Il 2026 come un anno di transizione per il mercato obbligazionario globale. Le dinamiche che hanno dominato il biennio precedente, politiche monetarie restrittive, inflazione elevata e forte sincronizzazione tra le banche centrali, stanno progressivamente lasciando spazio a uno scenario più frammentato, nel quale lagenerazione di rendimento dipenderà in misura crescente dalla selezione degli strumenti e dalla gestione attiva del rischio.
Analisti diversi con previsioni differenti (le vedremo tra poco), convergono però sullo stesso punto: il nuovo anno come punto di discontinuità per il mercato obbligazionario perchè per la prima volta da tanto tempo la palla non sarà più solo nelle scelte delle banche centrali.
Pronti allora ad entrare in un 2026 in cui a contare saranno maggiormente credito, politica fiscale e struttura delle curve dei rendimenti?
Seguiteci.
Indice
Sintesi iniziale: cosa analizziamo nelle previsioni obbligazioni 2026
Nel 2026 il mercato obbligazionario globale si presenterà profondamente diverso rispetto agli anni precedenti. In questo articolo condivideremo con voi una visione strutturata delle previsioni del mercato obbligazionario 2026, focalizzandoci su:
- evoluzione delle politiche monetarie di Federal Reserve, BCE e Bank of Japan;
- prospettive per titoli di Stato, obbligazioni corporate e segmento high yield;
- ritorno di attrattività del debito emergente;
- principali rischi sistemici (inflazione, geopolitica, politica fiscale);
- strategie operative più efficaci per investire in obbligazioni nel 2026 + extra perchè scegliere una piattaforma come Freedom24 (qui il sito ufficiale) per investire in obbligazioni
L’obiettivo è darvi un quadro informativo avanzato, utile per prendere decisioni consapevoli in un contesto che offrirà opportunità interessanti, ma solo a chi saprà selezionare con metodo e strumenti adeguati.
Il 2026 come punto di svolta per il reddito fisso
Verso la fine dello scorso anno, Onlinesim ha pubblicato un report dedicato alle prospettive del mercato obbligazionario anticipando che il 2026 non sarebbe stato un semplice proseguimento del ciclo di normalizzazione monetaria, bensì un anno di disallineamento strutturale tra le principali economie sviluppate. Una lettura coerente con la posizione espressa da Laura Cooper, Head of Macro Strategy di Nuveen che, più o meno nello stesso momento, ha parlato di fine dell’illusione di una politica monetaria globalmente coordinata.
Il biennio passato (2024-2025) ha lasciato in eredità:
- valutazioni elevate su gran parte del credito investment grade
- spread compressi su livelli storicamente bassi
- una resilienza macro, soprattutto statunitense, superiore alle attese
In questo contesto, le previsioni obbligazioni 2026 suggeriscono che il rendimento del reddito fisso non deriverà più dalla semplice esposizione beta, ma dalla capacità di selezionare curve, emittenti e segmenti meno affollati.
Politiche monetarie divergenti: il cuore delle previsioni 2026
Onlinesim prevede per gli Stati Uniti uno o due tagli dei tassi nel corso del 2026, subordinati a un progressivo raffreddamento del mercato del lavoro. Nuveen ha confermato questa view, sottolineando come la FED rimanga intrappolata tra il rischio di un’inflazione persistente e la necessità di non soffocare la crescita.
Dal punto di vista obbligazionario uno scenario di questo tipo dovrebbe favorire:
- la parte intermedia della curva USA;
- strategie di roll-down;
- esposizioni a credito corporate statunitense con duration controllata.
BCE: pausa prolungata e rischio di sorpresa restrittiva
Qui il consensus di mercato tende a essere eccessivamente accomodante. Laura Cooper evidenzia come la BCE possa considerare l’attuale stance già appropriata, lasciando aperta la possibilità di un rialzo tardivo entro fine 2026 qualora l’inflazione core restasse sopra il target.
Ciò renderebbe il debito sovrano europeo meno interessante in ottica rischio-rendimento, soprattutto sulle scadenze lunghe.
Giappone: l’eccezione che non lo è più
Nella sua analisi, Onlinesim segnala correttamente il Giappone come unica grande economia con pressioni verso un rialzo dei tassi. Per i portafogli globali questo implicherebbe una rivalutazione del rischio di duration sui JGB e una maggiore attenzione ai flussi cross-border.
Insomma banche centrali in ordine sparso nel 2026. Con ovvie conseguenze sul mercato obbligazionario.
Titoli di Stato: nel ritorno del carry, ma attenzione alla duration
Le previsioni del mercato obbligazionario per il 2026 indicano che i titoli di stato torneranno a offrire un carry nominale interessante, ma difficilmente potranno essere considerati un asset difensivo automatico come nel decennio precedente. La combinazione di inflazione ancora potenzialmente persistente, livelli di debito pubblico elevati e crescente influenza della politica fiscale rende il rischio di duration un fattore centrale nella costruzione dei portafogli.
In questo contesto, l’attenzione si dovrebbe concentrare prevalentemente sulle scadenze brevi e intermedie, in particolare sul debito statunitense, che continua a offrire un miglior profilo rischio-rendimento rispetto ai governativi europei, anche per investitori dell’area Euro disposti a valutare la copertura valutaria. Al tempo stesso, le obbligazioni indicizzate all’inflazione potrebbero assumere un ruolo più strutturale, come strumento di protezione in uno scenario in cui il mercato potrebbe sottostimare il rischio di nuove pressioni sui prezzi.
Al contrario, le esposizioni a lunga duration, soprattutto in Europa, presentano un rapporto rischio-rendimento meno favorevole, alla luce di rendimenti contenuti e di una BCE potenzialmente meno accomodante di quanto attualmente scontato dai mercati.
Quindi in sintesi:
- privilegiare le scadenze brevi e intermedie nei Paesi sviluppati;
- assumere esposizione selettiva al debito Usa, anche coperto dal rischio cambio;
- mantenere cautela sui bond governativi europei a lunga duration
In questo contesto, il rischio principale resta legato a eventuali rialzi inattesi dei premi a termine, che potrebbero penalizzare fortemente i portafogli troppo sbilanciati sulle scadenze lunghe.
Morale: serve ampia gamma di scelta. E una piattaforma che la garantisca come Freedom24.
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Investire comporta un rischio di perdita
Obbligazioni corporate e high yield: qualità e selezione
Dal debito statale a quello delle società private. Corporate bond insomma.
Qui Onlinesim, partendo dall’assunto che i tassi saranno in graduale discesa e che la crescita economica sarà moderata, ritiene che il contesto possa sostenere le obbligazioni high yield visto che queste da sempre beneficiano di fondamentali complessivamente più solidi rispetto al passato.
Condivisibile l’impostazione della Nuveen: il 2026 non sarà un anno in cui comprare il mercato basterà. Gli spread partono da livelli compressi e questo impone un’attenzione quasi chirurgica alla qualità del credito. Nella selezione diventano quindi centrali la sostenibilità del debito, la stabilità dei flussi di cassa e la capacità degli emittenti di rifinanziarsi senza stress anche in scenari meno favorevoli.
Tra le previsioni obbligazioni 2026, il segmento corporate continua a offrire un profilo rischio-rendimento interessante, soprattutto negli Stati Uniti.
Una parentesi personale (non un consiglio di investimento), nella mia operatività sul segmento corporate considero fondamentali:
- metriche di credito in miglioramento;
- bassa leva finanziaria rispetto agli standard storici;
- emittenti con flussi di cassa stabili e copertura adeguata degli interessi;
- focus su rating BB e B di qualità elevata.
Evito invece approcci passivi e concentrazioni settoriali eccessive.
Debito emergente: uno dei pilastri delle previsioni mercato obbligazionario 2026
Uno dei segmenti potenzialmente più interessanti per il 2026 è il debito dei mercati emergenti. La combinazione di un dollaro meno forte e di politiche monetarie più accomodanti nei Paesi sviluppati potrebbe creare un contesto favorevole per molte economie emergenti, alcune delle quali presentano oggi fondamentali macro migliori rispetto a diverse controparti occidentali.
In questo contesto Onlinesim già a fine 2025 aveva sottolineato come il debito emergente in valuta locale e i bond sovrani ad alto carry sono tornati a offrire un profilo rischio-rendimento competitivo. Posizione condivisa dalla Nuveen secondo cui si potrebbe andare verso una progressiva convergenza tra mercati sviluppati ed emergenti in termini di dinamiche fiscali e macroeconomiche. Per un investitore europeo, un’esposizione ben calibrata a questo segmento potrebbe rappresentare una fonte di diversificazione e rendimento non trascurabile.
Di conseguenza (e senza girarci tanto attorno) nel segmento emergenti fari accesi su:
- obbligazioni in valuta locale;
- debito sovrano ad alto carry;
- economie con fondamentali solidi come India, Indonesia e Messico.
In una logica di portafoglio globale, il debito emergente ben diversificato offre un premio di rendimento superiore rispetto al credito investment grade domestico.
Sembra però quasi una questione per pochi addetti ai lavori. Non semplice nicchia…di più.
Motivo è molto semplice: scarsa copertura da parte delle tradizionali piattaforme che permettono di investire in bond. Proprio per avere una proposta più completa possibile mi sono spostato su Freedom24 dove è possibile scegliere tra oltre 147.000 obbligazioni di tutto il mondo.
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Investire comporta un rischio di perdita
Il ruolo crescente della politica fiscale e il rischio inflazione
Fin qui abbiamo parlato di previsioni 2026 sulle obbligazioni facendo cenno alle varie classi.
Tornando al discorso più generale sui fattori di condizionamento, c’è la politica fiscale da considerare. Anche su questo punto c’è convergenza tra gli analisti: i governi, soprattutto negli Stati Uniti, avranno un impatto diretto sui mercati attraverso deficit elevati, incentivi e programmi di spesa.
La Nuveen lo ha detto chiaramente: c’è il ischio che l’inflazione rimanga strutturalmente sopra il 2% anche nel 2026. Tariffe, squilibri fiscali e deficit elevati potrebbero riattivare pressioni sui prezzi.
Cosa fare in questa situazione? Le prime idee che mi vengono (non consigli) sono:
- considerare obbligazioni indicizzate all’inflazione
- mantenere una duration moderata
- evitare portafogli troppo rigidi
Nel 2026 la politica fiscale avrà un impatto sui mercati obbligazionari simile a quello che per anni abbiamo osservato nei mercati emergenti.
Questo aumenta il rischio che l’inflazione resti sopra il 2% più a lungo del previsto. Per questo motivo considero strategico includere:
- obbligazioni indicizzate all’inflazione;
- strumenti con duration controllata;
- esposizioni flessibili e ribilanciabili.
Al di là di tutto, ignorare il rischio inflazione nel 2026 sarebbe, a mio avviso, uno degli errori più gravi per un investitore obbligazionario.
Perché usare Freedom24 per investire in obbligazioni

Sarò molto breve.
Per affrontare il mercato obbligazionario del 2026 servono strumenti adeguati. Molti di voi lettori si rivolgono alle loro banche per comprare bond o operano con l’home trading. Non ci sono tanti broker specializzati in bond a differenza di quello che invece avviene con asset più di massa come le azioni, gli ETF, il forex.
Personalmente da un pò utilizzo Freedom24 perché è uno dei pochi broker che consente di acquistare obbligazioni singole scegliendo tra oltre 147.000 asset, inclusi titoli di Stato, corporate bond e emissioni internazionali e perchè i lotti di acquisto partono da soli 1.000€.
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- diversificare in modo reale, non solo teorico;
- gestire attivamente duration e rischio di credito.
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Investire comporta un rischio di perdita
Il 2026 come anno di selezione sul mercato obbligazionario
Le previsioni del mercato obbligazionario 2026 che abbiamo trattato in lungo e largo, delineano uno scenario ricco di opportunità, ma decisamente meno indulgente rispetto al passato. Il reddito fisso torna a essere una componente strategica dei portafogli, a patto di essere gestito con competenza, flessibilità e accesso diretto agli strumenti.
Insomma il 2026 non sarà un anno per soluzioni preconfezionate ma al contrario un anno per chi saprà leggere il contesto macro, selezionare il rischio e utilizzare il mercato obbligazionario in modo consapevole.
La fase facile è alle spalle.
Se saprete investire con disciplina me diversificazione potrete ancora trovare rendimenti interessanti dai bond. Al contrario affidandosi a soluzioni standardizzate il rischio è di restare indietro.
Disclaimer broker – Investire comporta un rischio di perdita. I rendimenti passati non sono garanzia di risultati futuri. Il presente materiale non costituisce un consiglio di investimento e che la decisione deve essere presa dal cliente.
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