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ETF azionari con commissioni più basse (www.risparmioggi.it)
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E’ notizia di oggi che a partire dal prossimo 1 aprile Invesco taglierà le commissioni del suo MSCI World UCITS (meglio noto negli ambienti fidelizzati con il suo ticker ETF SMSWLD) allo 0,05%. Oggi e domani, quindi, saranno gli ultimi giorni di TER allo 0,19% per quello che è uno degli ETF in assoluto più grandi e più liquidi al mondo.

La mossa dell’emittente ha avuto grande eco per due ragioni: primo perchè, a conti fatti, il Total Expense Ratio dell’ETF SMSWLD verrà ridotto di quasi il 75% e secondo perchè, con questa scelta, l’ETF di Invesco diventerà molto competitivo considerando che gli ETF MSCI World degli emittenti competitors applicano attualmente una commissione media dello 0,20%. Con il taglio allo 0,05% delle commissioni, l’ETF SWDA è pronto quindi a rivoluzionare gli equilibri stessi di questo comparto.

In realtà, e questo non tutti lo sanno, allargando un più la settorializzazione ma restando sempre sull’azionario, sul mercato ci sono ETF che già ora vantano commissioni più basse anche di quel 0,05% che dal prossimo primo aprile contraddistinguerà l’ETF SMSWLD. Non stiamo parlando di fondi che permettono di investire in blocco sull’MSCI Word ma restiamo pur sempre nell’ambito degli ETF azionari.

ETF azionari con commissioni più basse dello 0,05%: i criteri di selezione

Qualcosa sui criteri di screening l’abbiamo già anticipata: l’ambito è quello azionario. Ovviamente si tratta di ETF che si possono comprare dall’Europa (c’è il suffisso UCITS) ma soprattutto sono strumenti di investimento con masse gestire per almeno 500 milioni di euro. Sono quindi esclusi gli ETF con commissioni basse ma con patrimoni inferiori a questo limite perchè, come noto, dimensioni ridotte può significare scarsa liquidità.

La differenza tra gli ETF azionari con commissioni più basse dello 0,05% e Invesco MSCI World UCITS riguarda il sottostante replicato. SMSWLD è un ETF che segue l’indice MSCI World che a sua volta replica i titoli azionari di 23 paesi sviluppati di tutto il mondo (anche se, a conti fatti, a pesare di più – circa il 70% sul totale – sono le azioni Usa). Gli ETF azionari con commissioni più basse dello 0,05% che invece abbiamo scovato replicano azioni di specifici mercati. Ovviamente quello americano (e non potrebbe essere diversamente) ma anche quello inglese.

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Quali sono gli ETF azionari con commissioni più basse dello 0,05%

Alla luce dei criteri che abbiamo indicato in precedenza, la classifica degli ETF con TER sotto lo 0,05% è dominata da strumenti che replicano indici azionari statunitensi ossia:

  • SPDR S&P 500 UCITS ETF: con una commissione dello 0,03%, offre esposizione diretta all’indice S&P 500, che rappresenta le 500 maggiori società quotate negli Stati Uniti. È disponibile sia in versione ad accumulazione sia a distribuzione
  • iShares MSCI USA UCITS ETF: anche esso con costi dello 0,03%, replica l’indice MSCI USA, che include un numero più ampio di titoli rispetto all’S&P 500, offrendo quindi una copertura più estesa del mercato americano
  • Amundi Core MSCI USA UCITS ETF: identico per struttura e costi (0,03%), si può ritenere una valida alternativa competitiva al prodotto iShares, con differenze minime legate alla replica e alla gestione
  • UBS Core S&P 500 UCITS ETF: ancora una volta con commissioni dello 0,03%, punta sull’indice S&P 500, confermando come questo benchmark sia il più conteso tra i grandi gestori
  • SPDR S&P 500 ESG Leaders UCITS ETF: sempre allo 0,03%, introduce un filtro ESG (ambientale, sociale e di governance), riducendo il numero di titoli a circa 231 rispetto ai 500 originali.

Tutti ETF con esposizione sull’azionariato Usa quindi e ovviamente se hanno commissioni più basse dello 0,05% non è un caso. I gestori sanno che gli investitori preferiscono l’azionario americano e questo sia per la sua solidità sia per la presenza di colossi tecnologici. Per questo, come scelta aziendale, tendono a comprimere i costi al fine di attrarre flussi e guadagnare quote di mercato.

Se si esclude l’azionario statunitense, il numero di ETF con commissioni inferiori allo 0,05% si riduce sensibilmente, ma non scompare del tutto. Un esempio interessante è Amundi UK Equity All Cap UCITS: con una commissione dello 0,04%, offre esposizione all’intero mercato azionario britannico, includendo società di tutte le dimensioni. È denominato in sterline e distribuisce dividendi.

Si può considerare l’ETF LCUK una delle poche alternative ultra economiche per diversificare geograficamente il portafoglio al di fuori degli Stati Uniti.

Perché le commissioni sono così basse

Dietro commissioni più basse dello 0,05% c’è una combinazione di fattori strutturali. Innanzitutto, gli ETF che replicano indici come S&P 500 o MSCI USA beneficiano di economie di scala enormi e quindi gestiscono patrimoni miliardari e operano su mercati estremamente liquidi.

Inoltre, la replica passiva di questi indici è relativamente semplice. Non richiede analisi complesse o strategie attive, ma solo la riproduzione fedele del benchmark. Ciò riduce drasticamente i costi operativi.

Un altro elemento chiave è la strategia commerciale dei grandi emittenti. ETF con commissioni bassissime fungono spesso da prodotti civetta: attirano investitori sulla piattaforma del gestore, che poi può offrire altri strumenti più remunerativi.

Infine, la competizione tra i principali operatori ha creato una pressione costante verso il basso. Quando un player riduce le commissioni, gli altri sono costretti a seguirlo per non perdere competitività. Ecco perchè la mossa di Investo sul suo ETF MSCI World UCITS potrebbe destabilizzare gli strumenti degli emittenti concorrenti.

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La corsa agli ETF ultra low cost: una competizione globale

Il mercato degli ETF è dominato da pochi grandi player globali, tra cui iShares, SPDR, Amundi e UBS, che competono direttamente su prodotti simili. Questa competizione si è tradotta in una progressiva riduzione delle commissioni, soprattutto sugli ETF più core, cioè quelli che replicano i principali indici azionari.

Gli ETF con costi inferiori allo 0,05% si concentrano principalmente su mercati molto liquidi e maturi, dove la replica passiva è più semplice ed efficiente. In particolare, il mercato azionario statunitense rappresenta il terreno ideale per questa sfida: elevata capitalizzazione, ampia diversificazione e forte domanda da parte degli investitori europei.

Il risultato è una convergenza dei costi: diversi ETF praticamente identici per esposizione applicano commissioni quasi sovrapponibili, arrivando a livelli minimi dello 0,03% annuo.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.