Molti investitori che hanno in portafoglio le azioni Fincantieri avranno sgranato gli occhi all’apertura del loro desk vedendo il titolo della cantieristica navale andare letteralmente a picco nelle prime battute della sessione di borsa. E in effetti dinanzi a un crollo di ben il 9% non c’è da stupirsi per una simile reazione. La quotata sta passando di mano a meno di 15 euro contro i 16,47 euro della chiusura di ieri. Inutile evidenziare che il titolo è il peggiore di tutto il Ftse Mib e che, una simile ondate di vendite, non può non condizionare anche la prestazione mensile della quotata che ha inevitabilmente allargato il suo rosso. Già negativo, con questo nuovo crollo l’andamento mese su mese di Fincantieri evidenzia ora un rosso di oltre il 23%.
Certo va sempre tenuto conto che stiamo parlando di un titolo che su base annua resta in verde del 68%, tuttavia il crollo di borsa di oggi non può passare inosservato anche se a preoccuparsene sono soprattutto quegli investitori che non conoscono i motivi delle forti vendite mentre quelli più sul pezzo perchè consapevoli delle ragioni delle violenti vendite non dovrebbero spaventarsi più di tanto. Affermiamo questo perchè dietro al crollo delle azioni Fincantieri ci sono dei motivi tecnici e operativi per cui un simile rosso era scontato.
Basta con i misteri allora e vediamo perchè le azioni Fincantieri oggi stanno crollando.
XTB
- ✅ Zero commissioni su azioni e ETF reali*
- ✅ A partire da 10€
- ✅ Interessi sui fondi non investiti
- ✅ Cashback 1% su ewallet PRO
Crollo Fincantieri dopo aumento di capitale: sconto e diluizione pesano sul titolo
Lo diciamo subito chiaramente: il crollo delle azioni Fincantieri è strettamente legato alla conclusione di una procedura di accelerated book building (Abb) che ha portato all’emissione di nuove azioni pari al 10% del capitale pre-aumento. Il mercato sta reagendo in modo negativo soprattutto per due ragioni: lo sconto applicato nel collocamento e l’effetto diluitivo dell’operazione. Un comportamento normale e naturale dopo operazioni simili.
Venendo ai dettagli, Fincantieri ha collocato 32.588.445 nuove azioni ordinarie a un prezzo di 15,32 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 499 milioni di euro. Il prezzo incorpora uno sconto del 7% rispetto ai 16,47 euro della chiusura precedente all’annuncio.
È proprio questo sconto ad aver innescato il crollo: quando un aumento di capitale avviene a prezzi inferiori rispetto alle quotazioni di mercato, si crea un immediato effetto di riallineamento. Gli investitori, infatti, tendono ad adeguare le valutazioni al nuovo prezzo di riferimento, penalizzando il titolo in borsa. Tutto come da copione in realtà.
Inoltre, l’emissione di nuove azioni determina una diluizione per gli azionisti esistenti, elemento che nel breve periodo viene spesso interpretato negativamente dal mercato, contribuendo ulteriormente al crollo. Anche in questo caso niente di cui stupirsi.
Accelerated book building: operazione veloce, impatto immediato sul mercato
Il crollo di Fincantieri è stato amplificato dalla struttura stessa dell’operazione. L’aumento di capitale è stato realizzato tramite Abb, una procedura rapida e riservata a investitori qualificati e istituzionali, avviata a borsa chiusa e conclusa in sole tre ore grazie a una domanda multipla rispetto all’offerta.
La scelta dell’esclusione del diritto di opzione ha consentito alla società di collocare rapidamente i titoli, ma ha anche generato una pressione immediata sulle quotazioni. L’immissione sul mercato di un pacchetto rilevante di nuove azioni, pari al 10% del capitale ante aumento, ha aumentato il flottante e la liquidità, ma nel breve termine ha accentuato il crollo.
Dopo l’operazione, il capitale sociale è salito a 881,7 milioni di euro suddiviso in 358,4 milioni di azioni. Il flottante è aumentato sensibilmente, arrivando intorno al 36% del capitale, con un incremento di circa il 34%.
Sul fronte dell’azionariato, CDP Equity – controllata da Cassa Depositi e Prestiti – è scesa dal 70,67% a circa il 64,25%, mantenendo comunque il controllo del gruppo. Il rafforzamento del flottante e della liquidità rappresenta un fattore positivo strutturale.
eToro
- ✅ Piattaforma 100% intuitiva
- ✅ Zero commissioni su azioni e ETF reali
- ✅ Deposito minimo 50€
- ✅ Copy Trading
- ✅ eToro Money
- ✅ Interessi fino al 3,55%
Crollo Fincantieri e strategia industriale: perché l’operazione è stata lanciata
Se il crollo delle azioni Fincantieri in borsa è stato immediato, le motivazioni strategiche dell’aumento di capitale guardano invece al medio-lungo periodo. La ricapitalizzazione da circa 500 milioni di euro punta a rafforzare la flessibilità finanziaria e a sostenere il piano industriale al 2030.
Le risorse raccolte serviranno principalmente per:
- aumentare la capacità produttiva, con investimenti previsti per 1,9 miliardi di euro
- accelerare il percorso di deleveraging
- cogliere opportunità di crescita inorganica, incluse operazioni di M&A
- consolidare il Polo Tecnologico della Subacquea, già avviato con l’acquisizione delle attività di Wass da Leonardo
Ricordiamo che l’operazione rappresenta quindi la seconda tappa di un percorso di rafforzamento patrimoniale iniziato circa un anno e mezzo fa, quando il gruppo aveva raccolto 400 milioni per finanziare acquisizioni strategiche.
Dal punto di vista finanziario, l’aumento consente maggiore rapidità nell’implementazione del piano e amplia la base azionaria istituzionale, rendendo il titolo potenzialmente più attrattivo per investitori internazionali. Quindi, in fin dei conti, lo scontato crollo di oggi delle azioni Fincantieri, è una sorta di prezzo da pagare nell’ambito di una prospettiva migliorativa.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















