un modello di Ferrari
Trimestrale Ferrari (www.risparmioggi.it)
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E’ questa la domanda, osiamo dire inevitabile, guardando ai conti trimestrali di Ferrari. Per quale oscuro motivo il titolo della Rossa di Maranello sta andando a picco in borsa nonostante sia i ricavi che la redditività siano risultati addirittura in leggero miglioramento e soprattutto nonostante la conferma della guidance su tutto l’esercizio 2026? In effetti c’è un profondo contrasto tra i numeri della trimestrale di Ferrari (li vedremo tra poco) e i numeri di borsa.

Nel primo pomeriggio, le azioni Ferrari segnando un crollo del 3,7% ad appena 280 euro dopo aver raggiunto un minimo intraday a 277,60 euro. Il timing è impressionante con le vendite che sono esplose non appena è stata diffusa la trimestrale dando quasi l’impressione che da parte del mercato si fosse una profonda delusione sui risultati. Ipotesi che troverebbe sostegno anche nel fatto che il titolo RACE, sicuramente sfruttando l’effervescenza dimostrata da Borsa Italiana oggi, per tutta la prima parte della mattinata si sia addirittura mosso sopra il prezzo di apertura registrando un massimo di seduta a 297,3 euro. Poco prima delle 13 la pubblicazione dei risultati, e da quel momento le azioni Ferrari sono andate in caduta libera sul fondo del Ftse Mib.

Eppure proprio questa ipotesi si scontra con gli altri numeri, quelli dei conti trimestrali, che negativi non sono stati. Anzi.

E allora per provare a rispondere alla domanda sul perchè Ferrari stia crollando dopo la trimestrale proprio dai risultati è il caso di partire.

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Come è andata la trimestrale di Ferrari nel dettaglio

Ferrari ha archiviato il primo trimestre con ricavi netti pari a 1,85 miliardi di euro, segnando un incremento del 3% rispetto agli 1,79 miliardi dello stesso periodo del 2025 (+6% a cambi costanti). Il dato è stato sostenuto sia dal comparto automotive sia dalle attività collaterali legate al brand.

Le consegne totali si sono attestate a 3.436 vetture, mentre il segmento auto e ricambi ha generato ricavi per 1,56 miliardi. Parallelamente, i conti hanno evidenziato una dinamica particolarmente positiva per le attività ad alto margine: sponsorizzazioni, commerciale e brand hanno raggiunto 218 milioni di euro, in crescita a doppia cifra (+14% su base annua). Proprio elemento conferma come Ferrari stia rafforzando sempre di più la propria natura di luxury brand globale, meno dipendente dal solo ciclo delle vendite auto.

Sul fronte della redditività, i dati restano tra i più solidi dell’intero settore automotive. In particolare l’Ebitda è salito a 722 milioni di euro, in aumento del 4% e superiore alle aspettative di mercato, con un margine del 39,1%. Inutile girarci attorno perchè si è trattato di un livello di eccellenza che pochi competitors globali riescono a replicare.

Scendendo nel conto economico, il risultato operativo di Ferrari è attestato a 548 milioni di euro, leggermente superiore rispetto ai 542 milioni dello scorso anno, anche se il margine sui ricavi è sceso marginalmente al 29,7% (dal 30,3%). Per finire, l’utile netto è rimasto stabile a 413 milioni di euro, evidenziando una tenuta complessiva della profittabilità.

Nel complesso, Ferrari ha dimostrato una capacità di pricing e controllo dei costi estremamente efficace, che le permesso di proteggere i suoi margini anche in presenza di pressioni esterne.

Altro elemento chiave della trimestrale della Rossa è la generazione di cassa con il free cash flow industriale che ha raggiunto 653 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente, sostenuto dalla redditività e da dinamiche favorevoli nei flussi operativi.

La posizione finanziaria industriale netta a fine marzo è risultata positiva per 388 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto al leggero indebitamento di inizio anno.

Un modello resiliente anche in contesti complessi

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dai conti trimestrali è la resilienza del modello Ferrari. Nonostante le incertezze legate allo scenario internazionale, in particolare alla crisi in Medio Oriente, il gruppo di Maranello è riuscito a mantenere una traiettoria di crescita in tutte le principali aree di business. Il management ha sottolineato come il contributo futuro sarà sempre più diversificato: oltre alle auto, cresceranno le attività di racing, le sponsorizzazioni e il segmento lifestyle, insieme agli investimenti nella trasformazione digitale e nell’espansione del brand.

Insomma quello che dicono i numeri è che nonostante un contesto complesso, Ferrari è riuscita a mantenere una crescita e una redditività elevate confermando la solidità del suo modello di business con performance in miglioramento e una visibilità sufficiente per ribadire le stime in essere sull’esercizio 2026.

Passiamo quindi appunto all’outlook.

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Le previsioni di Ferrari per il 2026

Alla luce dei risultati del primo trimestre, Ferrari ha deciso di confermare integralmente la guidance per il 2026, segnale di una buona visibilità sull’evoluzione dell’anno.

Nel dettaglio il gruppo di Maranello prevede:

  • ricavi complessivi intorno ai 7,5 miliardi di euro
  • Ebitda adjusted superiore a 2,93 miliardi, con margini oltre il 39%
  • risultato operativo adjusted oltre 2,22 miliardi di euro
  • utile per azione adjusted superiore a 9,45 euro
  • free cash flow industriale oltre 1,5 miliardi di euro

Queste proiezioni sembrano confermare la solidità del percorso di crescita anche grazie a un posizionamento unico nel segmento del lusso e a una domanda che resta strutturalmente elevata.

La strategia è ampiamente nota: crescere in modo controllato, mantenendo esclusività e marginalità. Gli investimenti nel marchio, nel racing e nelle attività ad alto valore restano la leva per sostenere i target.

Tutto positivo ma…già noto. Ed è qui il punto.

Come regolarsi con le azioni Ferrari adesso

Le azioni Ferrari stanno crollando nel post-trimestrale sia perchè i conti non hanno sorpreso praticamente nessuno e sia perchè le attuali valutazioni del titolo già incorporavano un risultato positivo. Da qui le prese di profitto che stanno caratterizzando il titolo della Rossa. Con il crollo di oggi, le azioni Ferrari passano in rosso su base mensile e allargano il passivo accumulato da inizio anno a quasi il 10%. Gli oltre 320 euro raggiunti a metà aprile al culmine di una fase di rimbalzo sembrano essere sempre più lontani.

E allora come regolarsi? I fondamentali di Ferrari restano solidi e lo stesso dicasi per la view degli analisti. Su 18 coperture attive censite da MarketsScreener, accumulate è il rating medio con ben 8 buy e nessun sell. Parallelamente anche il prezzo obiettivo medio è posizionato in alto: 368 euro con potenziale di upside di oltre il 26%. Tra gli analisti più ottimisti quelli di Deutsche Bank che hanno fissato l’obiettivo di prezzo a 460 euro! Quelli più pessimisti comunque vedono RACE a 300 euro, comunque più dei valori correnti.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.