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Reazione azioni MFA alla semestrale - RisparmiOggi.it
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Siamo arrivati a metà sessione e le azioni MFE, almeno stando a quello che si è fin qui visto, sembrano continuare a ignorare la semestrale diffusa nella giornata di ieri. MFE A segna infatti un rialzo dello 0,1% a 2,44 euro, confermandosi sugli stessi livelli di mercoledì e senza riuscire a recuperare terreno.

Il titolo aveva infatti superato quota 2,50 euro a inizio settimana, ma da allora ha perso progressivamente valore. Ovviamente senza effetto trimestrale e con i prezzi piatti, il bilancio resta negativo anche sugli orizzonti più ampi: nell’ultimo mese MFE A registra una flessione di circa l’8%, mentre da inizio anno il passivo arriva a circa il 20%.

La mancata accelerazione dopo i conti trimestrali evidenziata quasi stride con il netto miglioramento della redditività registrato da MediaForEurope. Il primo semestre 2026 si è chiuso con un Ebit Adjusted di 145,7 milioni di euro, contro il rosso di 7,3 milioni del primo semestre 2025 su base pro forma. Segno positivo anche per l’utile netto adjusted che è salito da 6,9 a 50,5 milioni di euro.

Il mercato, però, non sembra ancora attribuire a questi risultati un effetto sufficiente per rilanciare le azioni MFE. E allora cerchiamo di capire il perchè di questa “contraddizione” e quali sono le prospettive per il titolo.

Trimestrale MFE: ricavi in calo ma redditività in forte recupero

Iniziamo col dire che semestrale di MediaForEurope presenta una dinamica diversa tra ricavi e redditività. Al termine del primo semestre, infatti, ricavi consolidati risultavano calati a 2,951 miliardi di euro, rispetto ai 3,142 miliardi del primo semestre 2025 pro forma, con una contrazione di circa il 6%. Nel perimetro di consolidamento è compresa integralmente ProSiebenSat.1, mentre sull’andamento del fatturato hanno pesato la debolezza del mercato pubblicitario nei principali Paesi in cui opera il gruppo, gli effetti della Coppa del Mondo FIFA e le variazioni intervenute nel segmento Commerce & Dating.

A fronte del calo dei ricavi, MFE è però riuscita a migliorare in modo deciso il risultato operativo. L’Ebit Adjusted è passato da -7,3 milioni a 145,7 milioni di euro, con un miglioramento di 153 milioni rispetto al dato pro forma dell’anno precedente. Anche il risultato netto adjusted ha registrato una crescita significativa, raggiungendo 50,5 milioni di euro contro i 6,9 milioni del primo semestre 2025. Il risultato netto di competenza del gruppo rimane invece negativo per 6,4 milioni di euro. A sostenere il miglioramento dei conti è soprattutto il lavoro sulle efficienze e sulle sinergie. Nel comparto Entertainment, che comprende le attività televisive e di intrattenimento di Italia, Spagna, Germania, Austria e Svizzera, la redditività ha registrato un deciso incremento.

Scendendo nel conto economico, alla fine del semestre la posizione finanziaria netta ai fini dei covenant risultava in calo a 857,1 milioni di euro al 30 giugno 2026, dai 959,2 milioni di inizio anno. La riduzione ha quindi superato quindi i 100 milioni di euro nel semestre. C’è stato quindi un miglioramento della struttura finanziaria che si è andando ad inserire nel percorso di integrazione del perimetro ampliato e nelle iniziative di efficienza avviate dal gruppo.

Oltre 200 milioni di efficienze nel semestre di MFE

Proprio sulle efficienze si è concentrato Pier Silvio Berlusconi, Chairman e Group CEO di MFE-MEDIAFOREUROPE, nel commentare i risultati.

Berlusconi ha definito il primo semestre estremamente complicato“, anche per la presenza di importanti eventi sportivi sulle reti concorrenti, sottolineando però come il gruppo sia riuscito a chiudere il periodo con un Ebit Adjusted di circa 146 milioni, oltre le stime. Il manager ha quindi indicato nella spinta editoriale e digitale e nelle nuove efficienze alcuni dei fattori che hanno consentito a MFE di migliorare i risultati nonostante il quadro pubblicitario difficile.

Il tema della pubblicità resta infatti centrale. Secondo Berlusconi, il mercato sta diventando sempre più difficile, con televisione e mezzi tradizionali in difesa mentre il digitale continua a crescere, in un settore dominato dai grandi operatori multinazionali del web.

In questo scenario, il gruppo rivendica però la tenuta del mercato italiano, sostenuta da un’offerta televisiva definita particolarmente ricca e da una performance positiva dell’area Entertainment. Il dato più significativo riguarda le sinergie. Nei primi sei mesi MFE ha ottenuto oltre 200 milioni di euro di efficienze e ottimizzazioni nel comparto Entertainment, con una velocità superiore a quella prevista dal piano presentato al mercato in occasione dell’OPAS.

È proprio questo uno degli elementi sui quali MFE punta per migliorare ulteriormente la redditività nei prossimi trimestri. Berlusconi ha inoltre confermato l’ottimismo sulla chiusura dell’anno e le previsioni per il 2026, sostenendo che la maggiore dimensione raggiunta dal gruppo dovrebbe contribuire alla capacità di competere nel mercato europeo.

Azioni MFE sotto 2,5 euro: focus sulla seconda parte dell’anno

Nonostante il miglioramento dei margini, le azioni MFE non hanno ancora trovato la forza per ripartire. E questo lo dimostrano sia l’andamento di ieri che quello di oggi (una replica di quello di mercoledì). Per provare a dare una dimensione alla prudenza del mercato forse si dovrebbe guardare alle indicazioni sulla seconda parte dell’anno.

MFE ha infatti segnalato che nel terzo trimestre i ricavi dovrebbero registrare una contrazione di pochi punti percentuali. L’Italia dovrebbe confermarsi il mercato più resiliente, mentre per l’intero esercizio sarà soprattutto il quarto trimestre ad avere un peso rilevante sull’andamento dei ricavi pubblicitari. Il quarto trimestre è infatti caratterizzato dalla consueta stagionalità del mercato pubblicitario nei principali Paesi in cui opera il gruppo, con un’importanza particolare della Germania.

Questo significa che il miglioramento dell’Ebit registrato nel primo semestre dovrà essere verificato anche alla luce dell’andamento dei ricavi pubblicitari nella seconda parte dell’anno. MediaForEurope ha comunque confermato l’obiettivo di migliorare la redditività operativa e consolidare la generazione di cassa rispetto ai dati pro forma del 2025. Anche la generazione di cassa, secondo le indicazioni della società, dovrebbe continuare a rafforzarsi nei prossimi trimestri.

Tirando le somme, Ebit Adjusted, efficienze, sinergie e riduzione della posizione finanziaria netta rappresentano gli elementi positivi emersi dai conti. Dall’altra parte, però, rimangono un mercato pubblicitario debole, ricavi semestrali in calo e un secondo semestre che dovrà fornire nuove conferme. Le prossime indicazioni sull’andamento della pubblicità e soprattutto i risultati del quarto trimestre saranno quindi determinanti per capire se il recupero della redditività visto nella prima metà dell’anno potrà proseguire. Per il momento, resta la prudenza.

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