di qualche picco speculativo, le azioni Leonardo non hanno mai davvero sfruttato l’assist rappresentato dalla guerra in Iran. Non è un problema solo del colosso italiano. Pur considerando le varie sfumature, per tutte le big europee della difesa vale lo stesso discorso. Se il driver Iran fosse stato cavalcato, sarebbe stato solo per motivi speculativi mancando un “coinvolgimento” reale per la difesa europea.
Poichè la speculazione non c’è stata (o è stata limitata), è palese che oramai il mercato sta guardando alla realtà dopo aver premiato per anni le big europee della difesa. Cosa significa tutto questo? Semplicemente servono fatti concreti che non possono essere ovviamente i nuovi ordini (quelli ci sono stati nel 2025 e sono proseguiti nel primo trimestre del nuovo anno) ma che può invece essere la piana e veloce attuazione dei piani di riarmo dell’Europa.
Chi ha da tempo azioni europee della difesa nel suo portafoglio lo sa bene: furono gli annunci sull’aumento delle spese militari nazionali e i vari piani di riarmo dell’Unione Europea (re-Arm e successivi) a scatenare l’euforia sul settore.
Ora però i tempi sono del tutto diversi e la vicenda della tedesca Rheinmetall getta ombre sul settore. Il colosso teutonico è andato a picco a Francoforte per effetto di un duro report di JP Stanley dove, accanto al consiglio di non sovrappesare più il titolo in portafoglio, c’è un allarme sull’effettiva capacità della quotata di raggiungere i propri target.
Gli analisti della banca d’affari Usa lo hanno detto chiaramente: le probabilità di una revisione al ribasso degli utili per azione (EPS) di Rheinmetall sono più alte di quelle di una revisione al ribasso. Un “alert” che, inevitabilmente, ha causato il classico effetto domino su tutto il settore causando anche il sell sull’italiana Leonardo. Meccanismo del tutto naturale ma c’è anche un lato “inconfessabile” che sta accarezzando più di qualche investitore e che va altro le causalità dell’effetto domino: e se anche Leonardo dovesse essere in questa situazione?
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Come regolarsi con le azioni Leonardo?
Leonardo non è Rheinmetall e a dirlo sono le prestazioni di medio e lungo termine. Su tutti i titoli europei della difesa non c’è stato alcun impatto positivo della guerra in Iran ma mentre il colosso tedesco da inizio anno ha perso il 26%, la big italiana ha lasciato sul parterre solo l’1%. Questo per dire che di certo il sentiment sulla difesa non è più quello dello scorso anno, ma Rheinmetall paga anche questi domestiche che, almeno per adesso, non interessano Leonardo.
Proprio questa differenza rinfocola l’idea da React: i prezzi più contenuti di Leonardo sono occasione di acquisto? Tanto per iniziare il ribasso è solo da inizio anno perchè su base annua c’è un verde del 12% (quindi come LDO è salita rispetto a un anno fa). Detto questo, come ribadito dagli analisti di Intermonte, l’attuale debolezza del settore è per forza una occasione di acquisto (in ottica investing) perchè comunque la crisi geopolitica in atto è la più profonda degli ultimi 50 anni e perchè dopo anni in cui gli investimenti sulla difesa sono stati molto bassi, nel lungo termine non potrà che esserci un recupero.
Quindi in ottica di lungo periodo le azioni Leonardo continuano ad essere interessanti.
A confermare questa ipotesi il fatto che il target price medio sulle azioni Leonardo sulla base di 18 valutazioni attive* è di 69,2 euro ossia circa il 30% rispetto ai prezzi correnti. Non solo ma chi vede “peggio” il titolo, ha fissato obiettivo di prezzo a 61 euro, sempre sopra ai valori correnti. Quindi c’è una view positiva che è condivisa.
*Dati Marketscreener all’11 maggio 2026
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