trader deluso e una Ferrari
Ancora un calo per le azioni Ferrari (www.risparmioggi.it)

Anche nell’ultima di ottava le azioni Ferrari si muovono in ribasso. -0,25% a 305,6 euro è il dato che emerge dopo pochi minuti dall’avvio delle contrattazioni. Una flessione che potrebbe apparire “poca cosa” ma in realtà va a pesare come un macigno. Tanto per iniziare per motivi di statistica perchè il rosso di oggi si traduce per la Rossa di Maranello nell’allungamento a cinque della lista di sedute consecutive in ribasso e poi per ragioni più tecniche con la nuova discesa che significa ulteriore avvicinamento ai 300 euro. E questo è in assoluto il numero che forse fa più paura di tutti in questa storia di borsa.

Come spesso accade però in fasi particolarmente delicate, e quella di Ferrari né è un classico esempio, c’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto e chi vede il bicchiere mezzo pieno. Per i più pessimisti il fatto che il crollo delle azioni RACE sembra quasi essere inesorabile significa solo una cosa: ridurre il posizionamento. Per chi invece vede il potenziale, il rischio di discesa fino a 300 euro è in realtà una occasione nascosta insomma il classico momento favorevole per entrare. Non è nostro compito dire chi ha ragione (su RisparmiOggi non diamo consigli di investimento). Ci limiteremo a riportare solo i fatti.

XTB

  • ✅ Zero commissioni su azioni e ETF reali*
  • ✅ A partire da 10€
  • ✅ Interessi sui fondi non investiti
  • ✅ Cashback 1% su ewallet PRO
*Fino a 100.000€ di volume al mese poi 0,2% - 71% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore

Azioni Ferrari in caduta: ritorno su livelli chiave di lungo periodo

Le azioni Ferrari stanno attraversando una fase di forte ridimensionamento che ha riportato il titolo su valori che il mercato non vedeva da oltre due anni e mezzo. Il titolo, già reduce da un 2025 difficile, ha perso il 3,4% da inizio 2026 e il2,8% solo nell’ultimo mese. Il crollo delle quotazioni ha interrotto bruscamente una traiettoria rialzista pluriennale, durante la quale il titolo aveva costruito valutazioni estremamente ambiziose. Il movimento ribassista in atto da tempo non nasce da criticità operative, bensì da un cambio di percezione sulle prospettive future del gruppo.

Dal punto di vista grafico, il quadro è netto. Dopo il record storico registrato a metà febbraio 2025 in area 493 euro, le azioni Ferrari hanno invertito direzione, avviando una sequenza di massimi e minimi decrescenti. Il risultato è stato una performance annua negativa (-26% il rosso anno su anno) che sorprende tanto soprattutto se confrontata con il forte rialzo del Ftse Mib nello stesso periodo.

In questo contesto, le quotazioni della Rossa di Maranello si sono progressivamente avvicinate alla soglia dei 300 euro, un livello che rappresenta un’area di equilibrio di lungo termine ma che ora, a causa della spinta ribassista, funge da supporto chiave. Il ritorno su questo livello metterebbe in evidenza quanto rapidamente il mercato stia rivedendo le proprie valutazioni sul titolo.

Per Ferrari aspettative riviste, non fondamentali in crisi

Come accennato in precedenza, la correzione delle azioni Ferrari non riflette un deterioramento del business. La Rossa continua a operare con margini elevati, domanda solida e un posizionamento unico nel settore del lusso automobilistico. Tuttavia, ciò che è cambiato è il ritmo di crescita che il mercato si attende per il prossimo decennio.

Durante l’ultimo Capital Markets Day, il management ha fornito indicazioni più caute sugli obiettivi al 2030. La crescita degli utili prospettata, intorno al 6% annuo, è apparsa meno brillante rispetto alle aspettative implicite nei prezzi di borsa e alle precedenti narrative di espansione più rapida. Questo scarto tra attese e guidance ha rappresentato il vero catalizzatore del ribasso.

La risposta degli investitori è stata infatti immediata e violenta. In una sola seduta, il titolo ha messo a segno il peggior drawdown dalla sua quotazione, con perdite a doppia cifra intraday. Un movimento amplificato dal fatto che le azioni Ferrari scontavano multipli molto elevati, tipici dei titoli growth di qualità, ma vulnerabili a qualsiasi revisione delle stime.

Altra faccia della medaglia: il sell-off su Ferrari ha assunto anche la forma di una rotazione ossia uscita dai titoli ad alta valutazione e riallocazione verso comparti percepiti come più difensivi o ciclicamente favoriti.

Freedom24

  • ✅ Azioni gratis con codice WELCOME
  • ✅ Holding quotata al NASDAQ
  • ✅ Nessun deposito minimo richiesto
  • ✅ View con rendimento medio 16%
  • ✅ Assistenza clienti in italiano
Investire comporta un rischio di perdita

Il peso delle banche d’affari sulle azioni Ferrari

Dopo il crollo iniziale, diverse banche d’affari e broker hanno rivisto le proprie valutazioni. Più che i rating sono stati soprattutto i target price ad essere stati ridotti. Basta guardare un qualsiasi sito di screening azionario per rendersi conto che non c’è che l’imbarazzo della scelta tra i tanti downgrade di prezzo obiettivo (tra i più recenti Deutsche Bank che ha calato a 450 euro, UBS a 476,4 euro, HSBC a 345 euro con in più taglio anche del rating a hold).

Al di là delle varie sfumature che non possono che esserci tra le tante valutazioni attive (MarketScreener ne cataloga a metà gennaio ben 17) il minimo comun denominatore tra i tagli di prezzo obbiettivo sono le ragioni: nessuno mette in discussione la solidità del marchio, mentre nel mirino c’è soprattutto un potenziale di rivalutazione visto più contenuto nel medio termine.

Le stime convergono su margini operativi che dovrebbero stabilizzarsi intorno al 29–30% nei prossimi anni, con una crescita più legata al mix di prodotto che all’aumento dei volumi. Un modello che resta solido ma che lascia meno spazio a sorprese positive rispetto al passato. E questo è un dato di fatto.

Cosa fare con le azioni Ferrari in borsa?

Per gli investitori, il movimento delle azioni Ferrari rappresenta una fase di reset delle aspettative. La Rossa resta un asset di qualità, ma il mercato sta ridefinendo il prezzo corretto da pagare per una crescita più moderata. La possibile discesa fino a 300 euro diventa così un banco di prova cruciale per capire se la correzione sia un semplice riequilibrio oppure se possa essere l’inizio di una fase laterale di lungo periodo.

Detto questo, dinanzi al trend ribassista in atto, stanno provando a trovare un minimo per poter entrare. Operazione legittima in situazioni simile ma con un certo livello di rischio e di certo non adatta a tutti i profili. Il punto è che quando c’è una caduta come quella in corso non è semplice comprare sui minimi perchè è complesso capire se la discesa è pronta ad arginarsi. Ecco spiegato perchè c’è chi guarda anche da altri strumenti che consentono una maggiore protezione. Un esempio sono i certificati a capitale condizionatamente protetto con sottostante Ferrari (spesso in basket). A differenza del posizionamento sulle azioni Ferrari, con certificati simili anche ulteriori ribassi fino a un certo punto permettono di speculare. Ce ne sono sul SedEx.

Seguici su Telegram! Iscriviti qui

Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.