Fin dal primo istante di contrattazioni le azioni LVMH sono state bersagliate dalle vendite. Il titolo francese del lusso si è portato in area 472 euro con un ribasso di circa 2 punti percentuali rispetto a ieri e dinamica ribassista in corso di costruzione essendo stato toccato un minimo intraday a 467 euro. Per adesso è eccessivo parlare di un crollo ma la tensione sul titolo transalpino è palese come evidenti sono anche i motivi delle forti vendite.
Ieri sera a mercati chiusi, LVMH ha infatti diffuso i conti trimestrali. In base a quello che si può vedere mentre è in corso la redazione dell’articolo, qualcosa non è andato come il mercato sperava. Da qui il calo in borsa. Tra l’altro la flessione pesa anche sulla prestazione di medio e lungo termine del titolo. Se su base mensile più o meno resta tutto invariato, da inizio anno, a causa del calo odierno, il rosso si aggiorna ad oltre il 26%. In questo passivo c’è tutta la difficoltà attraversata dal comparto lusso per effetto della guerra in Medio Oriente. La trimestrale poteva essere un’occasione di rilancio ma così non è stato.
Trimestrale LVMH nel dettaglio: ecco come è andata
Nel primo trimestre 2026 LVMH ha evidenziato una dinamica poco lineare con ricavi pari a 19,1 miliardi di euro, in calo del 6% su base reported rispetto ai 20,3 miliardi dello scorso anno. Su base organica, invece, la crescita si è attestata a +1%, in linea con le aspettative del mercato e in continuità con i trimestri precedenti.
Particolarmente debole il core business della maison francese. Il segmento Fashion & Leather Goods è infatti finito sotto pressione con ricavi scesi a circa 10,1 miliardi di euro, in ribasso del 2% su base annua. Per il segmento si è trattato del settimo trimestre consecutivo in calo. Anche su base più ampia, la divisione ha risentito di un rallentamento della domanda, confermando un trend meno favorevole per il core business del gruppo.
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Nonostante alcune iniziative di prodotto e il contributo positivo di singoli brand, la divisione non è riuscita a invertire il ciclo negativo. Proprio questo elemento potrebbe aver rappresentato uno dei principali fattori di preoccupazione per il mercato, considerando il peso strategico del Fashion & Leather Goods nella generazione di margini e nella percezione del brand complessivo.
Questa divergenza ha rappresentato un elemento centrale per gli investitori: se da un lato il dato organico ha confermato una tenuta operativa, dall’altro il calo complessivo ha riflesso l’impatto di variabili esogene, tra cui cambi e contesto macroeconomico. Il trimestre è stato influenzato in modo significativo dal quadro geopolitico, in particolare dalle tensioni in Medio Oriente, che hanno inciso negativamente sulla crescita complessiva per circa un punto percentuale.
Al di fuori del core business, il gruppo ha mostrato una dinamica più articolata. La divisione Watches & Jewelry ha infatti registrato una crescita organica significativa (+7%), sostenuta in particolare dalle performance di Tiffany & Co. e Bulgari.
Anche il segmento Wines & Spirits ha evidenziato una crescita organica del 5%, pur mostrando una lieve flessione a livello reported. Il Selective Retailing ha confermato un andamento positivo (+4% organico), grazie soprattutto alla solidità di Sephora, che ha continuato a guadagnare quote di mercato a livello globale.
La divisione Perfumes & Cosmetics è rimasta sostanzialmente stabile su base organica, mentre ha registrato una contrazione a livello reported.
Nel complesso la diversificazione che caratterizza LVMH si è mostrata efficace, ma non sufficiente a compensare la debolezza del segmento principale.
Geografie e contesto: impatto del Medio Oriente sulla trimestrale LVMH
Anche dal punto di vista geografico, il trimestre ha mostrato un quadro disomogeneo per il gruppo francese. Gli Stati Uniti hanno registrato un avvio d’anno positivo, mentre Europa e Giappone hanno beneficiato di una domanda domestica resiliente, in grado di mitigare il calo del turismo internazionale.
L’Asia (escluso il Giappone) ha confermato un miglioramento delle tendenze, mostrando una crescita sostenuta e coerente con il recupero osservato nella seconda metà del 2025. Al contrario, il Medio Oriente ha rappresentato un elemento di debolezza: guerra Usa – Iran e tensioni geopolitiche hanno inciso negativamente sulla crescita e in alcune aree, come Dubai, le vendite sono crollate.
Nel complesso il geografico ha evidenziato una sensibilità elevata ai fattori esogeni, con impatti diretti sulla domanda nei mercati chiave.
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Cosa preoccupa gli investitori esposti sulle azioni LVMH
Nonostante alcuni segnali incoraggianti arrivati dalla trimestrale, sono i numeri a dire che il mercato ha bocciato i risultati di LVMH. Le vendite sul titolo sembrano riflettere soprattutto la persistente debolezza del segmento Fashion & Leather Goods e una crescita organica giudicata insufficiente per giustificare le valutazioni del settore lusso.
Inoltre, il messaggio del management, improntato a cautela pur mantenendo fiducia sul resto dell’anno, non ha fornito alcun catalyst immediato.
Complice la guerra in Medio Oriente, l’impressione è che il contesto resti caratterizzato da visibilità limitata con un forte peso delle variabili geopolitiche e macroeconomiche nella determinazione del comportamento dei consumatori. Del resto tra i 27 giudizi attivi sul titolo ben 11 sono hold suggerendo appunto una view molto prudenziale. Dalla trimestrale la conferma a questo posizionamento.
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