La gestione del risparmio tramite l’investimento in obbligazioni bancarie garantite potrebbe implicare, talvolta, vendere questo prodotto prima della scadenza. In questa sede verranno analizzati, anche tramite esempi pratici, elementi quali il rendimento delle covered bonds, come vengono anche chiamate le obbligazioni bancarie e gli eventuali rischi cui i sottoscrittori potrebbero andare incontro mediante lo smobilizzo anticipato del capitale impiegato in obbligazioni.

Le obbligazioni bancarie garantite: cosa sono?

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Si chiamano obbligazioni bancarie garantite quei titoli di debito che sono emessi dagli istituti bancari per ottenere liquidità. Il cliente che decide di impiegare parte del suo capitale acquistando le obbligazioni bancarie presta denaro alla banca, che si obbliga a restituire il denaro, a una scadenza predeterminata indicata nel contratto.
A fronte di tale prestito, l’istituto bancario corrisponde le cosiddette cedole, le quali possono avere diverse cadenze: mensili, trimestrali o semestrali. Le cedole ammontano agli interessi maturati sul capitale impiegato dal cliente per acquistare le obbligazioni bancarie.

Rispetto alle altre categorie di obbligazioni, quelle bancarie garantite, denominate anche covered bonds, hanno la peculiarità che, nel caso in cui l’istituto bancario fallisse, la restituzione del capitale ai sottoscrittori è garantito dalle attività, ovvero i crediti, che la banca ha nei confronti dello Stato. Pertanto, tali titoli non sono direttamente garantiti dallo Stato, ma dal debito che questo ha nei confronti della banca che ha emesso le obbligazioni.

Come indicato nella legge del 1999 che istituisce i covered bonds, non tutti gli istituti possono stipulare contratti di obbligazioni garantite, ma solamente quelli che dispongono di un patrimonio di vigilanza non inferiore ai 500 milioni di euro. Questo indicatore è stato ufficializzato a livello prudenziale dalla commissione Basilea 2, con giurisdizione per competenza territoriale alla Banca d’Italia quale organo di controllo.

Inoltre, per emettere le obbligazioni garantite, le banche devono possedere un coefficiente patrimoniale consolidato che sia almeno del 2%. I coefficienti patrimoniali sono indicatori che servono a valutare la liquidità disponibile e l’esposizione finanziaria di una banca.

I rendimenti delle obbligazioni bancarie garantite

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Per quanto riguarda i rendimenti della maggior parte delle obbligazioni bancarie garantite, una parte è di solito fixed, cioè fissa, con una quota restante a tasso indicizzato.
L’indicizzazione del rendimento è legata a diverse variabili: quella principale è il tasso di inflazione.

Altre modalità di calcolo degli interessi sono:

  • Step up: prevede un incremento dei rendimenti con il trascorrere del tempo;
  • Zero coupon: in questo caso non vengono corrisposti interessi periodici maturati; il guadagno dell’investimento è determinato dalla differenza del prezzo di acquisto e quello di vendita.

Un esempio di calcolo di interessi su obbligazioni bancarie garantite seguendo l’andamento dell’inflazione è costituito dall’emissione di bond con tasso iniziale del 3%, con cedole trimestrali. A distanza di un anno il tasso di interesse, che segue l’inflazione rilevata dall’ISTAT, ha un incremento di 0,5 punti percentuali ed è quindi del 3,5%.

Se un cliente acquista obbligazioni decennali con calcolo degli interessi col metodo step up, i tassi potrebbero ad esempio essere del 3% per i primi 5 anni, del 4% dal quinto anno e del 3,5 per gli ultimi due anni.

Sottoscrivendo obbligazioni zero coupon a 3 anni per un valore di 5000 euro, se alla scadenza del contratto la banca ne restituisce 5500, il rendimento totale per il cliente è di 500 euro.

Obbligazioni bancarie garantite: quale rischio per i sottoscrittori?

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Come forma di investimento, le obbligazioni bancarie garantite sono considerate meno rischiose delle azioni, le quali risentono degli andamenti del mercato e che possono essere imprevedibili, soprattutto in seguito al verificarsi di eventi particolari.

Tuttavia, le obbligazioni non sono completamente esenti da rischi, poiché sono legate a variabili che non sempre è possibile conoscere con anticipo.

L’incognita è connessa perlopiù a un eventuale fallimento dell’istituto bancario; è peraltro assodato che, per quanto riguarda le banche più importanti, queste hanno ricevuto aiuti statali per evitare tale eventualità. Inoltre, le covered bonds sono garantite dai crediti delle banche verso la Pubblica Amministrazione.

Un consiglio rivolto ai risparmiatori è quello di diffidare da tassi di interesse troppo elevati, in alcuni casi fuori mercato: sarebbe un chiaro sintomo che la banca si trova in grosse difficoltà e sta offrendo alti rendimenti, poiché ha urgenza di rastrellare capitali.

Per approfondire la questioni dei rischi dei bond bancari, puoi fare riferimento all’articolo: Le obbligazioni bancarie sono sicure?

Vendere obbligazioni bancarie garantite prima della scadenza

Può capitare di dover vendere le proprie obbligazioni bancarie garantite prima della loro scadenza naturale. Questa operazione è sicuramente possibile; occorre conoscere quali sono i rischi ad essa connessi, soprattutto per quanto riguarda le eventuali perdite di capitale.

Vendere le obbligazioni è un meccanismo simile a quello delle azioni quotate in Borsa, poiché le obbligazioni vengono vendute tramite il mercato secondario dei titoli.

Il rischio del disinvestimento dei propri titoli è legato alla quotazione esistente al momento della vendita, poiché si potrebbe verificare un guadagno oppure una perdita, se il valore delle obbligazioni è inferiore rispetto a quello di quando si era effettuato l’acquisto.