Le azioni Stellantis hanno aperto il 2026 nel peggiore dei modi: -32% dice l’aggiornamento prezzi a metà febbraio. Un duro colpo per le previsioni bullish sull’andamento del titolo automotive che erano circolate con insistenza alla fine dell’anno scorso. In effetti dopo un 2025 da incubo, il rimbalzo favorito dai prezzi a super-sconto era una prediction con piena legittimazione. E invece nelle prime sei ottave del 2026 sta andando peggio di prima con i prezzi delle azioni Stellantis che sono ancora più a sconto (per non dire su valori stracciati).
Molti investitori si tengono alla larga dalla quotata automotive ritenendo che la caduta non sia ancora finita. Altri sono accarezzati dall’idea speculativa di entrare a sconto perchè più in basso di così non può andare. Ma in fin dei conti a tutti serve stesso segnale: il bottom. Quale potrebbe essere il minimo di mercato di STLA? Dopo il tracollo di inizio anno, è stato raggiunto o ancora no? Provare a rispondere a tutte queste domande significa solo una cosa: affrontare il tema previsioni 2026 sulle azioni Stellantis. Lo faremo nei prossimi paragrafi focalizzando l’attenzione su quatto punti.
- contesto attuale del titolo e trend di medio periodo
- futura strategia societaria
- redditività, flussi di cassa e dividendi
- valutazione degli analisti e target price 2026
Si tratta dei temi più caldi dal punto di vista dell’investitore. Quelli che interessano di più perchè da essi dipendono poi strategia e posizionamento.
Indice
Contesto delle azioni Stellantis a inizio 2026
Alla data del 18 febbraio 2026, il titolo Stellantis quota 6,57 euro, con una performance da inizio anno pari a -32% che riflette una drastica revisione delle aspettative industriali e finanziarie. Il 6 febbraio scorso il gruppo ha annunciato oneri complessivi per 22,2 miliardi di euro legati alla revisione della strategia sui veicoli elettrici a batteria (BEV), per allinearsi a una domanda inferiore alle attese. Di questi, 6,5 miliardi rappresentano deflussi di cassa nei prossimi quattro anni. Nella stessa comunicazione è stata annunciata la sospensione del dividendo 2026, mossa attesa che però ha comunque fatto crollare il posizionamento del titolo presso gli investitori income. In questo contesto la seduta del 6 febbraio si è chiusa con un crollo di oltre il 25% segnando uno spartiacque nello stesso sentiment di mercato.
L’entità delle svalutazioni — inclusi circa 6 miliardi sulla piattaforma elettrica — ha spaventato gli investitori già scossi da quanto accaduto nel 2025 ma fiducioso che il peggio potesse essere alle spalle. E invece no perchè il poco gradito regalo fatto dalla quotata italo francese per l’inizio del nuovo anno è un profit warning di portata storica.
Inutile girarci attorno perchè la realtà è che, almeno nel medio periodo, il trend delle azioni Stellantis è entrato in una fase di de-rating: la priorità è passata dalla distribuzione di cassa alla preservazione della solidità finanziaria e al riposizionamento strategico nel mercato EV. Tutto il resto viene dopo e se. Il CEO Antonio Filosa lo ha detto chiaramente proprio a inizio febbraio: c’è la necessità di riallineare l’offerta.
Questo è il contesto che caratterizza Stellantis a inizio 2026 e che, con tutta probabilità, continuerà per tutto il primo semestre. Le tempistiche per la piena attuazione della revisione strategica e dei nuovi prodotti non saranno infatti brevi. Qualcosa però, a metà febbraio, si inizia a vedere.
La strategia di Stellantis per il 2026
La strategia 2026 di Stellantis va intesa come reimpostazione strutturale del modello industriale e di portafoglio. Dopo aver riconosciuto una sovrastima del ritmo della transizione elettrica, il gruppo ha avviato una revisione profonda delle priorità strategiche, con l’obiettivo di riallineare investimenti, piattaforme e gamma prodotto alle effettive preferenze della domanda. Il nuovo piano, che sarà dettagliato all’Investor Day del 21 maggio, ruoterà attorno a tre direttrici: disciplina del capitale, flessibilità industriale e centralità del cliente.
Primo pilastro: transizione elettrica guidata dal mercato, non dall’imposizione regolatoria. Stellantis conferma il proprio ruolo nello sviluppo dei BEV, ma adotta un approccio modulare, adattando il ritmo degli investimenti alla traiettoria reale delle vendite. Insomma meno capacità anticipata e più selettività nell’allocazione del capitale.
Secondo pilastro: ritorno alla neutralità tecnologica. Il gruppo amplia l’offerta di motorizzazioni ibride e termiche evolute e ha deciso di mantenere – e in alcuni casi rafforzare – la presenza del diesel in Europa. In un contesto in cui i veicoli diesel rappresentano oggi una quota residuale delle immatricolazioni (7,7% nel 2025 secondo ACEA), la scelta ha una valenza competitiva: presidiare un segmento dove i costruttori cinesi, fortemente focalizzati sull’elettrico, non competono. L’attenzione verso il diesel è quindi una strategia difensiva ma anche opportunistica.
Terzo pilastro strategico: recupero dell’esecuzione operativa. Il management punta a colmare i gap industriali emersi nel 2024-2025, capitalizzando sui segnali di ripresa degli ordini e sul miglioramento di volumi e pricing.
Ragionando in termini di previsioni, dal punto di vista industriale e finanziario il 2026 sarà un anno di riequilibrio per Stellantis: archiviato il dogma sull’elettrico, è tempo di più pragmatismo industriale con l’obiettivo prioritario di ripristinare redditività sostenibile e stabilità finanziaria.
🚀Quale è il prossimo step adesso?
Acquista azioni STELLANTIS con XTB: conto gratuito, piattaforma intuitiva.
Previsioni azioni Stellantis 2026: redditività, flussi di cassa e dividendi
Le previsioni 2026 di Stellantis si inseriscono in un quadro di forte deterioramento dei fondamentali, certificato anche dal doppio downgrade di rating (S&P e Moody’s) che ha portato il gruppo al livello più basso dell’investment grade. Il mercato azionario ha già scontato gran parte delle criticità: dal debutto del 2021 le azioni STLA hanno perso quasi metà del valore, con un crollo ancora più marcato rispetto ai massimi del 2024. La borsa, più che anticipare, sta fotografando un cambio di ciclo nella redditività e nella generazione di cassa.
Focalizziamo l’attenzione su redditività, flussi di cassa e remunerazione degli azionisti.
Redditività: margini compressi e recupero rinviato
Il 2026 di Stellantis si preannuncia come un esercizio di transizione. Le indicazioni preliminari parlano di:
- margine EBITDA rettificato intorno al 4%, ben distante dai livelli superiori al 7% considerati sostenibili nel medio termine
- persistenza di pressioni su pricing e mix, soprattutto in Europa
- incertezza sui costi operativi in Nord America, mercato chiave per il rilancio.
Il confronto con i competitor evidenzia il gap: mentre alcuni grandi costruttori mantengono margini operativi positivi e più stabili, Stellantis ha visto un drastico ridimensionamento dell’Ebit nel 2025, con redditività operativa quasi azzerata. Gli oltre 20 miliardi di oneri straordinari legati alla revisione di piattaforme e portafoglio prodotti hanno ulteriormente eroso la profittabilità.
Flussi di cassa: ancora negativi nel 2026
Anche sul fronte finanziario le attese restano prudenti:
- free operating cash flow negativo anche nel 2026, per il terzo anno consecutivo secondo alcune stime
- recupero del cash flow rinviato almeno al 2027
- possibile emissione di fino a 5 miliardi di euro di obbligazioni ibride per rafforzare la struttura patrimoniale.
Dopo il picco di ricavi e utili nel triennio 2021-2023, il fatturato è tornato a contrarsi e la generazione di cassa si è indebolita, complice una strategia passata più orientata a prezzi e dividendi che a volumi e investimenti strutturali. Gli investimenti inferiori rispetto ai principali concorrenti hanno lasciato il gruppo più esposto nella fase di transizione elettrica.
Dividendi: pausa strategica per preservare liquidità
Come abbiamo già accennato, ciò che più di tutto potrebbe aver scoraggiato gli investitori è la scelta di non distribuire dividendi nel 2026. Dopo oltre 16 miliardi distribuiti negli anni precedenti, la priorità per il management diventano:
- conservazione della liquidità
- riduzione del rischio di ulteriore downgrade.
- sostegno al piano di rilancio, con focus sugli Stati Uniti e nuovi modelli.
Tirando una linea, le previsioni 2026 per le azioni Stellantis restano condizionate da tre driver: capacità di riportare il margine verso il 6-7% nel medio termine, ritorno a flussi di cassa positivi e disciplina finanziaria. Il potenziale di recupero esiste, ma il mercato richiederà segnali concreti su execution e competitività prima di rivedere al rialzo le valutazioni.
Target price 2025 sulle azioni Stellantis e valutazioni degli analisti
Dalle previsioni sulla quotata Stellantis a quelle sulle azioni STLA. A metà febbraio il quadro dei target price a 12 mesi sulle azioni Stellantis evidenzia un consenso ancora frammentato, riflesso diretto della ristrutturazione in corso e della revisione della strategia sull’elettrico. Le principali piattaforme di analisi convergono su valutazioni medie comprese tra 8 e 9 euro per la quotazione di Milano, ma con un’ampia dispersione delle stime che segnala elevata incertezza sugli utili futuri.
Secondo i dati aggregati da TradingView, il target medio a 12 mesi sulle azioni STLA (29 coperture attive) si attesta a 8,43 euro. Il range è però particolarmente esteso: si va da un minimo di 5,00 euro a un massimo di 11,86 euro. I rating complessivi espressi da 32 analisti restituiscono invece un consenso bullish segnale che una parte rilevante del mercato ritiene il titolo sottovalutato ai livelli attuali, pur in presenza di rischi esecutivi.
Più prudente l’impostazione rilevata da Investing.com, che indica un target medio di circa 8,72 euro, con stime comprese tra 5 e 12,50 euro. In questo caso la raccomandazione aggregata è classificata come neutrale a testimonianza di un equilibrio tra potenziale di recupero e incertezza sulla traiettoria degli utili, dopo la volatilità che ha colpito il comparto auto.
Infine, i dati di MarketScreener.com mostrano, su 27 valutazioni attive*: 6 Buy, 4 Accumulate, 15 Hold e le restanti Sell, con un target medio di 8,64 euro che implica un upside teorico nell’ordine del 31%. Anche in questo caso la forbice tra i vari obiettivi di prezzo è molto ampia: da un minimo di 5€ che si traduce in una prospettiva di deprezzamento del 24% a un massimo di 13€ che al contrario implica un upside potenziale del 97%! Il potenziale di rimbalzo esiste, ma resta subordinato alla stabilizzazione di margini e flussi di cassa.
Sul fronte delle singole case d’investimento, a febbraio tanti analisti hanno proceduto con il taglio del loro target price. Berenberg lo ha abbassato a 7,8€, Equita a 7,9€, Morgan Stanley a 7€, Intesa SP a 8,3€. Al di là delle varie sfumature, il downgrade è arrivato per incorporare gli impatti degli oneri straordinari e una view più cauta sulle prospettive di breve termine legate alla transizione EV.
Perchè investire sulle azioni Stellantis con XTB

Valutare un investimento sulle azioni Stellantis nel 2026 significa prima di tutto definire l’orizzonte operativo: costruzione di una posizione strategica di medio-lungo periodo oppure operatività tattica per sfruttare volatilità e notizie su margini, rating e transizione elettrica? La scelta dello strumento incide direttamente su rischio, gestione del capitale e obiettivi di rendimento.
Comprare azioni Stellantis in modo diretto è la modalità più lineare per esporsi al gruppo automobilistico. Con le azioni deterrai effettivamente il sottostante ma parteciperai anche a eventuali dividendi futuri (quando ripristinati) e non sarai soggetto a scadenze tecniche o margini di mantenimento. L’acquisto di titoli reali è una soluzione coerente con una logica di accumulo graduale, particolarmente adatta se ritieni che il recupero di redditività e flussi di cassa possa tradursi in una rivalutazione di STLA nel tempo.
Usando il broker XTB, puoi comprare azioni reali Stellantis con zero commissioni fino a 100.000 euro di volume mensile (successivamente 0,2% con minimo 10 euro).
Se invece privilegi una strategia dinamica, i CFD ti consentono di operare sia al rialzo sia al ribasso, sfruttando movimenti di breve periodo legati a trimestrali, revisioni di target price o decisioni delle agenzie di rating. La leva finanziaria ti permette di amplificare l’esposizione con un capitale iniziale inferiore, ma richiede disciplina rigorosa: definizione preventiva di stop loss, sizing coerente e controllo del rischio complessivo.
Anche i CFD su STLA sono disponibili sulla piattaforma xStation 5 di XTB dove puoi trovare grafici avanzati, indicatori tecnici, calendario economico e rapidità di esecuzione in un unico ambiente operativo. La possibilità di gestire azioni reali e CFD dallo stesso account consente di modulare l’esposizione sulle azioni Stellantis in funzione delle condizioni di mercato, mantenendo coerenza strategica e controllo dei costi.
🚀Cosa puoi fare adesso?
Acquista azioni STELLANTIS con XTB: zero commissioni fino a 100.000€.
Azioni Stellantis sono sottovalutate o sono una trappola value?
Alla luce dei fondamentali e delle valutazioni degli analisti, il dilemma resta aperto: le azioni Stellantis sono un’opportunità di recupero o una classica value trap?
Tiriamo le somme.
Da un lato, le metriche di mercato riflettono uno scenario fortemente deteriorato: margini compressi, flussi di cassa negativi attesi anche nel 2026 e rating a un passo dal livello speculativo. Il titolo tratta su multipli depressi proprio perché il mercato sconta un recupero lento e incerto.
Dall’altro lato, però, parte del consenso evidenzia un upside potenziale significativo rispetto ai target medi a 12 mesi, segnale che ai prezzi attuali una quota di rischio è già incorporata. La sospensione del dividendo e il rafforzamento patrimoniale indicano una strategia prudente, orientata a preservare liquidità e stabilizzare la struttura finanziaria prima di tornare a remunerare gli azionisti.
La discriminante tra sottovalutazione e trappola value sarà l’execution e quindi rilancio negli Stati Uniti, successo dei nuovi modelli e progressivo ritorno a margini verso il 6-7%.
In assenza di segnali concreti su redditività e generazione di cassa, il rischio value trap resta elevato. Con evidenze operative solide, invece, la sottovalutazione potrebbe trasformarsi in opportunità di medio termine.
*Dati MarketScreener al 18 febbraio 2026
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















