Il fulcro dell’asta BTP del 29 aprile 2026 (ultimo appuntamento del mese con i titoli di stato) sarà il nuovo BTP a 5 anni. ISIN da assegnare (a differenza dei BOT non viene specificato al momento della comunicazione), il quinquennale sarà il vero protagonista del collocamento per dimensioni, funzione nella curva dei rendimenti e interesse atteso da parte degli operatori.
Il Tesoro affiancherà a questo titolo anche una riapertura sul tratto lungo (BTP a 15 anni scadenza 01/03/2035 oramai con vita residua di 9 anni) e un CCTeu nuovo di zecca in scadenza il 15/04/2036. Dinanzi a un nuovo BTP a 5 anni destinato a diventare riferimento per la scadenza intermedia, gli altri titoli in asta sono destinati a restare al massimo complementari nella strategia complessiva di funding. Quindi proprio dal nuovo quinquennale ci sembra giusto partire con l’analisi.
Indice
Nuovo BTP a 5 anni in asta il 29 aprile 2026: le caratteristiche
Il nuovo BTP a 5 anni viene collocato in prima tranche, con data di emissione fissata al 4 maggio 2026 e scadenza al 1 giugno 2031. L’ammontare offerto si colloca in un intervallo tra 3,5 e 4 miliardi di euro, quota che rappresenta la componente principale dell’asta.
La cedola annua lorda è pari al 3,15%, ritorno coerente con il posizionamento attuale della curva italiana sulla parte medio-breve (in rialzo per effetto della crisi in Medio Oriente e qualcuno azzarda anche per le tensioni politiche sul governo Meloni). In termini operativi, il titolo presenta una struttura standard ma con una particolarità iniziale: la prima cedola è corta e sarà pagata il prossimo 1 giugno 2026, quindi dopo soli 28 giorni dal regolamento. Il tasso applicato su questo primo periodo è pari allo 0,242308%, calcolato su un semestre teorico di 182 giorni.
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Dalla seconda cedola in poi, il flusso torna regolare con pagamenti semestrali ogni 1 giugno e 1 dicembre. Il timing cedolare rende il nuovo BTP a 5 anni facilmente integrabile nei portafogli obbligazionari già strutturati su base semestrale.
La finanziario finanziario, il BTP quinquennale si posiziona come strumento di equilibrio tra rendimento e rischio durata. Non è il più amato dagli italiani (la preferenza dei risparmiatori è sempre andata al settennale) ma offre una visibilità chiara dei flussi cedolari e una volatilità inferiore rispetto alle scadenze più lunghe, mantenendo al tempo stesso un rendimento superiore rispetto al breve termine. È un titolo che si presta a strategie di allocazione sulla parte intermedia della curva, con funzione sia di carry sia di gestione del rischio tasso.
Anche tranche 16 del BTP a 15 anni in asta: le caratteristiche
Accanto al nuovo quinquennale, il Tesoro propone la riapertura del BTP a 15 anni con scadenza 1 marzo 2035, giunto alla sedicesima tranche. Si tratta di un titolo già ampiamente distribuito sul mercato, con una cedola annua del 3,35% e una vita residua di circa nove anni.
L’importo in asta è compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro, dimensione più contenuta rispetto al nuovo benchmark a 5 anni. La riapertura consente di aumentare la liquidità del titolo sul secondario.
Il BTP a 15 anni è molto usato in operazioni di finanziamento e gestione della liquidità, inclusi impieghi in ambito repo. Per gli investitori, il titolo rappresenta un’esposizione più lunga sulla curva, con maggiore sensibilità ai movimenti dei tassi ma anche con un profilo cedolare più elevato.
Calendario asta BTP 29 aprile 2026: prenotazioni, scadenze e regolamento
Il calendario dell’asta segue una sequenza precisa che richiede attenzione operativa. Le prenotazioni da parte del pubblico devono essere effettuate entro il 28 aprile 2026, termine oltre il quale non è più possibile accedere all’asta ordinaria.
Le domande in asta vengono raccolte entro le ore 11:00 del 29 aprile 2026, momento in cui si chiude la finestra per la partecipazione diretta degli operatori abilitati. Successivamente, il Tesoro procede alla determinazione del prezzo di aggiudicazione e delle quantità effettivamente collocate.
È prevista anche un’asta supplementare il 30 aprile, riservata agli specialisti in titoli di Stato, con scadenza per la presentazione delle richieste fissata alle 15:30. In questa fase può essere collocata una quota aggiuntiva fino al 30% dell’importo massimo assegnato nell’asta ordinaria, contribuendo a completare il funding.
Il regolamento delle sottoscrizioni è fissato per il 4 maggio 2026. E’ in quella data che avviene il trasferimento dei fondi dagli investitori al Tesoro e l’assegnazione dei titoli nei portafogli. Si va più lunghi rispetto al solito con il regolamento essendoci di mezzo l’1 maggio.
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Il meccanismo di collocamento è quello dell’asta marginale, con determinazione discrezionale del prezzo. Le offerte vengono accettate fino al raggiungimento dell’importo stabilito, escludendo quelle ritenute non in linea con le condizioni di mercato. In caso di eccesso di domanda al prezzo marginale, si procede con riparto pro-quota.
Come prendere parte per tempo all’asta del 29 aprile 2026
La partecipazione all’asta del 29 aprile richiede un coordinamento puntuale con il proprio intermediario. Il rispetto della scadenza del 28 aprile per le prenotazioni è essenziale, poiché rappresenta l’unico canale di accesso per gli investitori non istituzionali.
Per gli operatori professionali, la gestione dell’ordine implica la definizione di un prezzo limite coerente con le aspettative di mercato, tenendo conto della domanda prevista e delle condizioni della curva. L’asta marginale introduce un elemento di discrezionalità che rende rilevante il posizionamento strategico delle offerte.
Gli investitori retail partecipano indirettamente, ma devono comunque agire per tempo. L’inserimento anticipato dell’ordine dal proprio conto titoli evita eventuali criticità operative.
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