Con l’inizio del mese di settembre, l’OPAS di Poste Italiane su TIM è alla sua volata finale. Il bilancio al 31 agosto conferma l’andamento sottotono che ha accompagnato l’operazione fin dai suoi primi giorni (l’OPAS è partita il 20 luglio scorso). Le adesioni hanno superato quota 57 milioni di strumenti, ma, a conti fatti, rappresentano appena il 3,3439% del totale oggetto dell’offerta. C’è una crescita costante la lentissima e infatti la soglia del 66,67% indicata da Poste Italiane come condizione di efficacia dell’operazione resta molto lontana.
L’OPAS si concluderà il prossimo 11 settembre 2026. Calendario alla mano, tolti i prossimi sabato e domenica, ci saranno, compreso l’1 settembre, ancora 8 giorni per aderire. Nonostante la ristrettezza dei tempi (tra l’altro le azioni TIM comprate il 10 e l’11 settembre non potranno essere apportate in adesione all’offerta), proprio questa manciata di giorni potrebbe essere determinante per la sorta dell’operazione andando a cambiare radicalmente il quadro, soprattutto se dovessero arrivare le tanto attese adesioni dei grandi investitori istituzionali. Detto questo sul tavolo resta, almeno teoricamente, un’altra possibilità: Poste potrebbe essere costretta a migliorare il corrispettivo per convincere gli azionisti TIM ad aderire. È questa la tesi rilanciata appena pochi giorni fa da Il Fatto Quotidiano, che ha parlato apertamente del rischio flop e della necessità di un rialzo del prezzo.
OPAS Poste-TIM: le adesioni restano molto basse
Il dato aggiornato al 31 agosto fotografa un’operazione ancora in forte ritardo rispetto all’obiettivo finale. Nella seduta di lunedì 31 agosto sono state portate in adesione 3.597.723 azioni TIM, portando il totale dall’inizio dell’OPAS a 57.058.884 strumenti finanziari, pari al 3,3439% degli strumenti oggetto dell’offerta.
Il confronto con i giorni precedenti mostra sì un’accelerazione, ma ancora insufficiente per cambiare realmente il quadro. Al 28 agosto le adesioni erano infatti pari al 3,133%, mentre il 27 agosto erano poco sotto il 3%.
La distanza dalla soglia minima del 66,67% rimane quindi enorme. Poste punta infatti a ottenere almeno i due terzi del capitale ordinario di TIM affinché l’operazione possa avere efficacia secondo le condizioni previste.
Questo non significa l’OPAS sia destinata a fallire. Nelle grandi operazioni di mercato è abbastanza normale che i fondi istituzionali concentrino le proprie decisioni nelle fasi finali, dopo aver valutato attentamente prezzo, condizioni dell’offerta e prospettive industriali. Ma il punto è che in vista della scadenza dell’11 settembre il ritmo delle adesioni dovrà aumentare in modo molto significativo per permettere a Poste di portare in porto l’operazione.
Possibile un rilancio del prezzo dell’OPAS Poste su TIM?
È proprio la lentezza dell’adesione ad alimentare l’ipotesi di un possibile rilancio. In un articolo pubblicato il 29 agosto, Gianni Dragoni su Il Fatto Quotidiano ha evidenziato come l’OPAS di Poste su TIM stia procedendo a passo molto lento facendo riferimento al rialzo del prezzo come possibile soluzione per evitare l’insuccesso dell’operazione. Quando è stato pubblicato l’articolo, le adesioni erano ferme al 2,48% del capitale; da allora il dato è salito al 3,3439%, ma la distanza dall’obiettivo resta molto ampia.
La questione centrale riguarda il valore che gli azionisti TIM attribuiscono al corrispettivo proposto da Poste. L’offerta prevede, per ciascuna azione TIM, 1,67 euro in contanti e 0,218 azioni Poste Italiane di nuova emissione.
Con il titolo Poste che il 31 agosto ha chiuso a 27,79 euro, la componente azionaria dell’offerta vale circa 6,06 euro. Sommando i 1,67 euro cash si arriva quindi a un valore implicito di circa 7,73 euro per azione TIM. Nella stessa seduta TIM ha chiuso a 7,836 euro, cioè a un livello di pochissimo superiore al valore implicito del corrispettivo.
Proprio l’attuale azzeramento del premio (che, lo ricordiamo, era pari al 9,01% il 22 marzo quando l’offerta venne annunciata dalla quotata gialla) potrebbe pesare nelle valutazioni degli azionisti. Se sul mercato un’azione TIM vale sia pure poco più del valore del corrispettivo offerto, l’incentivo ad aderire diminuisce, soprattutto per gli azionisti che ritengono possibile un ulteriore miglioramento dell’offerta.
Ed è qui che entra in gioco l’ipotesi del rilancio. Un prezzo più elevato potrebbe infatti diventare lo strumento necessario per convincere quegli investitori che oggi preferiscono mantenere le azioni TIM anziché consegnarle a Poste.
Rilancio Poste-TIM: quanto è concreta questa possibilità?
Per ora il rilancio del prezzo è solo un’ipotesi de Il Fatto Quotidiano. Uno scenario si fondato (sono almeno tre i fattori a supporto della tesi del quotidiano ossia le adesioni molto basse, la distanza enorme dalla soglia del 66,67% e la necessità di convincere soprattutto gli investitori istituzionali) ma privo di riscontri.
Detto questo, per la volata finale dell’OPAS da qui all’11 settembre si possono ipotizzare due scenari: il primo, quello più probabile, è la accelerazione delle adesioni nelle ultime sedute, con i grandi fondi che iniziano a consegnare le azioni TIM senza modifiche al corrispettivo. Il secondo, quello ipotizzato dal Fatto, vedrebbe il trend delle adesioni sempre basso con Poste che valuterebbe un miglioramento dell’offerta per rendere più conveniente lo scambio.
Questa seconda ipotesi è quella meno probabile anche perchè nelle scorse settimane Poste ha ripetutamente difeso pubblicamente la validità industriale dell’operazione e ha sottolineato il valore delle sinergie derivanti dall’integrazione escludendo ogni ritocco all’insù del prezzo. Inoltre, l’operazione ha una struttura complessa e un eventuale aumento del corrispettivo avrebbe un impatto economico significativo. Difficile quindi che si possa concretizzare.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















